L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda gnr56 » domenica 8 gennaio 2012, 14:31

Mi viene segnalato, oggi, che la rubrica Storia del TG1 è tornata ad occuparsi del Duca di Castro Don Carlo di Borbone Due Sicilie in occasione del conferimento del Freedom of the City of London

http://smoctoscana.altervista.org/TG1ST ... io2012.mp4

Che il TG1 sia pro Gran Maestro dello SMOCSG Franco-Napoletano?
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 8 gennaio 2012, 16:20

gnr56 ha scritto:
Che il TG1 sia pro Gran Maestro dello SMOCSG Franco-Napoletano?

Può essere.

Pubblici, anche se prestigiosi, riconoscimenti non avvalorano minimamente la legittimità del esercizio magistrale del S.M.O.C.di San Giorgio.
Tale esercizio, se e quando messo in discussione, va sostenuto da serie argomentazioni dinastiche-giuridiche non da servizi televisivi dal discutibile taglio nazional-popolare.

In questo post abbiamo finora constatato che le argomentazioni scientifico - giuridiche ( ed è su questo piano che ci confrontiamo ) sono a favore della linea primogenita ( Alf. ) rappresentata da Don Carlos di Borbone Due Sicilie.
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda adj » domenica 8 gennaio 2012, 16:31

GENS VALERIA ha scritto:In questo post abbiamo finora constatato che le argomentazioni scientifico - giuridiche ( ed è su questo piano che ci confrontiamo ) sono a favore della linea primogenita ( Alf. ) rappresentata da Don Carlos di Borbone Due Sicilie.

Anche se a mio avviso rimane un mero esercizio teorico, mancando il "tribunale" che possa decidere (uno in realtà ci sarebbe, ma si è tirato elegantemente fuori: la Santa Sede), come del resto sempre accade quando ci sono i pretendenti ma non c'è più il regno.
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda gnr56 » domenica 8 gennaio 2012, 17:55

Ma se l'Atto di Cannes era illegittimo giuridicamente e, come dite, inutile e non richiesto perché sottoscriverlo?

Si deve pensare che Carlo Tancredi non avesse cognizione di cosa andava a firmare? Oppure che, sapendo della sua invalidità, sarebbe stato, in qualsiasi istante, in grado di contestarlo?

Mi pare un comportamento molto strano, certamente assai poco regale.
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 8 gennaio 2012, 20:08

adj ha scritto:
GENS VALERIA ha scritto:In questo post abbiamo finora constatato che le argomentazioni scientifico - giuridiche ( ed è su questo piano che ci confrontiamo ) sono a favore della linea primogenita ( Alf. ) rappresentata da Don Carlos di Borbone Due Sicilie.

Anche se a mio avviso rimane un mero esercizio teorico, mancando il "tribunale" che possa decidere (uno in realtà ci sarebbe, ma si è tirato elegantemente fuori: la Santa Sede), come del resto sempre accade quando ci sono i pretendenti ma non c'è più il regno.


“ La rinuncia di Cannes non è stata mai accettata dalla Santa Sede, né avrebbe potuto esserlo, sia perché proviene da qualcuno che non possedeva ciò a cui rinunciava, sia perché non contempla l'Ordine Costantiniano né l'ufficio di Gran Maestro, sia perché i presupposti erano errati e le condizioni cui era sottoposta non si avverarono, sia perchè non essendo basata su una causa giusta e proporzionata, manca di ogni valore, omni vi carent.”

“ Il legittimo esercizio del Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio “
Alfonso Marini Dettina pag 187. Libreria Editrice Vaticana
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 8 gennaio 2012, 20:16

gnr56 ha scritto:Ma se l'Atto di Cannes era illegittimo giuridicamente e, come dite, inutile e non richiesto perché sottoscriverlo?

Si deve pensare che Carlo Tancredi non avesse cognizione di cosa andava a firmare? Oppure che, sapendo della sua invalidità, sarebbe stato, in qualsiasi istante, in grado di contestarlo?

Mi pare un comportamento molto strano, certamente assai poco regale.


