Enigma trecentesco

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda C.Quaratesi » venerdì 11 novembre 2011, 19:44

Aha! L'ho ritrovata!!! [jump.gif]
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Madon ... 250_ca.jpg
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Maest ... azione.jpg

Ricordate? Ero certa di aver visto una Madonna in trono poggiante i piedi su un pavimento o tappeto decorato col nostro enigmatico e simmetrico decoro. E ora sappiamo che era ancora di moda (almeno in Paradiso) nel secolo XIII. Non siamo molto distanti dal Trecento. Certo qui non sembrano bipenni, né pelte... avrà comunque avuto un nome, questo decoro!

Felice di aver buttato un nuovo sasso in questo stagno
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » sabato 12 novembre 2011, 0:34

C.Quaratesi ha scritto:Aha! L'ho ritrovata!!! [jump.gif]
Madonna_di_casale,_1250_ca. (Maestro_di_greve) [Firenze, Uffizi]
Madonna in trono poggiante i piedi su un pavimento o tappeto decorato col nostro enigmatico e simmetrico decoro. E ora sappiamo che era ancora di moda (almeno in Paradiso) nel secolo XIII. Non siamo molto distanti dal Trecento. Certo qui non sembrano bipenni, né pelte... avrà comunque avuto un nome, questo decoro!

Beh, 'bipenni' colorate (lame insanguinate in palo, ancora grondanti d'acqua in fascia?) e con le curve non perfettamente ad arco di cerchio (un po' più concave/convesse), ma sempre 'bipenni' sono... Brava, mo' trova anche il nome e fai filotto ;)
Intanto io ho visto dal vivo il mosaico di "Vicenza romana" (v. sopra l'immagine di un'immagine) e domani lo posto: è il tappeto musivo della domus del senatore Carpilio, sotto alla cattedrale vicentina
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » sabato 12 novembre 2011, 9:46

C.Quaratesi ha scritto:Certo qui non sembrano bipenni, né pelte... avrà comunque avuto un nome, questo decoro!

Azzeccatissimo contributo! [thumb_yello.gif]
Finalmente una parallelismo che oltre a essere geometricamente identico sia anche cronologicamente pertinente. [jump.gif]
E, guarda caso, la cromia rossa e azzurra delle linee evidenzia inequivocabilmente come il motivo decorativo debba considerarsi (quantomeno in questo caso, che però, guarda caso, é l'unico cronologicamente pertinente... [dev.gif] ) come risultante dall'intersezione delle linee ondulate e non dalla giustapposizione di pelte/bipenni/chewingum-masticati-e-lasciati-gonfi-da-un-lato-e-infossati-dall'altro.

Ancora complimenti per questa vera chicca. [cheers.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » sabato 12 novembre 2011, 11:31

Tilius ha scritto:Finalmente una parallelismo che oltre a essere geometricamente identico sia anche cronologicamente pertinente.

Sono tutti pertinenti: i motivi culturali non nascono dal nulla nel 1250 e dintorni, ma si radicano in quelli dell'antichità, in una continuità di lungo periodo (magari pretesa, ma certo voluta) che supera lo iato dei tempi 'barbarici' (macroscopicamente, basti pensare a molti dei temi, motivi e modelli giotteschi). Ecco Carpilio dal vero...
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guarda caso, la cromia rossa e azzurra delle linee evidenzia inequivocabilmente come il motivo decorativo debba considerarsi risultante dall'intersezione delle linee ondulate e non dalla giustapposizione di pelte/bipenni/chewingum-masticati-e-lasciati-gonfi-da-un-lato-e-infossati-dall'altro.

Su questo siamo più o meno tutti d'accordo: ma ciò che evidenzi è l'aspetto 'dinamico', processuale, del come si genera il motivo in esame, che poi possiamo descrivere in termini blasonici (scaccato doppiocontroondato in fascia e in palo), geometrici (biconcavo-biconvesso), matematici (v. Adj sopra), ecc., oppure, per brevità, per via analogica e 'statica', riconoscendo nel risultato puntuale del processo generativo la sagoma di un certo oggetto (bipenne, labrys, pelta, caucciù, sarchiapone) dotato di nome, quindi esistente e abbastanza noto a tutte le epoche considerate, che -adeguatamente moltiplicato e disposto- ben si presta a definire il motivo grafico e araldico (senza necessariamente pensare -anzi, probabilisticamente proprio no- che Carpilius o il maestro di Greve o il notaio nòneso interessato possedessero una collezione di 'bipenni' che gli è improvvisamente caduta per terra disponendosi 'per magia' in quel modo preciso...).
Ma l'abbiamo già detto parecchie pagine sopra, non fare sempre il bastian contrario ;)
Se poi salta fuori il nome d'epoca del motivo nel suo complesso, saremo tutti (?) lieti di usarlo, anziché far riferimento ai singoli elementi che lo compongono...
Ecco il dettaglio del tappeto completo:
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda C.Quaratesi » lunedì 14 novembre 2011, 19:36

Carissimi, forse sono sulla buona strada per trovare il "nome" del nostro enigmatico decoro...però vi comunico che avrò bisogno di un sacco di tempo (che in questo momento non ho, ahimè) per arrivare al dunque. Ho bisogno del vostro aiuto.

Vi spiego la mia idea.
Appurato che il ns. motivo ornamentale è passato indenne - o con minime varianti - dalla Roma imperiale fino al basso medioevo, e quasi sempre raffigurato "per terra" (versione mosaico, versione tappeto...) mi chiedo se cercando in direzione tessuti o stoffe non si possa alfine trovare quel che ci manca. Di certo stoffe così antiche ne sono rimaste ben poche, causa fragilità del materiale, ma...tappezzerie e tappeti DIPINTI sui muri e sulle tavole a fondo oro ne son restati assai. Ad esempio, su un libro in visualizzazione snippet in rete (Pupattole e abiti delle dame estensi. Ricerche di Luigi Alberto Gandini) da pagina 44 si legge la descrizione - che s'interrompe sul più bello - delle tappezzerie dipinte del Duomo di Orvieto fatta dal Gandini, un'erudito dell'Ottocento esperto di tessuti antichi. Vi invito dunque a cercare, se vi fa piacere, in questa direzione, magari aiutandomi a sfogliare i libri sulla pittura del Duecento o sbirciando come l'acuto Franco fra gli affreschi bizantineggianti e romanici. Per quel che ho potuto leggere, il testo del Gandini è assai interessante: e pensare che ci sono arrivata cercando qualcosa sulle tappezzerie medievali a FINTO VAIO per il nostro amico Vincenzo!!!

A presto
Caterina
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 14 novembre 2011, 20:18

Altra spulciatura, non di stoffe ma ancora dalla chiesa di fondazione altomedievale (su precedente tempietto romano, da cui i materiali di recupero) di San Michele a Pozzoveggiani (Padova), stavolta dal paramento murario esterno:
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Non c'è lo scaccato, ma i singoli elementi sì, e nell'ultima immagine forse anche l'idea che elementi simili a pelte potevano essere combinati scacchiformemente...
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda adj » lunedì 14 novembre 2011, 20:39

Franco Benucci ha scritto:Non c'è lo scaccato, ma i singoli elementi sì, e nell'ultima immagine forse anche l'idea che elementi simili a pelte potevano essere combinati scacchiformemente...

