Tilius ha scritto:Finalmente una parallelismo che oltre a essere geometricamente identico sia anche cronologicamente pertinente.
Sono tutti pertinenti: i motivi culturali non nascono dal nulla nel 1250 e dintorni, ma si radicano in quelli dell'antichità, in una continuità di lungo periodo (magari pretesa, ma certo voluta) che supera lo iato dei tempi 'barbarici' (macroscopicamente, basti pensare a molti dei temi, motivi e modelli giotteschi). Ecco Carpilio dal vero...

guarda caso, la cromia rossa e azzurra delle linee evidenzia inequivocabilmente come il motivo decorativo debba considerarsi risultante dall'intersezione delle linee ondulate e non dalla giustapposizione di pelte/bipenni/chewingum-masticati-e-lasciati-gonfi-da-un-lato-e-infossati-dall'altro.
Su questo siamo più o meno tutti d'accordo: ma ciò che evidenzi è l'aspetto 'dinamico', processuale, del come si genera il motivo in esame, che poi possiamo descrivere in termini blasonici (scaccato doppiocontroondato in fascia e in palo), geometrici (biconcavo-biconvesso), matematici (v. Adj sopra), ecc., oppure, per brevità, per via analogica e 'statica', riconoscendo nel risultato puntuale del processo generativo la sagoma di un certo oggetto (bipenne, labrys, pelta, caucciù, sarchiapone) dotato di nome, quindi esistente e abbastanza noto a tutte le epoche considerate, che -adeguatamente moltiplicato e disposto- ben si presta a definire il motivo grafico e araldico (senza necessariamente pensare -anzi, probabilisticamente proprio no- che Carpilius o il maestro di Greve o il notaio nòneso interessato possedessero una collezione di 'bipenni' che gli è improvvisamente caduta per terra disponendosi 'per magia' in quel modo preciso...).
Ma l'abbiamo già detto parecchie pagine sopra, non fare sempre il bastian contrario

Se poi salta fuori il nome d'epoca del motivo nel suo complesso, saremo tutti (?) lieti di usarlo, anziché far riferimento ai singoli elementi che lo compongono...
Ecco il dettaglio del tappeto completo:
