Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Equitem » giovedì 9 febbraio 2012, 19:49

Pantheon ha scritto:A questo punto, per ritornare in tema, mi piacerebbe sapere che significanza, che valore simbolico dovremmo attribuire oggi ai trofei e agli scudi presenti sulle decorazioni degli ordini che tuttora mantengono questa consuetudine.
Anche perchè altrimenti non riesco (con riferimento ai due ordini militanti) a comprendere perchè debbano sussistere, visivamente, in ambito SMOM tutte queste differenze: trofei completi, incompleti, "monoarma" ecc....E perchè, invece, l'OESSG abbia deciso di uniformare il tutto.
Spero di essere stato chiaro.
Grazie e vogliamoci bene.




Carissimo,
volendo ritornare - si spera - in tema, personalmente, per quanto riguarda l’uso del Trofeo militare “oggi” nelle decorazioni del SMOM mi orienterei in due direzioni:
1) Visiva distinzione di classi - ceti o come dir si voglia;
2) Specifica attribuzione di una tradizione propria solo di alcune classi.
Non riesco a darmi altra spiegazione.

Per quanto riguarda l'OESSJ, non essendoci distinzione alcuna tra i membri fuorché il grado, il Trofeo Militare ha un particolare significato che non si esaurisce in nessun atto di magnanima benevolenza, ed anche in questo caso mi orienterei in due direzioni:
1) In memoria della tradizione militare dell'Ordine;
2) In memoria di quella tradizione che, in ossequio all'antico rituale d'investitura, vuole i membri tutti dell'Ordine investiti del medesimo privilegio, che poi è tipico della cavalleria strictu sensu,ovvero portare le armi.
Anche in questo caso, personalmente, non riesco a darmi altre spiegazione.
Matteo 6,1-6.16-18
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda nicolad72 » giovedì 9 febbraio 2012, 19:53

Per quanto riguarda i ceti dello SMOM, il criterio distintivo non risiede nella decorazione da collo, ma nella croce di professione, visto che per esservi ammessi bisogna pronunciare i voti religiosi (salvo per i novizi, ma sempre religiosi sono) o la promessa d'obbedienza, che varia a seconda che appartenga al primo o al secondo ceto.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Equitem » giovedì 9 febbraio 2012, 20:00

Ma se non erro, in tal caso spero mi correggerai, anche le decorazioni, se non in via esclusiva, hanno il loro grado di distinzione....
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda nicolad72 » giovedì 9 febbraio 2012, 20:07

Mi spiace ma erri, nel secondo ceto ognuno tiene la decorazione da collo che aveva quando era nel terzo ceto.
Cambia solo nel primo vi è un solo tipo di decorazione da collo identica a quella dei cavalieri di onore e devozione, perché nel primo ceto vi è (cappellani esclusi) una sola categoria di cavalieri: quelli di giustizia e quindi non servono segni distintivi.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Equitem » giovedì 9 febbraio 2012, 20:11

Capisco...
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Montenotte » venerdì 10 febbraio 2012, 0:18

Buonasera,
faleristicamente parlando, sono portato a pensare che il trofeo d’armi sia un ulteriore, particolare, segno di distinzione e onore paragonabile, mutatis mutandis, ad altre applicazioni come le spade o le fronde di quercia.
L’insistenza sulla presunta rappresentazione delle armi del cavaliere sul trofeo, mi fa sorgere spontanea una domanda: cosa hanno a che fare con un cavaliere i pezzi da 12 libbre e viceversa, nel caso SMOM, perché è assente l’ancora sul trofeo di un ordine che ha trascorso i due terzi della sua vita combattendo sul mare. Come più volte fatto notare dai colleghi, in diversi interventi, il trofeo d’armi, storicamente, è un simbolo di vittoria, sono le armi prese al nemico. Direi che questo è il suo onorifico significato.

A mio avviso, a significare la dignità di cavaliere è più idoneo, perché inequivocabile, l’elmo piumato del Deutscher Ritterorden. In questo Ordine il trofeo era tradizionalmente presente, solo come passanastro, nella decorazione dei nobili: Großkomture, Großkapitulare, Komture e Rechtsritter, non gli Ehrenritter. Invece per distinguere i Cavalieri di tutti i gradi, Ehrenritter compresi, dai Religiosi la croce porta nel primo caso l’elmo con le piume di struzzo e nel secondo una scarsella.
La croce del Grossmeister non aveva alcun trofeo.
Un link viewtopic.php?f=21&t=9629

Circa le decorazioni SMOM sarebbe interessante e opportuno poter risalire a quanto definito nel Capitolo del 1879 che sancì la prima codificazione delle insegne.

