Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » mercoledì 30 novembre 2011, 17:41

Gentili frequentatori del Forum,
avrei bisogno di un consiglio se potete aiutarmi...quando a metà del '400 nell'area rurale perugina si trova un antenato nel cui catasto al suo nome è anteposto l'appellativo "dominus", ma non vi sono cognomi o predicati geografici che accompagnino questo titolo, come si deve leggere questa situazione? il contesto generale socio economico è tipico della piccola nobiltà del contado, ma oltre questo catasto quattrocentesco non se ne reperiscono altri cronologicamente antecedenti (probabilmente a causa di esenzioni di cui godeva la famiglia). Successivamente, il termine dominus non è più utilizzato tranne che in un paio di occasioni dove discendenti di questo antenato sposano delle "domine" figlie di "domini" ma senza cognomi. Si trattava di piccola nobiltà secondo voi?
Ammettendo l'ipotesi piccolo nobiliare e della perdita di un ipotetico predicato geografico successivamente alla crisi economica che colpì la piccola nobiltà, quali fonti vi sembrerebbero più indicate per reperirne l'eventuale esistenza? Oggi questa famiglia possiede un cognome ma ha tratto le sue origini proprio nel '500 quando lo status nobiliare sembrava essere stato abbandonato. Si ha la netta sensazione che vengano abbandonate le "armi" (miles) per gestire cariche pubbliche e beni comunitativi.
Grazie e buona serata!
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda MAX08 » mercoledì 30 novembre 2011, 18:46

Per la mia zona, il termine " dominus " indicava delle persone che godevano di una certa " sostanza " sia economica che terriera in particolare, ma non indica in alcun modo l'appartenenza alla nobiltà. Ne avevamo già parlato diffusamente in altri topic.
quod homines de Cenedese, Belluno, et Feltre erant liberi homines et nobiles (a.D. 1179) - Massimo Della Giustina

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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » mercoledì 30 novembre 2011, 19:48

Grazie per gentile risposta, mi dicono però che nell'area perugina nel '400, successivamente agli statuti bracceschi, la musica fosse apparentemente diversa dal contado trevigiano. Il termine "dominus" utilizzato ante XVI° secolo era significativo di origini nobiliari, per lo meno in quest'area geografica. Però...apprezzo ogni tipo ulteriore ipotesi al fine di meglio indirizzare la mia ricerca su fonti appropriate. Nel '400 questa famiglia possedeva la cittadinanza perugina e viveva nel contado, due dei figli di questo avo hanno ricoperto cariche all'interno di una Confraternita Disciplinata a Perugia e un altro ancora era un militare deceduto in battaglia (accadimento enfatizzato su un catasto). Gli indizi per l'appartenenza a questa debole classe sociale ci sono, ma rimangono insoluti più che altro i quesiti sull'eventuale possibilità che ci fosse o meno un predicato geografico e dove eventualmente reperirlo.
Un caro saluto
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda M.Brivio » mercoledì 30 novembre 2011, 20:25

Probabilmente nel perugino la situazione era simile a quella lombarda. Il Manaresi, archivista dell'archivio di stato di Milano diverse decadi fa, in un suo scritto Orientamenti per le ricerche sulla nobiltà originaria lombarda, aveva appurato come, in area lombarda, l'appellativo di "dominus" precedentemente alla seconda metà del '500 fosse uso esclusivo della nobiltà, e concludeva con:

esaminati i criteri seguiti in passato per l’accertamento della nobiltà originaria o generosa, dalla matricola dell’arcivescovo Ottone Visconti per gli ordinari del duomo di Milano fino alle norme osservate dal Tribunale Araldico istituito dall’imperatrice Maria Teresa, e constatato il valore relativo di quei criteri, perché col tempo più che all’origine nobile si badò alla vita more nobilium serbata negli ultimi secoli, lumeggia la condizione privilegiata dei nobili nella città e nella campagna per dedurre che, nella impossibilità di risalire con i documenti fino al periodo feudale, una designazione sicura della nobiltà originaria lombarda si può ricavare dalle elencazioni ufficiali della popolazione che rispecchiano quella condizione, quali gli estimi e i compartiti del sale, dove i nobili erano descritti a parte o con speciale denominazione, perché soggetti ai carichi in misura minore, oppure dagli atti notarili relativi ai convocati dei nobili nella campagna, oppure, in difetto di quelle fonti, dalla qualifica di dominus, che negli atti pubblici anteriori al secolo XVI non si attribuiva che ai nobili.


