M.Brivio ha scritto:antonio33 ha scritto:Nel caso di cui si tratta è sorprendente, a quel che dite, la diffusione del cognome.
Verrebbe da chiedersi: molti figli e, soprattutto, molti maschi?
Guardi, è veramente sorprendente, ma posso dirle che, durante diverse ricerche archivistiche che ho fatto per ricostruire la complessa e diramatissima genealogia dei Vimercati, sono apparse decine e decine di rami diversi, già alla fine del '400, e si potevano trovare Vimercati patrizi, Vimercati conti, Vimercati mercanti, Vimercati contadini, tutti, carte alla mano, riconducibili al capostipite Pinamonte, console di Milano e podestà di Bologna alla fine del 1100. In area lombarda i Suardi non sarebbero un caso rarissimo, quindi

Mi sembra ovvio, in fondo, quel che si dice.
Quel mio intelligente amico, che già citai altrove, che è risalito alla diciassettesima generazione, ha calcolato che i suoi avi, non
antenati ma proprio
avi, calcolando ovviamente che tutti hanno 2 genitori, 4 nonni, 8 bisnonni ecc.... all'epoca furono 65.536. L'epoca era il secolo XV.
Quindi l'avo col giusto cognome, cioè quello che lo tramandò di padre in figlio, è solo solo uno su 65.536.
In un paese relativamente piccolo, su 65.356 quanti avevano lo stesso cognome e lo stesso sangue?
Se poi si risale al 1100 è sicuramente indiscutibile che, su alcune centinaia di migliaia di avi, sangue
nobile sicuramente ci sarà stato ed in abbondanza.
Ecco perchè, forse, la nobiltà non è
solo questione di sangue.
E con questa riflessione finale, che meriterebbe un ampio argomento a parte e sulla quale, peraltro, già si discusse,
saluto tutti.
Antonio