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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Milesxpi » venerdì 10 febbraio 2012, 3:35

Ho seguito con attenzione questa discussione dove è evidente un dissidio faleristico tra "contenuto e forma", anche se sembra più banalmente una competizione dialettica tra membri dello SMOM e del Santo Sepolcro su "...chi è più cavaliere"!
Il "trofeo d'armi", che dovremmo chiamare più correttamente "Panoplia", ha simbolicamente origini molto antiche, ma araldicamente è presente negli Ordini Cavallereschi solo da tempi molto più recenti (1-2 secoli in Ordini che hanno quasi un millennio di storia).
Non rappresenta assolutamente la piena dignità cavalleresca, rappresenta invece il diritto d'indossare e portare armi in battaglia, anche quelle prese come "trofeo" al nemico!
Tale diritto non è mai stato appannaggio esclusivo dei nobili, basti pensare alla classe dei "sergenti" o "serventi d'arme", degli Ordini monastico cavallereschi, armati similmente ma tuttavia non cavalieri.
Inoltre alcuni "Donati" dell'Ordine degli Ospitalieri erano nobili, portavano le armi e combattevano per La Religione giovannita, ma non erano cavalieri professi, bensì solo cavalieri secolari.
La "Panoplia" nello SMOM serve solo a differenziare con maggior precisione (come le Croci dell'abito di punta), le varie classi ed i vari ceti.
In passato, finché l'Ordine combatteva veramente (fino al '700), non era presente nella Croce dei cavalieri.
Se tale simbolo araldico fosse sinonimo esclusivo di "nobiltà" o di "dignità cavalleresca", allora provocatoriamente la dovremmo attribuire anche ad ogni soldato semplice dell'Esercito Italiano poiché la sfoggiano sulla cintura d'ordinanza... [knight.gif]
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Pantheon » venerdì 10 febbraio 2012, 9:45

E' necessario contestualizzare....Perchè, pur concordando in alcuni punti, se dobbiamo riferirci al privilegio di portare le armi e non strettamente alla semantica della simbologia pertinente il trofeo negli ordini cavallereschi, la questione si fa complessa innanzitutto dal punto vista storico, dovendo collocare certe tradizioni molto più indietro nel tempo. Mi vengono in mente le opere di Tacito (privilegio di censo nobiliare-militare) e per rimanere in abito medievale, che ha visto nascere i nostri amati Ordini militanti, tale privilegio, ad esempio tra i germani riguardava tutti gli uomini liberi. Pur essendo un argomento interessante, magari da approfondire con apposito topic, qui è un po' fuori tema visto che uno spartiacque temporale lo abbiamo messo e su questo siamo abbastanza d'accordo: per ora.

;)
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda adj » venerdì 10 febbraio 2012, 10:28

Milesxpi ha scritto:Inoltre alcuni "Donati" dell'Ordine degli Ospitalieri erano nobili, portavano le armi e combattevano per La Religione giovannita, ma non erano cavalieri professi, bensì solo cavalieri secolari.

La categoria dei Donati SMOM ha subito un'evoluzione tale per cui non è possibile fare paragoni tra epoche diverse.
Di fatto tutti i membri SMOM di oggi, escluso il solo primo ceto (Professi di Giustizia), corrispondono alla categoria dei Donati di un tempo.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Milesxpi » venerdì 10 febbraio 2012, 12:35

Di fatto tutti i membri SMOM di oggi, escluso il solo primo ceto (Professi di Giustizia), corrispondono alla categoria dei Donati di un tempo.

Sono d'accordo, la tradizione millennaria dell'Ordine è nel primo ceto.
Tuttavia anche Ordini cavallereschi più recenti, dove si fa l'addobbamento del "miles" con spada, speroni e la "collata", hanno solo un labile legame con la propria realtà storica.
Oggi è tutto più "onorifico" e "rappresentativo", un tempo si mirava alla necessità sostanziale dell'armare un cavaliere...
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Pantheon » venerdì 10 febbraio 2012, 14:47

Milesxpi ha scritto:
Di fatto tutti i membri SMOM di oggi, escluso il solo primo ceto (Professi di Giustizia), corrispondono alla categoria dei Donati di un tempo.

Sono d'accordo, la tradizione millennaria dell'Ordine è nel primo ceto.
Tuttavia anche Ordini cavallereschi più recenti, dove si fa l'addobbamento del "miles" con spada, speroni e la "collata", hanno solo un labile legame con la propria realtà storica.
Oggi è tutto più "onorifico" e "rappresentativo", un tempo si mirava alla necessità sostanziale dell'armare un cavaliere...


Mi fa piacere che ci sia riferiti - finalmente - al cerimoniale dell'epoca: adoubement.....Altri tempi.... [notworthy.gif]
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Lupo » venerdì 10 febbraio 2012, 14:58

Milesxpi ha scritto:Sono d'accordo, la tradizione millennaria dell'Ordine è nel primo ceto.


Possibile che la tradizione millenaria del SMOM sia appanaggio soltanto di una cinquantina di persone sparse in tutto il mondo?
Sinceramente, non mi pare corrispondente alla realtà . . .
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda adj » venerdì 10 febbraio 2012, 15:29

Lupo ha scritto:Possibile che la tradizione millenaria del SMOM sia appanaggio soltanto di una cinquantina di persone sparse in tutto il mondo?

