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Franco Benucci ha scritto:Adesso ho capito, ma allora non è questione di araldica (oggetti grafici, in cui si trovano figure, emblemi, a volte simboli) più o meno "ufficiale", bensì di linguaggio più o meno codificato usato per descrivere gli oggetti di indagine. Bon, basta capirsi...

Franco Benucci ha scritto:Sviolinature a parte... normativa direi proprio di no, almeno che io sappia, semmai consuetudini assai variabili nel tempo e nei luoghi. Comunque mi pare certamente più consueto l'accostamento dei due scudi (magari l'uno inclinato - e a volte 'cortesemente' rivolto - verso l'altro) che la creazione di un'arma unica, partita o inquartata (anche se non mancano naturalmente esempi anche notevoli di queste ultime soluzioni).
Lo stesso vale(va) anche per altri tipi di unioni, non contrattuali (per es. magistrati diversi contemporaneamente in carica che 'firmavano' così le opere promosse o realizzate nel loro mandato, oppure persone diverse succedutesi in una stessa carica nel corso di uno stesso mandato annuale per dimissioni, morte o altro del primo): più frequente l'accostamento, ma non assente la ripartizione di uno unico scudo.
antonio33 ha scritto:Da una rapida ricerca, questo dovrebbe essere lo stemma dei Bellomo:
Buona serata a tutti.![]()
Antonio
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ASCANIO CARACCIOLO ha scritto:Una volta riscontrai questo caso in un blasone: dopo l'unione i coniugi avevano fuso le loro insegne in un'unica arma (questo l'ho potuto riscontrare perchè nell'unicA ARMA post matrimonio sono presenti entrambi i simboli) senza ripartizioni e accostamento. Un caso, credo, unico..ma non saprei...
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