Heraldik fragellescion

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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Franco Benucci » martedì 31 gennaio 2012, 10:38

Mi pare che si legga e si veda tutto...
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Franco Benucci » martedì 31 gennaio 2012, 11:07

Magari araldica di fantasia, ma sempre araldica è... come gli stemmi di Gesù Cristo e dei 12 apostoli, degli imperatori romani, dei papi fino a Bonifacio 8°, di Antenore, delle città da lui fondate e delle singole porte delle medesime...
Quanto al presunto Contarini, in effetti sarebbe da risalire alla prima attestazione: chi l'ha proposto e su quali basi... molto da cercare e da leggere.
Interpreterei anch'io la frase iniziale di Lucco come assunzione che i due stemmi siano uguali. Nel catalogo della Pinacoteca dei Concordi (1989) parla solo dello stemma intero col grifo. Ma i due stemmi non sono uguali, qualunque sia il valore di quello in margine sin. e delle relative figure... Ghirigori "spalmati e uniformi"... non so, certo che se erano solo decorativi e se sono così in margine fin dall'origine, forse poteva anche fare a meno di farli...
Forse altri occhi e altre menti vedono meglio o qualcos'altro dalle nostre, o forse qualcuno ha il blasonario giusto sul tavolo...
Alla lista dei Palmipedi aggiungiamo anche Cattani 2010, che però cita il quadro in tutt'altra prospettiva (iconologica)...
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 1 febbraio 2012, 0:30

Il fantasioso fasciato bianconero potrebbe essere Dal Verme, nota famiglia di condottieri veronesi che, dopo un'effimera aggregazione al M.C. veneto tra fine 300 e inizi 400, resta documentata in laguna (verosimilmente con un altro ramo) nel ceto cittadinesco. La variante bianconera pare specificamente veneziana, mente a Verona ci sono anche le varianti biancorossa (però senza animalo) e biancoazzurra (entrambe confluite, con altri ammeniccoli, nell'inquartato del Libro d'Oro): fonti del tutto Morando di Costoza, Libro d'arme di Venezia e Armoriale veronese, alle voci, con opportuni rinvii bibliografici.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Tilius » mercoledì 1 febbraio 2012, 14:35

Le mie risposte (che tanto risultavano sgradite a uno dei partecipanti a questa discussione, ed é per tale motivo che le ho cancellate, non perché non fossero in forma più che rispettosa dell'opinione e della persona degli altri interlocutori, né perché non fossero espressione chiara e argomentata dalla mia opinione...) si possono riassumere qui di seguito:

1) Nel merito: allo stato attuale (conservazione della tela, analisi visiva della tela, normale decurtazione al bordo delle figure laterali, assenza di copie a stampa o comunque antiche che evidenzino uno stato diverso da quello attuale, perfetta centratura prospettica del pavimento, completa assenza di elementi residui "decurtati" sullo scudo di sinistra: un normale fasciato) nulla di significativo autorizza a credere che il dipinto abbia subito la ben che minima decurtazione laterale.

2) Nel metodo: ipotizzare una decurtazione in base allo stato dello scudo di sinistra mi sembra una ipotesi azzardata e non adeguatamente motivata (e in quanto tale non mi sembra una buona ipotesi).

3) L'attribuzione che mi pare più calzante per quest'opera, che ritengo di mediocre qualità (e la storia critica del dipinto, molto ondivago nelle attribuzioni, mi supporta in questo), é alla bottega di Palma il Vecchio (Jacopo Negretti detto il). La storia critica del quadro, certosinamente sopra ricopiata da un partecipante alla discussione, evidenzia questo orientamento. Fra gli studiosi che si sono occupati della tela, ritengo che il più significativo sia il Berenson, la cui opinione definitiva é appunto: bottega.

4) Le pennellate (racemi?) che si intravedono sulle fasce chiare dello scudo di sinistra é altamente probabile che abbiano mera valenza decorativa.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda antonio33 » mercoledì 1 febbraio 2012, 15:06

A parte qualche incomprensibile incomprensione, veramente un argomento interessante ed istruttivo.
Grazie. (a entrambi)
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Franco Benucci » domenica 5 febbraio 2012, 17:21

Nel metodo: siccome nessuno di noi ha esaminato dal vivo la tela, ogni ipotesi è a priori valida o almeno meritevole di essere presa in considerazione e discussa.
Nel merito: chi l’ha vista e studiata dice che la tela è mal conservata (e assai rovinata nonostante il restauro); la mancanza di copie antiche è un argomento e silentio e come tale non vale niente; la centratura prospettica non è perfetta (e, se voluta, potrebbe valere anche in senso inverso, come già detto sopra, costituendo così un potenziale indizio di una qualche vicissitudine della tela); la ‘decurtazione’ della figura e dello stemma di sin. (che non è un fasciato in senso tecnico, ma poco importa) coi relativi racemi (?) può essere “normale” come no, e se lo è potrebbe avere un significato ‘narrativo’ da scoprire, oltre a quello araldico rimasto quasi tutto da indagare. Il che richiede calma, osservazione, concentrazione, tempo da dedicare alla ricerca e lettura delle fonti, ecc.
Quanto all’attribuzione riportavo semplicemente il parere di quanti più di recente hanno studiato la tela, sarà quello che deve essere, anche di retrobottega: con l’araldica e con l’eventuale significato della ‘decurtazione’ non c’entra nulla.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » domenica 5 febbraio 2012, 19:35

L'oggetto di questa discussione fu delineato con chiarezza:
Franco Benucci ha scritto:(...) Si sa di chi è lo stemma che compare a terra tra i soldati a destra di questa Flagellazione di Cristo di Palma il Vecchio (già di Bonifazio dei Pitati), conservata a Rovigo all'Accademia dei Concordi? (...)