Semplicemente la firma ...
" (...) fu estorta al figlio di colui che in quel momento era titolare dell'ufficio di Gran Maestro, e quindi a qualcuno che a tale ufficio, secondo il diritto canonico, non avrebbe potuto ancora rinunciare."
( op. citata )
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda Ambro » domenica 8 gennaio 2012, 21:35

Studiando gli statuti dei due rami (Francia-Spagna), esaminando l'organizzazione (ruoli,organigrammi etc),libri,documenti ed intervistando cavalieri di ambo le obbedienze, come analisi dei miei studi (ricerca per tesi sulla Storia degli Ordini Cavallereschi) ne deduco che il dualismo è sorto al momento in cui a Napoli un certo personaggio (in vista per una scalata sociale) ideò di far succedere a Ferdinando Pio un parente che non viveva proprio nel lusso di una corte.Quindi, grazie a tale "benefattore" comparve una sede (abitazione di sua proprietà) e si lavorò sull'approccio nel mondo dell'aristocrazia napoletana ed italiana.Con il tempo, si rese sempre più presente tale ramo negli ambienti romani, napoletani ed italiani,creando in quegli anni '60-70 un'ottima rete di personalità dei vari settori socio-professionali(all'epoca si portò nell'Ordine anche Licio Gelli).Naturalmente il benefattore, elevato a Balì e Gran Cancelliere con riconoscimenti presunti nobiliari, si attivò per anni presumibilmente anche per garantire una "rendita" al principe, visto che il cavalierato di detto ramo anche all'epoca richiedeva una significativa somma contributiva per l'ingresso, come da riscontri contabili trovati.Finita l'epoca di questo benefattore, che tra l'altro fu poi ripudiato dagli stessi esponenti del ramo Napoli-Francia, c'è stato un periodo di "calma piatta" (anni '80) per poi veder riaccesi i riflettori con la giovane progenie e suo matrimonio con dama dell'alta borghesia capitolina, il cui nome fu "sfiorato" da un noto scandalo affaristico.
Negli anni '90 si implementò l'organizzazione a Napoli, con nuovi sussidi dotali,si fissò dimora in Italia mentre venivano avvicinati religiosi cardinalizi su Roma onde avvalorare meglio i rapporti di rappresentanza con la Santa Sede.Rispondendo, quindi, alla questione sollevata dal sig.Gnr, circa la possibilità attuale di unificare le due obbedienze, ritengo semplicistica la risposta se si ragiona in termini di introiti e di prestigio-potere.Inoltre, rispondendo sempre alle incomprensive questioni sollevate del Sig.Gnr,chiedo se Lei fosse il primogenito di una famiglia, che vive ancora in un ambito legato al suo rango di appartenenza, si metterebbe a disquisire più di tanto se quel documento cartaceo è discutibile o meno onde avvalorare la discussa propria posizione in ambito familiare? O è proprio quella signorilità regale a far sì che in questi anni il ramo Napoli-Spagna non è intervenuto più di tanto nella disputa tanto chiacchierata (ho trovato una sorprendente dichiarazione dell'ex presidente Cossiga sulla stampa nazionale, circa le sue riflessioni a favore del Borbone spagnolo)? Non prendetemi per una di parte, ma sono semplici riflessioni post-studio di una modesta ricercatrice.Così come, mi è nota la discendenza dell'attuale capostipite del ramo Napoli-Spagna, che ha sangue Borbone Duosiciliano ma anche Borbone d'Orleans e questi particolari dei "quarti regali" sono importanti in una tradizione monarchica. Va detto, comunque, che le due obbedienze sono attive nelle opere di assistenza e di servizio alla Chiesa, seppur da napoletana devo rilevare che il ramo Napoli-Francia è più "politicizzato"in quanto troppo vicino alle recenti correnti combattive "neoborboniche", spesso rappresentate da personaggi stile Lega Nord, auspicanti la separazione e contrarie all'Unità d'Italia.Ed in quest'anno appena concluso di celebrazione del 150°anniversario, ove tra l'altro il ramo Napoli-Francia ha offerto l'onoreficenza del collare ad un Ministro della Repubblica Italiana e gode del pieno riconoscimento dello Stato Italiano, il vedere ,su Internet, personaggi della fronda neoborbonica anti-celebrativa unitaria attivi come cavalieri costantiniani (presenti anche alla recente commemorazione della morte dell'ultimo re Francesco II,tenutasi a fine dicembre a Napoli) con tanto di mantello (poi li ritrovi facilmente sui vari siti simpatizzanti e Youtoube, vestiti in abiti borbonici inneggianti alle Due Sicilie) la cosa fa allora scadere l'organizzazione e la può mettere anche in discussione. Mi meraviglio, in questo caso, come il Delegato di Napoli dell'anzidetto ramo si sia fatto coinvolgere in certe iniziative "nostalgiche", sia a Napoli che a Gaeta, che oltre ad essere colorare di detta politica antiunitaria si trasformano in una sorte di eventi folkloristici.
Cordialità
Ambra
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda adj » domenica 8 gennaio 2012, 22:25