Nel caso di specie (Lombardia) si tratta di nobiltà generica o di famiglie appartenenti al patriziato milanese, e non vi è predicato se non per le più remote (predicato comunque cognomizzato già in epoca antica, per esempio i Landriani alias "De Capitani" di Landriano, i Vimercati alias "De Capitani" da Vimercate, i Lavelli, gli Arconati e così via). La qualità del soggetto appellato con dominus dovrebbe quindi essere stata quella di nobile generico o di patrizio milanese, a seconda che nel consiglio del comune di Milano il soggetto o membri della sua famiglia ricoprissero qualche carica.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda antonio33 » mercoledì 30 novembre 2011, 23:09

Per quello che saprei, dominus andrebbe inteso nel senso di padrone, non necessariamente di signore. Almeno così sarebbe tradotto dopo il '500.
Se poi il dominus avesse comportato altri requisiti di rango, credo che avrebbe dovuto esser comprovato altrimenti ed espressamente.
Il dominus da solo non certificherebbe nulla. Anzi, temo escluderebbe.
Forse qualcuno potrebbe chiarire molto meglio la questione.
Saluto tutti. Antonio
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » mercoledì 30 novembre 2011, 23:57

Grazie Signor Brivio,
in effetti il Manaresi riassume per la Lombardia e Milano nello specifico, una situazione analoga a quella perugina. Sono certo che da località a località variassero molto i modi di intendere il significato di “dominus”, come sono altresì certo che per Perugia è utilizzato, a maggior ragione se antecedente al ‘500, per chi aveva origini nobili, vista la risposta autorevole di uno studioso locale.
A questo punto, considerando il Manaresi, sarebbe utile verificare se le fonti da lui citate, e mi riferisco a: “i compartiti del sale, dove i nobili erano descritti a parte o con speciale denominazione, perché soggetti ai carichi in misura minore, oppure dagli atti notarili relativi ai convocati dei nobili nella campagna”, siano presenti in modo analogo anche per il territorio perugino. Potrebbe essere un’idea, che ne pensa? La sensazione che ho, ed è abbastanza concreta, è che le autonomie comunali in epoca precedente al ‘400, abbiano giocato un ruolo importante nel sottomettere alla propria giurisdizione territori precedentemente divenuti “dominatus loci” da parte di piccoli signori a loro volta vassalli di enti ecclesiastici o signori più importanti. È possibile secondo voi che da questa sottomissione ai comuni, vengano meno i presupposti di “dominatus loci” con la conseguente perdita di predicato geografico? Come contropartita questi piccoli signori di campagna ottenevano certamente delle esenzioni e la partecipazione alla gestione pubblica; esattamente quello che si nota in questo caso specifico.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda antonio33 » giovedì 1 dicembre 2011, 13:33

Gentile Mariotto, dato che lei scrive
...come sono altresì certo che per Perugia è utilizzato, a maggior ragione se antecedente al ‘500, per chi aveva origini nobili, vista la risposta autorevole di uno studioso locale...
ed inoltre
Si ha la netta sensazione che vengano abbandonate le "armi" (miles) per gestire cariche pubbliche e beni comunitativi.,
in primo luogo mi complimento con lei perchè, evidentemente, dimostra notevole dimestichezza con la paleoscrittura, cosa che assai le invidio, visto che trattasi di atti assai antichi.
Se possibile, per altra ricerca, chi sarebbe l'autorevole studioso ed, eventualmente, quali i suoi libri?
E, sempre se vuole, come e da dove avrebbe tratto la sensazione che ecc. ecc.?
Molto cordialmente la saluto. :) Antonio
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » giovedì 1 dicembre 2011, 15:03