Quindi, a partire da adesso, chiunque replichi è invitato a mantenersi strettamente in tema.
Grazie.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda C.Quaratesi » martedì 7 febbraio 2012, 18:25

Carissimi,
questo topic mi ha riportato alla mente un'analoga ricerca che svolgeste (io fui solo spettatrice, o quasi) relativa all'Araldica Tizianesca
viewtopic.php?f=1&t=14014&p=164710&hilit=tiziano+scuola#p164710
Anche in quel caso la metà di uno stemma a dir poco singolare faceva capolino nel dipinto.
Ritengo quindi "normale" per quegli anni e in quell'ambiente (veneziano) inserire stemmi relativi a famiglie, compagnie o quant'altro, in questo modo, senza scomodare ipotesi di tagli laterali della tela. Probabilmente chi ideava queste composizione aveva la certezza che gli stemmi sarebbero stati identificati comunque.
Ragionando da storica dell'arte, e non da araldista, per farmi un'idea dei proprietari degli stemmi andrei per prima cosa "a caccia" della descrizione cinquecentesca dalla cappella del SS° in san Stae a Venezia, magari sbirciando sul testo di qualche erudito locale. Poi, ottenuti i nomi (dei rettori, dei patroni, dei devoti, dei nobili sepolti in loco) avrei una traccia in più per cercar negli stemmari.
Ah, la Flagellazione di Cristo allude spesso a dolori, traversìe, forse anche pestilenze, subiti da famiglie, enti, gruppi di devoti. Sofferenze per le quali s'implorava o s'era implorato aiuto divino...Una pittura ex-voto?
Spero di non esser andata troppo fuori tema
Caterina
p.s. Se, come pare anche a me, lo stemma bianconero ha "qualcosa" sul bianco...sono così comuni in quel tempo gli stemmi che recano "racemi", "ghirgori", animali passanti o altro bianco su bianco come una sorta di fregio a bassorilievo marmoreo?
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Salvanèl » martedì 7 febbraio 2012, 19:38

Caterina scrisse:
p.s. Se, come pare anche a me, lo stemma bianconero ha "qualcosa" sul bianco...sono così comuni in quel tempo gli stemmi che recano "racemi", "ghirgori", animali passanti o altro bianco su bianco come una sorta di fregio a bassorilievo marmoreo?


Damaschinato, rabescato o anche diaprato è l’attributo di un campo, di una pezza o di una figura decorati con un disegno ornamentale di una tonalità più chiara o più scura dello smalto del campo (camaïeu), talora di smalto differente, determinato dall’esigenza di rompere la monotonia di un campo pieno, soprattutto d’oro o d’argento. Se ne fa uso a partire dal XVI secolo, soprattutto nell’araldica germanica (Damaszierung). L’ornamentazione era affidata alla fantasia degli artisti e non aveva particolari significati araldici.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda C.Quaratesi » martedì 7 febbraio 2012, 20:48

Grazie, Salvanèl, ora tutto è più chiaro.
Caterina
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Tilius » giovedì 31 maggio 2012, 15:35

Nelle "Minere della Pittura" del Boschini (Venezia, 1664) la tela non é menzionata (né con attribuzione, né senza) fra quelle presenti nella chiesa di S.Stae. ;)
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Tilius » giovedì 31 maggio 2012, 15:42

Mentre é effettivamente citata dallo Zanetti ("Descrizione di tutte pubbliche le pitture della città di Venezia e isole circonvicine", 1733) mentre altre due tele nel presbiterio le dice di mano incerta.
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Tilius » giovedì 31 maggio 2012, 16:06

Mentre qualche anno più tardi ("Della pittura Veneziana", 1771) sempre lo Zanetti non la cita manco di striscio nella lista delle opere notabili di Giorgione (né del Palma, se é per quello).

Temo che, a fronte di quanto sopra, la "quasi certa" provenienza da S.Stae si basi solo sulla corrispondenza di autore (spurio) & soggetto fra il richiamo giorgionesco del Boschini e la pervicace perseveranza giorgionesca praticata in quel di Rovigo una volta che l'opera giunse in città.

Anche l'affermazione "menzionata da tutte le altre guide veneziane" é azzardata (tant'é che lo Zanetti nel 1771 non menziona proprio un beato nulla).
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Re: Heraldik fragellescion

Messaggioda Tilius » martedì 12 giugno 2012, 11:39

Nelle "Ricche Minere della Pittura Veneziana" (Boschini, 1674): nessuna menzione.
Nel "Forestiere Illuminato" (Albrizzi, 1740) viene citata come opera celebre (?) di Giorgione.
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