Ambro ha scritto:a Napoli un certo personaggio (in vista per una scalata sociale) ideò di far succedere a Ferdinando Pio un parente che non viveva proprio nel lusso di una corte
...
creando in quegli anni '60-70 un'ottima rete di personalità dei vari settori socio-professionali(all'epoca si portò nell'Ordine anche Licio Gelli).
...
Naturalmente il benefattore, elevato a Balì e Gran Cancelliere con riconoscimenti presunti nobiliari, si attivò per anni presumibilmente anche per garantire una "rendita" al principe
...
per poi veder riaccesi i riflettori con la giovane progenie e suo matrimonio con dama dell'alta borghesia capitolina, il cui nome fu "sfiorato" da un noto scandalo affaristico
...
mentre venivano avvicinati religiosi cardinalizi su Roma onde avvalorare meglio i rapporti di rappresentanza con la Santa Sede.
...
seppur da napoletana devo rilevare che il ramo Napoli-Francia è più "politicizzato"in quanto troppo vicino alle recenti correnti combattive "neoborboniche", spesso rappresentate da personaggi stile Lega Nord, auspicanti la separazione e contrarie all'Unità d'Italia
...
il vedere ,su Internet, personaggi della fronda neoborbonica anti-celebrativa unitaria attivi come cavalieri costantiniani (presenti anche alla recente commemorazione della morte dell'ultimo re Francesco II,tenutasi a fine dicembre a Napoli) con tanto di mantello (poi li ritrovi facilmente sui vari siti simpatizzanti e Youtoube, vestiti in abiti borbonici inneggianti alle Due Sicilie) la cosa fa allora scadere l'organizzazione
...
il Delegato di Napoli dell'anzidetto ramo si sia fatto coinvolgere in certe iniziative "nostalgiche", sia a Napoli che a Gaeta, che oltre ad essere colorare di detta politica antiunitaria si trasformano in una sorte di eventi folkloristici.

Gentile Ambro/a,
a fronte di tutte queste frasi estrapolate dal suo intervento, con affermazioni talora anche gravi e apparentemente gratuite risulta assai difficile credere che lei non sia di parte.
E lo dice uno che è totalmente estraneo all'Ordine Costantiniano e abbastanza indifferente alla querelle dinastica.
adj
 

Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda Equitem » domenica 8 gennaio 2012, 23:17

Ambro ha scritto:Non prendetemi per una di parte
Ambra


Gentile Ambra, pur sforzandomi mi riesce difficile crederlo.
Matteo 6,1-6.16-18
Quando dunque fai l’elemosina, non suonare la tromba davanti a te, come fanno gli ipocriti nelle sinagoghe e nelle strade per essere lodati dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa.
Equitem
 
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda gnr56 » lunedì 9 gennaio 2012, 2:25

Ambro ha scritto:Ed in quest'anno appena concluso di celebrazione del 150°anniversario, ove tra l'altro il ramo Napoli-Francia ha offerto l'onoreficenza del collare ad un Ministro della Repubblica Italiana e gode del pieno riconoscimento dello Stato Italiano, il vedere ,su Internet, personaggi della fronda neoborbonica anti-celebrativa unitaria attivi come cavalieri costantiniani (presenti anche alla recente commemorazione della morte dell'ultimo re Francesco II,tenutasi a fine dicembre a Napoli) con tanto di mantello (poi li ritrovi facilmente sui vari siti simpatizzanti e Youtoube, vestiti in abiti borbonici inneggianti alle Due Sicilie) la cosa fa allora scadere l'organizzazione e la può mettere anche in discussione. Mi meraviglio, in questo caso, come il Delegato di Napoli dell'anzidetto ramo si sia fatto coinvolgere in certe iniziative "nostalgiche", sia a Napoli che a Gaeta, che oltre ad essere colorare di detta politica antiunitaria si trasformano in una sorte di eventi folcloristici. Cordialità Ambra


Non ho compreso se i suoi strali - che fanno comprendere come il suo approccio non sia quello di uno/a studioso/a - siano rivolti ad appartenenti all'obbedienza franco-napoletana o ispano-napoletana.

