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FP ha scritto:Dei Silvestri di Filettino, miei antenati (forse un ramo fu ascritto alla nobiltà anagnina) so che ebbero un sindaco nel '700, Giovanni Battista, il patronato della cappella di S.Maria del Carmine nella Chiesa Collegiata e per stemma: Di rosso alla fascia d'oro accompagnata in capo da due crescenti montanti del secondo e in punta da una corona all'antica dello stesso. Lo stemma è su un busto argenteo raffigurante S.Bernardino regalato dalla famiglia alla Chiesa Madre. Sull'altare maggiore della stessa chiesa di Filettino si trovano due esemplari leggermente diversi dello stemma Silvestri; al posto della corona sembrano esservi dei monti.
Vincenzo Loffreda ha scritto:ma possibile che non esistano registri sui quali venivano incluse le famiglie che richedevano di essere aggregate ad un patriziato (o che del patriziato già facevano parte)? mi pare davvero assurdo...
chi si occupava di queste manzioni? un decurione? il primo cittadino? un organismo apposito?
Di solito le grandi città avevano un libro d'oro della nobiltà redatto dai nobili che ne facevano parte. In molte piccole realtà però solo un'approfondita ricerca negli archivi comunali consente di censire gli ascritti nei Consigli Civici e quindi i nobili locali.
Gentile FP (grazie per la risposta!) ...ha per caso notizie relative ai Silvestri? ad Isola Liri c'era una ricchissima famiglia Silvestri e mi sorge il dubbio che sia la stessa...peraltro da quanto emerso in un topic precedente, si sa che anche i Mazzetti (sempre isolani) furono aggregati alla nobiltà anagnina...il che aiuta a far luce su alcune famiglie della mia zona e sulle loro dinamiche di accrescimento del loro status sociale...
Se riesce a recuperare lo stemma dei Silvestri di I.Liri potremmo fare un confronto con lo stemma di quelli filettinesi-anagnini, il che non garantisce nulla...ma se non altro può dare un indizio.
inoltre la tavola dell'orlandi pubblicata se non sbaglio dal Signor Zaccheo mostra l'appartenenza al patriziato anagnino di due famiglie sorane: i Marsella e i Carrara, definite entrambe 'napolitane', perchè appartenenti al Regno di Napoli (il cui confine, come è noto, passava per Castelliri, alle porte di Isola del Liri).
Significativa è dunque l'esigenza da parte di queste famiglie di essere inserite in un vicino patriziato , in mancanza di un ceto nobile sorano. Esigenza che scavalcava anche i confini tra Regno di Napoli e Stato Pontificio (e mi domando...ciò non comportava qualche piccola...difficoltà???).
Beh nel caso descritto non scavalcava i confini fra i due Stati (Sora era ancora in S.Pontificio). Comunque no, l'appartenere ad altri Stati rispetto a quello in una cui città si veniva aggregati non era una difficoltà. Ci sono moltissimi casi.
Curioso infine il fatto che si rivolgessero ad Anagni piuttosto che alle ben più vicine Veroli e Alatri...chissà perchè...
Di solito dipendeva dagli spostamenti che la famiglia faceva, prevalentemente per via di matrimoni, che portavano la famiglia dello sposo (magari un Marsella o un Carrara di Sora) ad essere ascritta di diritto. Nello Stato Pontificio era legge. E' questo il caso degli Ottaviani di Filettino, divenuti patrizi di Anagni per matrimonio con una Conti di quella città.
Intanto grazie ancora e cordiali saluti a tutti.
Vincenzo Loffreda.






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