La questione è leggermente diversa.
Storicamente chi apparteneva all'Ordine, come Cavaliere, era un religioso.
Chi non emetteva i voti religiosi (per i più svariati motivi, principalmente perché era sposato o intendeva sposarsi) poteva al più ricoprire il ruolo di Donato, anche se di nobilissimi natali (i casi sono numerosi).
Oggi, i veri eredi dei Frati Cavalieri di allora sono, a stretto rigore, i Professi di Giustizia, che anche se non portano più le armi sono a tutti gli effetti dei religiosi. Tutti gli altri Cavalieri odierni, anche quelli in Obbedienza (assimilabili per certi versi a un terz'ordine) sono in una posizione che corrisponde a quella che un tempo avevano i Donati.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Milesxpi » venerdì 10 febbraio 2012, 16:09

Oggi, i veri eredi dei Frati Cavalieri di allora sono, a stretto rigore, i Professi di Giustizia, che anche se non portano più le armi sono a tutti gli effetti dei religiosi. Tutti gli altri Cavalieri odierni, anche quelli in Obbedienza (assimilabili per certi versi a un terz'ordine) sono in una posizione che corrisponde a quella che un tempo avevano i Donati.

Proprio così!
Stiamo parlando di "Religiones", Ordini monastico cavallereschi o "militari" dove i cavalieri oltre ai tre voti monastici, emettevano il quarto, cioè quello di combattere fino alla morte per la difesa della Croce e dei luoghi santi contro l'empietà, gli infedeli ed i "mala christiani".
I cavalieri secolari potevano aggregarsi a tali Ordini emettendo solo il "quarto voto" per tutta la vita o solo per un limitato periodo di tempo.
Erano membri dell'Ordine a tutti gli effetti, col diritto d'indossare "l'abito" e ricevevano l'accoglienza nella "casa" conventuale.
Potevano amministrare i beni dell'Ordine e comandare le truppe in battaglia, ma non erano "professi", perché sposati o con altre "imperfezioni" ostative alla vita religiosa da frati.
Nell'Ordine del Tempio per distinguerli dai cavalieri professi che indossavano il mantello bianco, simbolo di purezza monacale, gli si consegnava vesti e mantelli neri con la Croce rossa patente.
Nell'Ordine Ospitaliero od in quello Teutonico gli si concedeva lo stesso "abito" e mantello dei professi ma con la Croce a tre braccia.
Tuttavia questi cavalieri secolari "in obbedienza" (la Regola del Tempio li definisce proprio così) o "Donati" (come nell'Ordine di San Giovanni) erano cavalieri a tutti gli effetti, nobili ed a volte anche Sovrani di stati cristiani, come Andrea II d'Ungheria accolto nell'Ordine degli Ospitalieri col grado di Donato nel 1218.
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Re: Il trofeo militare nelle decorazioni Cavalleresche

Messaggioda Pantheon » venerdì 10 febbraio 2012, 19:44

Già nel 1140 Ruggero II re di Sicilia ordinò di ammettere cavalieri solo figli di cavalieri. Posizione che poi fu adottata, regolamentata in seguito anche da altri sovrani a favore della capacità ereditaria di aspirare al cavalierato (l'ammissione si realizzava secondo i tradizionali riti di iniziazione che, all'origine della creazione degli ordini militanti, prevedevano, necessariamente, il privilegio di portare le armi l'essere "armato cavaliere).

Gli statuti del 1262 del SMOM richiedevano la prova di nobiltà dei genitori del candidato.
Nel 1543 la regola prevedeva le prove di nobiltà del padre, della madre ed i quattro avi del candidato ed in seguito le procedure si irrigidirono ancor di più verso tra il 1578 e 1588 in cui si presero provvedimenti volti ad impedire l'ammissione a mercanti, notai e loro discendenti...... :?
Procedura analoghe furono adottate all'epoca dai Cavalieri Stefaniani e da quelli di SSML.
Fino ad arrivare al 1599 in cui vengono stabilite le regole d'ammissione per la Lingua d'Italia tra le quali: esame e revisione da parte dei commissari delle prove di ammissione; prove testimoniali; documentarie ed autentiche (dimostrazione della nobiltà bicentenaria di ogni quarto nonchè l'ascendenza cattolica); salute dell'aspirante; il non essere stati dediti ad attività connesse ad "arti meccaniche" o altro "mestiere denigratorio"; e the last but not the least la vita more nobilium degli avi. Tuttavia vi erano eccezioni riservate a chi aveva parenti già nell'Ordine (cd. famiglie di nobiltà melitense) che potevano essere dispensati dal portare parte della documentazione necessaria (cd. grazia d'attacco di cui si hanno tracce in Italia dal '600).

Chrétien de Troyes "Il più alto Ordine che Dio abbia creato e comandato è l'Ordine di Cavalleria".
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