M.Brivio ha scritto:antonio33 ha scritto:Ecco perchè, forse, la nobiltà non è solo questione di sangue.
Dipende dalla nostra concezione di nobiltà, se come mero fatto socio-economico o come materia che va affrontata con approccio storico e giuridico. Si potrebbe per esempio dire che un ipotetico Suardi di Bergamo operaio cassaintegrato, figlio di operaio, discendente da contadini per 7-8 generazioni, non viva
more nobilium. Ma (sempre se i documenti lo confermano) è e resterà comunque discendente di nobili, con buona pace di certa ostentata e recente nobiltà del soldo.
Intanto dovremmo convenire su quel che intendiamo per vivere more nobilium e se questo cambi secondo l'epoca di riferimento.
A mio modo di intendere si può vivere con "nobile" dignità e secondo "nobili" principi senza essere nobili di "diritto".
Il nostro cassaintegrato, pur non Suardi, può essere persona ineccepibile di sani e "nobilissimi" principi, anche se non di nobili e certificati natali.
E quanti son coloro che "indegnamente" portano cognomi altisonanti?
Quante son le gesta degli avi, di ogni estrazione, di cui dovremmo andar fieri o vergognarci?
La ricerca della storia e delle origini, l'essere più o meno nobili e/o plebei, necessita del conforto dell'etica per poter definire il tutto "Nobiltà".
Non solo: da un nobile è scontato attendersi un certo modo di comportarsi, mentre da un borghese, da un plebeo o da un pover uomo, può essere una sorpresa.
Il capitano che abbandoni la nave anzitempo è un vigliacco, il semplice passeggero che lo faccia è un uomo normale...
Comunque e riassumendo ribadisco "strano" (per me) il fatto che tanti siano i Suardi di nobili origini ed evidentemente spesso con numerosi figli maschi...strano ed interessante.
Antonio