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fabrizio guinzio ha scritto:.... la Serenissima ci teneva alla lingua locale veneta, ma altrettanto alla lingua della nazione italiana. Un n.h. patrizio veneto Bembo(in Marina abbiamo oggi un ammiraglio Bembo) ha scritto un trattato sulla nostra lingua nazionale. A seconda delle circostanze, un italiano dovrebbe usare: la lingua locale, quella nazionale, il latino(che andrebbe rivalutato, ritengo vergognoso per noi che i migliori latinisti siano ad Oxford, che uno studente di Eton(Floreat Etona!) non gli sia estraneo così come non lo sono in Finlandia! Dove hanno una radio che trasmette nella lingua di Linneo... di...etc. e le definizioni scientifiche biologiche sono tuttora, in tutto il mondo, in latino...



Avilius ha scritto:Scusate se torno sull' argomento già trattato ma vorrei avere
il vostro parere su di un caso particolare : se una famiglia
fu ascritta nel '600 al ceto nobile della città di Padova può
considerarsi facente parte della " nobiltà veneta " ?
No.Nobiltà di Padova
In caso affermativo , rientrava tra quelle che godevano
automaticamente del titolo di conte ?
Non c'è mai stato nulla di automatico, neanche nel patriziato veneziano.
grazie , Avilius
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