Non so, io rimango dell'idea che non sono gli elementi simili a pelte a poter essere combinati scacchiformemente, ma che è la combinazione di linee ondulate orizzontali e verticali a dare origine a elementi simili a pelte.
Se vogliamo è la classica domanda se sia nato prima l'uovo o la gallina; ma proprio questo esempio, dove le pelte o bipenni altro non sono che la risultante dell'intersezione di una serie di cerchi parzialmente sovrapposti, sembra deporre a favore dell'uovo: è dalla curva che nasce la forma, e non dalla forma che nasce la curva. ;)

Come corollario, trovare un nome per la figura non risolve il problema: quello che andrebbe trovato, è un nome araldico per questa raffigurazione, che è cosa ben diversa. Nome che, se non abbiamo mai incontrato nei repertori, probabilmente non esiste. Esistono però i concetti fondamentali che - forse - permettono di giungere a una descrizione araldica soddisfacente: e molte pagine di questa discussione vertevano proprio sulla ricerca di una tale soluzione. Su questo mi pare che si sarebbe dovuto eventualmente continuare a disquisire, se insoddisfatti dalle proposte fatte finora.
adj
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » lunedì 14 novembre 2011, 20:53

Salve

Ad Adj un ben tornato.....

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Tilius » lunedì 14 novembre 2011, 22:44

adj ha scritto:
Franco Benucci ha scritto:Non c'è lo scaccato, ma i singoli elementi sì, e nell'ultima immagine forse anche l'idea che elementi simili a pelte potevano essere combinati scacchiformemente...

Non so, io rimango dell'idea che non sono gli elementi simili a pelte a poter essere combinati scacchiformemente, ma che è la combinazione di linee ondulate orizzontali e verticali a dare origine a elementi simili a pelte.
Se vogliamo è la classica domanda se sia nato prima l'uovo o la gallina; ma proprio questo esempio, dove le pelte o bipenni altro non sono che la risultante dell'intersezione di una serie di cerchi parzialmente sovrapposti, sembra deporre a favore dell'uovo: è dalla curva che nasce la forma, e non dalla forma che nasce la curva. ;)

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » martedì 15 novembre 2011, 0:33

Certo, come già detto sopra, è dalla curca che nasce la forma, anche nel caso dei sesquipedali di Pozzoveggiani. Però una volta che la forma c'è con quella posso operare per ottenere altro. E' dall'uovo che nasce la gallina, oppure la frittata, ma quando ho la gallina posso fare l'arrosto e quando ho la frittata posso fare il panino, senza bisogno di richiamare ogni volta che alla base c'è un uovo, gallato o meno...
Nome araldico: non deve essere necessariamente altro dal nome comune (bipenne) o dall'eventuale nome tecnico di altri settori (in fase di inquirimento), anzi preferibilmernte no... Anche il chevron/capriolo è un termine edilizio, bisante è un termine monetario, fascia e banda sono di sartoria, ecc. non è che ogni volta se ne dà una descrizione geometrica o che si siano inventati termini astrusi per non chiamarli col loro nome.
Ma intanto sapiamo che le 'bipenni' decorative, ottenute dall'intersezione di cerchi, erano presenti anche nel tardoantico...
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda C.Quaratesi » venerdì 9 dicembre 2011, 18:57

[crybaby.gif]
Ohi ohi, ho appena finito di sfogliare in biblioteca il libro sui decori tessili del Medioevo in cui credevo di trovare il nostro motivo e forse anche il suo NOME...niente da fare, o fa parte degli ornati di tappeto o di quelli del mosaico-intarsio (marmo o legno). In fondo nel dipinto che ho postato è raffigurato a coprire la predella del trono, me lo dovevo aspettare...
Una cosa che ho comunque notato è che il motivo, comunissimo dalla Tarda Antichità e sopravvissuto stentatamente fino al Duecento, sembra scomparire quasi del tutto nel secolo successivo: forse segue la fortuna-sfortuna dei mosaici...
A presto
Caterina
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » domenica 11 dicembre 2011, 11:13

C.Quaratesi ha scritto: [crybaby.gif]
Ohi ohi, ho appena finito di sfogliare in biblioteca il libro sui decori tessili del Medioevo in cui credevo di trovare il nostro motivo e forse anche il suo NOME...niente da fare, o fa parte degli ornati di tappeto o di quelli del mosaico-intarsio (marmo o legno). In fondo nel dipinto che ho postato è raffigurato a coprire la predella del trono, me lo dovevo aspettare...

