Vivo in una città di nobili?

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » domenica 29 gennaio 2012, 14:35

GENS VALERIA ha scritto:Non darei molto affidamento ad ipotesi di cognomizzazioni di trovatelli e famigli, pratica estremamente poco diffusa:
Ipotesi spesso maldestramente elaborate dagli appartenenti a famiglie di antica distinzione atte a dare qualche giustificazione all'esistenza di omonimi consanguinei ma socialmente "decaduti".


Forse meriterebbe un argomento a parte, in quanto poco o nulla credo possa riferirsi ai Suardi:
non è vero che, talvolta e per scherno, si dava un nobile cognome conosciuto ai trovatelli?

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 29 gennaio 2012, 15:48

Tilius ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto: Per quanto riguarda i Suardo-Suardi , l'origine longobarda e l'antico radicamento nel Bergamasco è fuori discussione, pare documentata dal X Sec.

...

Per rispondere ai dubbi del Cucchi, la mia idea è che l'origine sia comune, considerando l'antica distinzione ed il titolo imperiale del 1330, si può considerare che buona parte dei attuali discendenti abbia, quale avo comune, il conte Teutaldo.


Scusa, ma perché?
Le diramazioni che nei 4 secoli che intercorrono dal X al 1330 si dovrebbero essere estinte tutte?
E/o non hanno avuto discendenza dopo il 1330?

A me sembra che sia la volontà di trovare una ascendenza nobile a tutti i costi che fa sì che si voglia privilegiare "quale avo comune, il conte Teutaldo o in ogni caso ramificazioni di quel distinto gruppo consortile dal contesto socio-economici elevato".




Ad alimentare la vanità dei gonzi ci pensano già altri :D

Pare che la famiglia appartenesse a quella "nobiltà" immemoriale - gruppo consortile che già nell'alto medioevo rappresentava l'élite sociale di quei borghi.
E' stata documentata l'esistenza un giudice, Lanfranco, nel Secolo X , se consideriamo la scarsissima popolazione di quei luoghi in quel periodo possiamo ipotizzare che buona parte degli odierni Suardi del Bergamasco derivi dal quel " primitivo" nucleo alto medioevale : tutto farebbe pensare, appunto, che il cognome ( longobardo ) si formò in quell'epoca partendo da un' unico individuo.
Certo che ... per coloro che non abbiano avuto discendenza diretta dal conte Teutaldo, si può parlare di probabile e ragionevole discendenza da famiglia di antica distinzione .
“Nobiltà” diluita, diversa da come siamo abituati a considerarla oggi, tuttavia non così distante da come può sembrare a prima vista: si trattava pur sempre di ceto dominante.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda M.Brivio » domenica 29 gennaio 2012, 19:52

A Bergamo non lo so, ma in Brianza lecchese capitava sia quanto riporta MMT sia quanto riporta Gens Valeria, ovvero capitava che famiglie antiche si ramificassero in modo esponenziale, e solo pochi rami mantenevano le caratteristiche socio-economiche che li farebbero qualificare come nobili o notabili (ad esempio Perego, Vimercati, Scaccabarozzi...). Capitava (in misura minore) anche che nello status animarum della parrocchia alla voce che comrpendeva il nucleo familiare nobile venivano annessi vari famigli, che, negli atti contemporanei (matrimonio, morte, battesimo) venivano talvolta indicati col cognome della famiglia presso cui stavano. Certo, non frequentissimo (2-3 casi in 4 anni di ricerche) ma capitava.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda fabione 66 » domenica 29 gennaio 2012, 22:45

Opzione 5 ) banalissima Omonimia,
Il mio capostipite "ultimo documentato" a Sarsina,ma per coincidenze ed approfondimenti ho trovato nella stessa datazione Omonimi nel Bolognese.
Fabio
ci sono molte medaglie testimoni dell'incapacità degli stati a governare ...poche della capacità a fraternizzare... quali emularne le gesta ?
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda M.Brivio » lunedì 30 gennaio 2012, 11:56

Vero. Ma quando il paese in analisi è uno solo, i casi di omonimia sono statisticamente meno frequenti :)
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda G. A. Cucchi » lunedì 30 gennaio 2012, 18:46

Solo per semplificare. Le opzioni 4) e 5), oltre a essere uguali tra di loro, erano già da me premesse!

Quanti pensate che siano, in percentuale, i casi di famiglie omonime ma non imparentate (si intende senza collegamenti di alcun genere sin dalla nascita delle due famiglie)?


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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 30 gennaio 2012, 19:02

G. A. Cucchi ha scritto: Quanti pensate che siano, in percentuale, i casi di famiglie omonime ma non imparentate (si intende senza collegamenti di alcun genere sin dalla nascita delle due famiglie)?


Considerando la diffusione del cognome nella zona , azzardo uno 0,1% ,
però poi ci spiegherai la causa di tanto pressante interesse [hmm.gif]
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda G. A. Cucchi » lunedì 30 gennaio 2012, 19:22

GENS VALERIA ha scritto:però poi ci spiegherai la causa di tanto pressante interesse [hmm.gif]


Oh... nulla di che. Avendo sentito parlare fin da un'età relativamente tenera di Suardi più o meno nobili, m'è venuta la curiosità.

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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » lunedì 30 gennaio 2012, 19:51

A puro titolo di curiosità. Chissà perchè a volte si è tanto curiosi?



