fabrizio guinzio ha scritto:Mi piacerebbe sapere quale sia il criterio di legittimità storica e morale. Mi sembra che il delegittimarsi sia una categoria sorta nell'età contemporanea, ma appartenente solo alla cultura storica repubblicana di tipo giacobino, nella quale personalmente non mi riconosco.
Tutto il contrario: mai sentito parlare di governi (o sovrani) legittimi? eravamo verso il 1815, proprio in chiave antirivoluzionaria e antigiacobina. Si chiama Congresso di Vienna e dintorni (ma a farne le spese è stata (quasi) solo la Repubblica, che peraltro in buona parte se l'era tirata addosso nell'ultimo secolo di vita).
Il problema non è il Conte Verde o i Savoia di Savoia, anzi tutt'altro, quelli erano degne persone che sapevano stare: sono i vari Carli Alberti, Umberti, Vittori Emanueli e compagnia rubante che hanno pensato bene di fregare tutti, primi cugini compresi (anzi appunto per primi) per fare la c.d. Italia (massonica) sulla testa (e nelle tasche) dei c.d. italiani (e, ripetutamente, grazie solo alle vittorie altrui, che se erano da soli...), piombando poi con mossa astuta (da veri italiani: vediamo chi vince e poi mi ci metto anch'io) nella prima e nella seconda guerra mondiale, con inframezzato Ventennio e annessi e connessi di 'quarta sponda', imperi coloniali di cartapesta, RSI, elettricisti al potere, bombardamenti e quantaltri in abbondanza. E lasciamo perdere la cronaca recente e meno recente...



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