Una tua collega, interpellata tramite terzi, suggerisce "motivo a doppie pelte", aggiungendo però "ma le pelte sono triangolari"... quindi siamo sempre daccapo [crybaby.gif]
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda C.Quaratesi » domenica 11 dicembre 2011, 16:03

E vai con le pelte! Diciamo che questa è sempre stata la mia ipotesi primaria ("l'uovo", per intenderci). Secondo me nei mosaici siamo passati dagli scudi ovali alle doppie pelte in un battibaleno, e poi ci siamo trascinati a lungo tale tassellazione perché piacevolmente simmetrica e geometrica.
http://it.wikipedia.org/wiki/File:Agrianian3.jpg
Perché però si parla di pelte "triangolari"?
Chi ha disegnato lo scudo illustrato nel link qui sopra parrebbe di altro avviso. Tuttavia ancora non sappiamo come nel medioevo "vedessero" questo motivo sopravvissuto. Avevano ancora coscienza del significato guerresco? O erano solo attratti dalla simmetria di forma e colore?
Se mai lo scopriremo...faremo la ola!
Buona domenica
Caterina
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » lunedì 12 dicembre 2011, 0:58

Perché triangolari dovremmo richiederlo a lei, che penso mi rispondesse piuttosto di fretta, e forse non ha verificato bene. Vedo però http://it.wikipedia.org/wiki/Peltasti che la pelta tracia era a mezzaluna, quindi l'iter di formazione del motivo si allunga anche all'indietro (anche l'uovo ha avuto un antefatto, bisognerebbe chiedere al gallo se ne sa qualcosa...).
Uno/a storico/a dell'arte (di quelli seri, non da colori vibranti, pennellate materiche, punti di stile a capocchia et similia) accetterebbe che il tappeto della Madonna di Casale e il mosaico di Vicenza presentano un motivo a doppie pelte? o andrebbe in cerca d'altro?
E perché doppie? Se la pelta 'canonica' è quella agriana, quelle sono pelte singole disposte ortogonalmente, se invece sono doppie vuol dire che la forma di base è/era un triangolo arrotondato biconcavo-convesso (N-S) o una mezzaluna alla tracia (E-O) e che il nostro motivo è costituito da due items singoli accostati per il vertice biconcavo o sovrapposti per il dorso e poi, solo poi, disposti ortogonalmente a coppie già formate... Forse torna buona l'equazione di Adj...
Franco Benucci
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda C.Quaratesi » lunedì 12 dicembre 2011, 16:03

Da un rapido giro in rete, mi è parso di capire che tutto il mondo archeologico descrive come pelte gli scudi a forma di crescente, con o senza spina al centro
cfr.http://www.finds.calverley.info/images/0025a.gif
cffr. http://www.theoi.com/image/T60.5Satyros.jpg
Ecco infatti un mosaico com motivo decorativo sia a pelta sia a doppia pelta.
http://www.thejoyofshards.co.uk/visits/ ... saic34.jpg
Questi sono orecchini etruschi a pelta:
http://www.sion2009.com/uploads/antique ... cf8814.jpg
E ora la cosa che mi lascia più perplessa: il decoro che ho sempre sentito descrivere come "a squame" o "foglie d'aqua" viene anche chiamato "a pelte" dagli archeologi. Anche questa cappella padovana, secondo alcuni, è decorata "a pelte" di marmo rosso e marmo bianco.
Quindi..."a doppia pelta" vien da sé...

E, già che c'ero, ho anche trovato questo:
http://www.kankeleit.de/pelta/zeichnung.html
Interessante, no?

Caterina
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