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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda bardo » giovedì 2 febbraio 2012, 15:29

Riporto dal I volume manoscritto dello Zanotti sulla genealogia delle famiglie riminesi (SC-MS 187) l'incipit sulla famiglia dei Soardi.

Lucca di Luigi Soardi passò dalla città di Bergamo ad abitare pria della metà del secolo XVI in Rimino unitamente ad un suo fratello Gio: Antonio col quale venne a divisione nel 1547. Sua prima moglie fu caterina di Giacomo Bartolai di Trieste, quale mancatagli, sposò Maria di Francesco Galimberti di Chiozza. Ebbe un figlio di nome Luigi, che a lui premorse. Fece testamento nel 1591, in cui istituì eredi Scipione, Soardo, Lucca e Girolamo figli del suddetto Luigi, e di lui nepoti. Cessò di vivere a dì 8 marzo 1596.

Si ritrova in diversi atti Lucas q. Aloisii Suardi de Bergamo habitator Arimini.
Sono indicati, almeno all'inizio della loro presenza in città, come mercatores.

un saluto ;)
Luca
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » giovedì 2 febbraio 2012, 19:55

Se possibile e per quel che vale, quoto assolutamente le dinamiche storico-genealogiche e sociali ben delineate da Gens Valeria, che ben fotografano questi grandi clan consortili dell'area pedemontana di Lombardia. Stipiti antichissimi, diramatissimi già nel XVI s. con decine e decine di rami dalle condizioni materiali e sociali assai diversificate.
Ma con importanti capostipiti antichi in comune.
Si ha ragione Cucchi, i Suardi bergamaschi per buona parte si possono ritenere chi più chi meno, o, in modo più "diluito" :D, nobili, sebbene per molti di loro sia una condizione del tutto inconsapevole e ignota.
F.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » giovedì 2 febbraio 2012, 20:25

Più è la nobiltà è antica e pìù è condivisa e diluita.
Nel caso di cui si tratta è sorprendente, a quel che dite, la diffusione del cognome.
Verrebbe da chiedersi: molti figli e, soprattutto, molti maschi?
Forse e semplicemente molti secoli. E pensare che tante famiglie si sono estinte...
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda M.Brivio » venerdì 3 febbraio 2012, 11:32

antonio33 ha scritto:Nel caso di cui si tratta è sorprendente, a quel che dite, la diffusione del cognome.
Verrebbe da chiedersi: molti figli e, soprattutto, molti maschi?

Guardi, è veramente sorprendente, ma posso dirle che, durante diverse ricerche archivistiche che ho fatto per ricostruire la complessa e diramatissima genealogia dei Vimercati, sono apparse decine e decine di rami diversi, già alla fine del '400, e si potevano trovare Vimercati patrizi, Vimercati conti, Vimercati mercanti, Vimercati contadini, tutti, carte alla mano, riconducibili al capostipite Pinamonte, console di Milano e podestà di Bologna alla fine del 1100. In area lombarda i Suardi non sarebbero un caso rarissimo, quindi :)
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 3 febbraio 2012, 13:18

Tuttaltro che caso raro o stupefacente! Chi ha pratica diretta, sulle carte d'archivio e sulle fonti vere - non su datati repertori "da salotto" (dove accennare a contadini con il quartavo feudatario incastellato avrebbe fatto tremare le tazze da tè incrinando supposte "certezze" sociali :D) che standardizzavano tutto e usavano con estrema leggerezza la parola "estinti" da applicarsi forse a singoli rami e non alla stirpe - avverte queste dinamiche come assolutamente usuali per questo tipo di consortili lombardi assai antichi, prolifici, ramificati e concentrati in un particolare territorio. Così anche il caso dei Suardi.
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Re: Vivo in una città di nobili?

Messaggioda antonio33 » venerdì 3 febbraio 2012, 14:41

M.Brivio ha scritto:
antonio33 ha scritto:Nel caso di cui si tratta è sorprendente, a quel che dite, la diffusione del cognome.
Verrebbe da chiedersi: molti figli e, soprattutto, molti maschi?

Guardi, è veramente sorprendente, ma posso dirle che, durante diverse ricerche archivistiche che ho fatto per ricostruire la complessa e diramatissima genealogia dei Vimercati, sono apparse decine e decine di rami diversi, già alla fine del '400, e si potevano trovare Vimercati patrizi, Vimercati conti, Vimercati mercanti, Vimercati contadini, tutti, carte alla mano, riconducibili al capostipite Pinamonte, console di Milano e podestà di Bologna alla fine del 1100. In area lombarda i Suardi non sarebbero un caso rarissimo, quindi :)



Mi sembra ovvio, in fondo, quel che si dice.
Quel mio intelligente amico, che già citai altrove, che è risalito alla diciassettesima generazione, ha calcolato che i suoi avi, non antenati ma proprio avi, calcolando ovviamente che tutti hanno 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni ecc.... all'epoca furono 65.536. L'epoca era il secolo XV.
Quindi l'avo col giusto cognome, cioè quello che lo tramandò di padre in figlio, è solo solo uno su 65.536.
In un paese relativamente piccolo, su 65.356 quanti avevano lo stesso cognome e lo stesso sangue?
Se poi si risale al 1100 è sicuramente indiscutibile che, su alcune centinaia di migliaia di avi, sangue nobile sicuramente ci sarà stato ed in abbondanza.
Ecco perchè, forse, la nobiltà non è solo questione di sangue.

E con questa riflessione finale, che meriterebbe un ampio argomento a parte e sulla quale, peraltro, già si discusse,
saluto tutti.
Antonio
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