Grazie Signor Antonio33,
le garantisco che non sono meritevole della sua invidia. Se non è in grado o per qualche altro motivo non desidera rispondere alla mia richiesta di aiuto non la biasimo, la genealogia e la storia di famiglia non è facile da ricostruire soprattutto perchè, come dice il Manaresi, la storia è stata spesso influenzata da persone che hanno volontariamente cancellato il passato di molte famiglie. Un po come avere davanti tanti 1946.
Vorrà scusarmi se manterrò la riservatezza sul nome della persona che lei mi richiede.
La ringrazio per il suo parere in merito alla questione "dominus" che, come lei asserisce, assume maggior peso prima del XVI° secolo.
Buona giornata.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » giovedì 1 dicembre 2011, 15:45

Gentile Signor Brivio,
mi sono letto il Manaresi e devo dire che offre ottimi spunti. Come lei saprà durante una ricerca si tende ad intraprendere una via che sia la meno dispendiosa possibile in termini sia quantitativi che qualitativi. Per Perugia i catasti rappresentano una vera miniera d’oro, pensi che la scoperta del “miles” da me citato arriva proprio dalla suddivisione dei suoi beni tra i suoi fratelli, successivamente alla sua morte in battaglia che viene enfatizzata con orgoglio. Ma cambiare strada rappresenta una sorta di incognita soprattutto oltre il ‘400. Infatti le mie richieste sono volte alla verifica di fonti che magari in un determinato contesto ci possono sfuggire.
Grazie ancora!
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda antonio33 » venerdì 2 dicembre 2011, 1:39

Mariotto di Paradiso ha scritto:Grazie Signor Antonio33,
le garantisco che non sono meritevole della sua invidia. Se non è in grado o per qualche altro motivo non desidera rispondere alla mia richiesta di aiuto non la biasimo, la genealogia e la storia di famiglia non è facile da ricostruire soprattutto perchè, come dice il Manaresi, la storia è stata spesso influenzata da persone che hanno volontariamente cancellato il passato di molte famiglie. Un po come avere davanti tanti 1946.
Vorrà scusarmi se manterrò la riservatezza sul nome della persona che lei mi richiede.
La ringrazio per il suo parere in merito alla questione "dominus" che, come lei asserisce, assume maggior peso prima del XVI° secolo.
Buona giornata.


Ed inoltre il Signor Mariotto in precedenza scrisse:
(da Mariotto di Paradiso » sabato 23 gennaio 2010, 20:51)

Gentili frequentatori del Forum,
da molti anni ho intrapreso (con la preziosa collaborazione di un grande studioso perugino) una ricerca genealogica sulla mia famiglia e con grande soddisfazione abbiamo raggiunto risultati davvero insperati. Con sufficente semplicità abbiamo percorso i secoli raggiungendo l'avo più antico risalente alla prima metà del '300. Purtroppo, ci siamo arenati per mancanza di documentazione e per il rischio di incappare in omonimie. Chiedo a voi se durante i vostri spogli (soprattutto nel notarile) avete per caso riscontrato gli avi di dominus Menecuccio Nutoli Iohannes cittadino perugino di P.S.A. Parr. San Cristoforo, oppure se vi è capitato di incontrare una famiglia che dischendesse da un Nutolo (Nutoli) o Benvenuto con possedimenti nell'area corcianese (Perugia). I nomi di riferimento sono Iohannes Nutoli o Nutolus Iohannes.

Qualunque notizia in merito sarebbe davvero gradita...in ogni caso, ringrazio di cuore per avermi letto.



Abbia pazienza, caro Signor Mariotto, pur scusando assolutamente la Sua riservatezza sul grande studioso perugino che evidentemente le è di molto aiuto, e nonostante come Ella assai delicatamente vuol farmi notare io non sia in grado o non desideri aiutarla in merito al dominus ed al miles (gloriosus?) di cui Ella qui tratta,
sono costretto a rilevare com Ella intenda a senso unico la partecipazione a questo forum.
Vorrei solo precisarLe di aver fatto riferimento ad altra ricerca, cosa che, oltre ad esserLe forse sfuggita, si sarebbe dovuta intendere collaborazione.

