Vivo in una città di nobili?

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda M.Brivio » venerdì 3 febbraio 2012, 15:07

antonio33 ha scritto:Ecco perchè, forse, la nobiltà non è solo questione di sangue.


Dipende dalla nostra concezione di nobiltà, se come mero fatto socio-economico o come materia che va affrontata con approccio storico e giuridico. Si potrebbe per esempio dire che un ipotetico Suardi di Bergamo operaio cassaintegrato, figlio di operaio, discendente da contadini per 7-8 generazioni, non viva more nobilium. Ma (sempre se i documenti lo confermano) è e resterà comunque discendente di nobili, con buona pace di certa ostentata e recente nobiltà del soldo.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda adj » venerdì 3 febbraio 2012, 15:09

Eliminata l'acqua macinata.
Ultima modifica di adj il venerdì 3 febbraio 2012, 18:33, modificato 2 volte in totale.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Guido5 » venerdì 3 febbraio 2012, 16:07

Cari amici,
il calcolo teorico è elementare: 2 alla 17ª potenza diviso due (2^17/2=65536), ma è appunto soltanto teorico. Evitiamo di macinare acqua...

Ciao a tutti!
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » venerdì 3 febbraio 2012, 17:12

M.Brivio ha scritto:
antonio33 ha scritto:Ecco perchè, forse, la nobiltà non è solo questione di sangue.


Dipende dalla nostra concezione di nobiltà, se come mero fatto socio-economico o come materia che va affrontata con approccio storico e giuridico. Si potrebbe per esempio dire che un ipotetico Suardi di Bergamo operaio cassaintegrato, figlio di operaio, discendente da contadini per 7-8 generazioni, non viva more nobilium. Ma (sempre se i documenti lo confermano) è e resterà comunque discendente di nobili, con buona pace di certa ostentata e recente nobiltà del soldo.


Intanto dovremmo convenire su quel che intendiamo per vivere more nobilium e se questo cambi secondo l'epoca di riferimento.
A mio modo di intendere si può vivere con "nobile" dignità e secondo "nobili" principi senza essere nobili di "diritto".
Il nostro cassaintegrato, pur non Suardi, può essere persona ineccepibile di sani e "nobilissimi" principi, anche se non di nobili e certificati natali.
E quanti son coloro che "indegnamente" portano cognomi altisonanti?

Quante son le gesta degli avi, di ogni estrazione, di cui dovremmo andar fieri o vergognarci?

La ricerca della storia e delle origini, l'essere più o meno nobili e/o plebei, necessita del conforto dell'etica per poter definire il tutto "Nobiltà".

Non solo: da un nobile è scontato attendersi un certo modo di comportarsi, mentre da un borghese, da un plebeo o da un pover uomo, può essere una sorpresa.
Il capitano che abbandoni la nave anzitempo è un vigliacco, il semplice passeggero che lo faccia è un uomo normale...

Comunque e riassumendo ribadisco "strano" (per me) il fatto che tanti siano i Suardi di nobili origini ed evidentemente spesso con numerosi figli maschi...strano ed interessante.
Antonio
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda pierluigic » sabato 4 febbraio 2012, 13:36

.

complimenti a tutti i partecipanti a questo interessantissimo scambio di idee

condivido ogni parola :

Tuttaltro che caso raro o stupefacente! Chi ha pratica diretta, sulle carte d'archivio e sulle fonti vere - non su datati repertori "da salotto" (dove accennare a contadini con il quartavo feudatario incastellato avrebbe fatto tremare le tazze da tè incrinando supposte "certezze" sociali ) che standardizzavano tutto e usavano con estrema leggerezza la parola "estinti" da applicarsi forse a singoli rami e non alla stirpe - avverte queste dinamiche come assolutamente usuali per questo tipo di consortili lombardi assai antichi, prolifici, ramificati e concentrati in un particolare territorio. Così anche il caso dei Suardi


La storia delle famiglie italiane e’ quanto di piu’ vario ci possa essere

Avranno avuto discendenza Guido fabbro e Geri contadino discendenti nientemeno che dal grande conte Guido Guerra ?


