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esaminati i criteri seguiti in passato per l’accertamento della nobiltà originaria o generosa, dalla matricola dell’arcivescovo Ottone Visconti per gli ordinari del duomo di Milano fino alle norme osservate dal Tribunale Araldico istituito dall’imperatrice Maria Teresa, e constatato il valore relativo di quei criteri, perché col tempo più che all’origine nobile si badò alla vita more nobilium serbata negli ultimi secoli, lumeggia la condizione privilegiata dei nobili nella città e nella campagna per dedurre che, nella impossibilità di risalire con i documenti fino al periodo feudale, una designazione sicura della nobiltà originaria lombarda si può ricavare dalle elencazioni ufficiali della popolazione che rispecchiano quella condizione, quali gli estimi e i compartiti del sale, dove i nobili erano descritti a parte o con speciale denominazione, perché soggetti ai carichi in misura minore, oppure dagli atti notarili relativi ai convocati dei nobili nella campagna, oppure, in difetto di quelle fonti, dalla qualifica di dominus, che negli atti pubblici anteriori al secolo XVI non si attribuiva che ai nobili.
Mariotto di Paradiso ha scritto:Grazie Signor Antonio33,
le garantisco che non sono meritevole della sua invidia. Se non è in grado o per qualche altro motivo non desidera rispondere alla mia richiesta di aiuto non la biasimo, la genealogia e la storia di famiglia non è facile da ricostruire soprattutto perchè, come dice il Manaresi, la storia è stata spesso influenzata da persone che hanno volontariamente cancellato il passato di molte famiglie. Un po come avere davanti tanti 1946.
Vorrà scusarmi se manterrò la riservatezza sul nome della persona che lei mi richiede.
La ringrazio per il suo parere in merito alla questione "dominus" che, come lei asserisce, assume maggior peso prima del XVI° secolo.
Buona giornata.
Mariotto di Paradiso ha scritto:Grazie Signor Brivio,
in effetti il Manaresi riassume per la Lombardia e Milano nello specifico, una situazione analoga a quella perugina. Sono certo che da località a località variassero molto i modi di intendere il significato di “dominus”, come sono altresì certo che per Perugia è utilizzato, a maggior ragione se antecedente al ‘500, per chi aveva origini nobili, vista la risposta autorevole di uno studioso locale.
A questo punto, considerando il Manaresi, sarebbe utile verificare se le fonti da lui citate, e mi riferisco a: “i compartiti del sale, dove i nobili erano descritti a parte o con speciale denominazione, perché soggetti ai carichi in misura minore, oppure dagli atti notarili relativi ai convocati dei nobili nella campagna”, siano presenti in modo analogo anche per il territorio perugino. Potrebbe essere un’idea, che ne pensa? La sensazione che ho, ed è abbastanza concreta, è che le autonomie comunali in epoca precedente al ‘400, abbiano giocato un ruolo importante nel sottomettere alla propria giurisdizione territori precedentemente divenuti “dominatus loci” da parte di piccoli signori a loro volta vassalli di enti ecclesiastici o signori più importanti. È possibile secondo voi che da questa sottomissione ai comuni, vengano meno i presupposti di “dominatus loci” con la conseguente perdita di predicato geografico? Come contropartita questi piccoli signori di campagna ottenevano certamente delle esenzioni e la partecipazione alla gestione pubblica; esattamente quello che si nota in questo caso specifico.
Mariotto di Paradiso ha scritto:La sensazione che ho, ed è abbastanza concreta, è che le autonomie comunali in epoca precedente al ‘400, abbiano giocato un ruolo importante nel sottomettere alla propria giurisdizione territori precedentemente divenuti “dominatus loci” da parte di piccoli signori a loro volta vassalli di enti ecclesiastici o signori più importanti. È possibile secondo voi che da questa sottomissione ai comuni, vengano meno i presupposti di “dominatus loci” con la conseguente perdita di predicato geografico? Come contropartita questi piccoli signori di campagna ottenevano certamente delle esenzioni e la partecipazione alla gestione pubblica; esattamente quello che si nota in questo caso specifico.
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