Ma, mi creda, non la biasimo per questo.
Cordialmente. Antonio
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda M.Brivio » venerdì 2 dicembre 2011, 12:14

Mariotto di Paradiso ha scritto:Grazie Signor Brivio,
in effetti il Manaresi riassume per la Lombardia e Milano nello specifico, una situazione analoga a quella perugina. Sono certo che da località a località variassero molto i modi di intendere il significato di “dominus”, come sono altresì certo che per Perugia è utilizzato, a maggior ragione se antecedente al ‘500, per chi aveva origini nobili, vista la risposta autorevole di uno studioso locale.
A questo punto, considerando il Manaresi, sarebbe utile verificare se le fonti da lui citate, e mi riferisco a: “i compartiti del sale, dove i nobili erano descritti a parte o con speciale denominazione, perché soggetti ai carichi in misura minore, oppure dagli atti notarili relativi ai convocati dei nobili nella campagna”, siano presenti in modo analogo anche per il territorio perugino. Potrebbe essere un’idea, che ne pensa? La sensazione che ho, ed è abbastanza concreta, è che le autonomie comunali in epoca precedente al ‘400, abbiano giocato un ruolo importante nel sottomettere alla propria giurisdizione territori precedentemente divenuti “dominatus loci” da parte di piccoli signori a loro volta vassalli di enti ecclesiastici o signori più importanti. È possibile secondo voi che da questa sottomissione ai comuni, vengano meno i presupposti di “dominatus loci” con la conseguente perdita di predicato geografico? Come contropartita questi piccoli signori di campagna ottenevano certamente delle esenzioni e la partecipazione alla gestione pubblica; esattamente quello che si nota in questo caso specifico.


Partendo dalla premessa che il Manaresi può esserle sì d'aiuto, ma riguarda comunque la realtà lombarda, e non quella perugina, io le consiglierei di cercare diverse cose.
- In primis, sa se nell'archivio di stato di Perugia esistono degli elenchi di atti notarili (compilati dagli archivisti) in ordine alfabetico PER CONTRAENTE e non per notaio? se sì, basta cercare alla voce del cognome della famiglia, se si trova il nome corrispondente, si cerca l'atto corrispondente, di cui troviamo le coordinate proprio in questo elenco, ed il gioco è fatto.
- Qualora non esistessero, la ricerca potrebbe anche doversi effettuare su tutti i notai di Perugia attivi in quell'anno, ma sicuramente sarà un lavoraccio. Un' alternativa, se ha già trovato degli atti notarili che interessano la famiglia, è quella di cercare tra gli atti dello stesso notaio o di un parente dello stesso notaio (essendo la professione di notaio solitamente tramandata da padre in figlio, ed avendo solitamente la famiglia alcuni notai di riferimento, una stessa famiglia tendeva ad andare sempre dai soliti 2-3 notai)
- Catasti, estimi e cose analoghe si trovano come appunto ha già avuto modo di vedere anche nel perugino. Provi a documentarsi in archivio di stato o in altri archivi storici locali sull'esistenza di altri catasti oltre quello che ha visto. Come però fa notare, non è infrequente che la famiglia godesse di privilegi quali l'esenzione, è capitato anche nelle mie ricerche in area lombarda. Che fare? O si trova l'atto (del Comune di Perugia, suppongo) con cui si dichiara la famiglia esente da dazi, oppure non saprei cosa consigliarle al momento.

Al momento non mi vengono in mente altre strade. Non esistono censimenti della popolazione di Perugia e contado in quegli anni? A Milano per esempio ci sono le liste dei nati e dei morti, per alcuni anni del '400.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » sabato 3 dicembre 2011, 13:32

Gentile Signor Antonio33,
mi dispiace averle dato una pessima impressione, le garantisco però che la cosa è reciproca sin dalla sua prima email. Di gente come lei ne ho incontrata a sufficienza, preferisco evitarla.