http://www.valdarnoscuola.net/museccetera/pdf/classi/poggioregina3C.pdf


BASTARDO
1255 ca. - 1320 ca.
Alla morte di Guido Guerra il castello di Castiglione fu legato a suo figlio illegittimo, Bastardo, mentre gli altri possessi comitali passarono in linea diretta al nipote Guido Salvatico figlio di Ruggeri. La prima notizia documentaria su Bastardo è del giugno 1277: in questo anno Bastardo rivendicò il possesso di Castiglione contro la Badia di Firenze. Nel 1278 è ricordato nel testamento di Beatrice di Capraia insieme alla figlia Bice. Nelle fonti è appellato come Messer Bastardo da Castiglione. Nacque intorno alla metà del XIII secolo e morì prima del 1329. Dal 1272 deteneva il possesso di Castiglione (era il castellano!). A lui si deve l’ampliamento ed il rifacimento della piazza del castello avvenuto prima del 1290; qui murò il segno del suo potere: il sigillo. Dal castello Bastardo trasse l’appellativo da Castiglione che divenne parte integrante del nome dei suoi discendenti e attributo che dette legittimità dinastica a questo ramo naturale dei Guidi.
I BASTARDI da CASTIGLIONE
XIV secolo
Bastardo ebbe cinque figli: Simone, Beatrice detta Bice, Guido detto Guidaccio, Neri e Ruggeri detto Geri. Tutti si fregiarono del titolo da Castiglione. Simone ereditò dal padre il castello di Castiglione ed ebbe una figlia, Giovanna che abitò al Cocollo vicino a Cascia. Bice ereditò dalla bisnonna Beatrice i soldi della dote. Guidaccio si macchiò di un atroce delitto: uccise Masino dei Foraboschi (era davvero accio!), suo figlio Guido fece il fabbro a Reggello. Neri si trasferì a Bolognuzzo, dove svolse la professione di notaio e qui, dopo di lui, i suoi figli. Geri si trasferì alla Casaccia, vicino a Caselli, si dedicò a lavorare la terra e così i suoi discendenti; suo nipote Pandolfo fece l’albergatore ad Incisa e possedette nel 1427 i pascoli del Poggio. Il castello era ormai abbandonato e già in avanzata rovina.




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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » sabato 4 febbraio 2012, 15:03

pierluigic ha scritto:La storia delle famiglie italiane e’ quanto di piu’ vario ci possa essere
Avranno avuto discendenza Guido fabbro e Geri contadino discendenti nientemeno che dal grande conte Guido Guerra ?

Sicuramente discendenza ne avranno avuta. Per di più inconsapevole dei natali.
E quanti saranno nella stessa condizione?
Questa non è più storia, o almeno non solo: è filosofia.
Antonio
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda fabrizio guinzio » sabato 4 febbraio 2012, 21:49

Il punto mi sembra questo: "discendenza inconsapevole dei natali". Una libera scelta, persone disinteressate alla storia di casato, con le motivazioni più diverse. Aggiungo: ho conosciuto persone che hanno espressamente voluto ed ottenuto il "depennamento" dell'appartenenza a casati aristocratici storicamente importanti, presenti sul libro d'oro della consulta araldica dello stato e almanacchi privati; quella che i nostri maggiori chiamavano transitio ad plebem. Oltretutto, in caso di cognome diffuso(come quelli Suardi e Soardi) è abbastanza facile negare qualsiasi parentela, sfruttando l'omonimia, magari aiutati da un prenome comunissimo. Ciò non toglie che si possa fare il percorso inverso: è noto il caso di un ramo Orsini di scalpellini di Sebenico tornati negli Orsini romani.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda contegufo » sabato 4 febbraio 2012, 23:09

fabrizio guinzio ha scritto:Aggiungo: ho conosciuto persone che hanno espressamente voluto ed ottenuto il "depennamento" dell'appartenenza a casati aristocratici storicamente importanti, presenti sul libro d'oro della consulta araldica dello stato e almanacchi privati; quella che i nostri maggiori chiamavano transitio ad plebem.


Anch'io potrei citare casi simili sostenuti da una democrazia fuoriluogo.
Essere dentro o fuori da qualche elenco non cambia la storia fatta anzi in qualche modo ne rinnega il profilo che altri hanno contribuito a disegnare.
Magari fra qualche generazione qualcuno chiederà il rientro per la scala principale dopo che altri avevano disceso quella di servizio......

Cordialmente
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » domenica 5 febbraio 2012, 1:36

contegufo ha scritto:Essere dentro o fuori da qualche elenco non cambia la storia fatta anzi in qualche modo ne rinnega il profilo che altri hanno contribuito a disegnare.
Magari fra qualche generazione qualcuno chiederà il rientro per la scala principale dopo che altri avevano disceso quella di servizio...

Sottoscrivo. Genealogia = storia.
E la storia non si cambia.
Potrei capire se qualche avo o antenato avesse commesso qualcosa per cui i discendenti potessero provar vergogna o timore di essere derisi...
Ma la realtà non cambia comunque.

Buona notte a tutti. [zzsoft.gif]
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