Se le può essere utile mi risultano certamente presenti nella obbedienza ispano-napoletana in terra toscana, già oggetto di discussioni su questo forum.
gnr56
 
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda Ambro » lunedì 9 gennaio 2012, 19:51

mi scusi non volevo disturbarla nel pieno sonno, visto l'orario della sua risposta.Le confermo, mi creda, che non sono iscritta ma semplice studiosa ed avrei tante altre domande da porre, ma mi limito e fermo a questo punto.Utilizzerò e continuerò la ricerca sui testi e documenti cartacei.
Dispiaciuta saluto
Ambra
Ambro
 

Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda gnr56 » martedì 10 gennaio 2012, 1:50

Ambro ha scritto:Rispondendo, quindi, alla questione sollevata dal sig.Gnr, circa la possibilità attuale di unificare le due obbedienze, ritengo semplicistica la risposta se si ragiona in termini di introiti e di prestigio-potere.Inoltre, rispondendo sempre alle incomprensive questioni sollevate del Sig.Gnr,chiedo se Lei fosse il primogenito di una famiglia, che vive ancora in un ambito legato al suo rango di appartenenza, si metterebbe a disquisire più di tanto se quel documento cartaceo è discutibile o meno onde avvalorare la discussa propria posizione in ambito familiare? O è proprio quella signorilità regale a far sì che in questi anni il ramo Napoli-Spagna non è intervenuto più di tanto nella disputa tanto chiacchierata ....
Cordialità
Ambra


Gentile Ambro/Ambra,

per quanto riguarda la riunificazione ho posto un semplice quesito e neanche in questo 3d, per cui non comprendo cosa centri la sua risposta con il titolo del 3d.

Per quanto riguarda le incomprensione questioni, non essendo uno studioso della materia - come altri mi definiscono in altro 3d - ma un semplice curioso, ho posto un quesito sull'atteggiamento di Carlo Tancredi.

Ancora non comprendo la sua articolata risposta sull'atteggiamento attuale dell'obbedienza Ispano-napoletana nel questione sulla successione al Magistero.

Mi paiono tutte argomentazione alquanto fuori posto e che nulla centrano con l'attuale discussione.
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 10 gennaio 2012, 11:16

Apro una parentesi credo non del tutto fuori posto, segnalando la davvero non usuale doppia pagina del Corrierone nazionale oggi in edicola a firma di Paolo Mieli dedicata proprio ai Borbone delle Due Sicilie: «L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra. L'ostilità inglese destabilizzò il regno di Napoli» che anticipa nel riportare questa circostanza l'analisi più ampia del saggio di Eugenio Di Rienzo a breve in libreria "Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee (1830-1861)".
Si citano anche nello scritto di Mieli le tardive lacrime di coccodrillo di molti statisti inglesi ben presto pentiti dello "sporco affare" - così da loro è testualmente definita la cancellazione del Regno Duosiciliano - di cui erano stati attori primari.
F.
«Ich bin das Wilde, Dumpfe, das man schlug,
Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
G. Kolmar
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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 10 gennaio 2012, 19:20

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Apro una parentesi credo non del tutto fuori posto, segnalando la davvero non usuale doppia pagina del Corrierone nazionale oggi in edicola a firma di Paolo Mieli dedicata proprio ai Borbone delle Due Sicilie: «L'errore dei Borbone fu inimicarsi Londra. L'ostilità inglese destabilizzò il regno di Napoli» che anticipa nel riportare questa circostanza l'analisi più ampia del saggio di Eugenio Di Rienzo a breve in libreria "Il Regno delle Due Sicilie e le potenze europee (1830-1861)".
Si citano anche nello scritto di Mieli le tardive lacrime di coccodrillo di molti statisti inglesi ben presto pentiti dello "sporco affare" - così da loro è testualmente definita la cancellazione del Regno Duosiciliano - di cui erano stati attori primari.
F.


Lo potuto leggere l'articolo solo ora .
E' di un interesse vivissimo .
Da non perdere!

Grazie Franz
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: L'ultimo erede della Real Casa dei Borbone

Messaggioda fabrizio guinzio » mercoledì 11 gennaio 2012, 17:22

Credo, a mio sommesso parere, errore ancora più grande essersi inimicati oltre a Londra pure Parigi e, peggio ancora, aver puntato sull'alleanza - protettorato di Vienna! Definirei l'errore borbonico e l'azione britannica(ci hanno solo rimesso!) felix culpa, grazie alla quale oggi la nostra Italia è costituita, per sempre, in Stato nazionale.
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