Tanti saluti.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » sabato 3 dicembre 2011, 13:44

Gentile Signor Brivio,
grazie di cuore per il suo supporto! il comparto notarile è stato in parte consultato e, purtroppo, il notaio Pietro di Bartolino che è l’unico notaio documentato tra tre e quattrocento che lavora esclusivamente a Corciano, ha lasciato un solo protocollo, altrimenti di certo avremmo trovato altre informazioni sulla famiglia. Nonostante Corciano sia uno dei centri del contado più importanti del perugino, non ha mai avuto un distretto notarile autonomo e questo ci complica la vita. Ogni notaio ha il suo repertorio e bisognerebbe guardarli tutti per un determinato periodo storico...lei comprende cosa significhi! ;)
Ma non ci si scoraggia...buon weekend e se dovesse per caso aver bisogno di informazioni per quest'area geografica, non esiti a contattarmi.
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda RFVS » sabato 3 dicembre 2011, 14:09

Mariotto di Paradiso ha scritto:La sensazione che ho, ed è abbastanza concreta, è che le autonomie comunali in epoca precedente al ‘400, abbiano giocato un ruolo importante nel sottomettere alla propria giurisdizione territori precedentemente divenuti “dominatus loci” da parte di piccoli signori a loro volta vassalli di enti ecclesiastici o signori più importanti. È possibile secondo voi che da questa sottomissione ai comuni, vengano meno i presupposti di “dominatus loci” con la conseguente perdita di predicato geografico? Come contropartita questi piccoli signori di campagna ottenevano certamente delle esenzioni e la partecipazione alla gestione pubblica; esattamente quello che si nota in questo caso specifico.


Ciao Mariotto,

La tua sensazione è pressochè un fatto storico, specie nelle regioni del futuro Stato Pontificio, dove i liberi comuni erano moltissimi e agguerriti. Ad esempio ti porto Visso (oggi nelle Marche, ma comune umbro fino a dopo l'Unità d'Italia), dove solo nel XIII ben tre signorotti feudali del contado furono costretti ad inurbarsi e così, venendo a patti col comune, dovettero cedere parte dei proprio beni immobili, dei diritti su di essi e sugli uomini in cambio di un'abitazione all'interno delle mura cittadine, cospicue somme di denaro e non per ultimo anche una qualche carica di rilievo.
Credo che esempi simili se ne possano trovare pressochè dovunque nel centro Italia, dove infatti furono i Comuni ad emergere e l'antica nobiltà feudale o comunque rurale a soccombere.
RFVS
 
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Re: Piccola Nobiltà rurale? e il predicato geografico?

Messaggioda Mariotto di Paradiso » sabato 3 dicembre 2011, 15:00

Ciao Riccardo,
è così...esattamente il medesimo caso di cui parli! il volume catastale, e quindi l'insieme delle proprietà, era cospicuo (di case nel castello ve n'erano 4) ma non paragonabile a quello delle famiglie perugine di spicco. Di ipotesi sull'eventuale predicato geografico ne è stata formulata una in particolare sulla base dell'ubicazione dei terreni di proprietà. Questo predicato geografico però, si riscontra soltanto una volta nella documentazione perugina (libro rosso 1333) ed è tra l'altro assegnato ad un capostipite il cui nome corrisponderebbe a quello della famiglia in questione, anche cronologicamente parlando. Un'altra impressione che ho è che, per le antiche famiglie di origine feudale ma di minor rango, il predicato fosse utilizzato per ubicarle nel contado e non è mai stato cognomizzato. Questa è davvero una mia supposizione senza pretese ;) ma riscontrabile per altre famiglie della medesima area nello stesso contesto socio economico. Questo fattore (quindi l'assenza di cognomi) rappresenta il motivo principale della difficoltà ad individuare i discendenti di questa classe sociale che invece...pare abbia assunto un ruolo determinante in quanto a progresso e innovazione. Peccato...
Grazie Riccardo! hai azzeccato in pieno il caso...le cariche pubbliche in effetti si sprecano: sindaci, consiglieri, massari, viator etc...
Chissà se troverò un giorno una fonte inedita che parli dei piccoli nobili del contado...;)
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