Archivi a rischio chiusura

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Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 14 ottobre 2011, 10:41

dal sito http://qn.quotidiano.net/cultura/2011/1 ... isti.shtml

Milano, 11 ottobre 2011 - DOMANI, ore 18-20, all’Archivio di Stato di Milano, via Senato 10, prima manifestazione pubblica dell’iniziativa “… e poi non rimase nessuno”, voluta dall’Anai (Associazione Nazionale Archivistica Italiana) in varie città per quattro giorni (fino al 15 ottobre). Eventi di denuncia e di protesta. Il rischio è la dissolvenza della memoria, minacciata dai pesanti tagli ai bilanci degli Archivi, che non possono ovviare al degrado di strutture e spazi, né assumere chi dovrebbe sostituire gli specialisti destinati tra pochi anni alla pensione.
Simbolicamente, le chiavi dell’Archivio di Stato di Milano (nel 2010: 7.890 presenze, 19.760 richieste di pezzi archivistici, 25.335 accessi alla base dati dell’archivio digitale, 1.855 acquisizioni, 847 ricerche per utenti impossibilitati ad accedere direttamente alla documentazione) saranno consegnate dal direttore Maria Barbara Bertini ai fantasmi interpretati dagli studenti del locale Liceo Artistico Boccioni. Parteciperanno fra gli altri l’attore Paolo Rossi in video, il soprintendente archivistico per la Lombardia Maurizio Savoja, il capitano del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale Andrea Ilari.

Il calendario della quattro giorni dell’Anai include 36 eventi nella varie regioni. A Torino, come a Milano, ci sarà la consegna delle chiavi arrugginite agli archivisti-fantasma; a Como, oltre alla documentazione informativa, saranno distribuite mele della Valtellina; a Bari sarà organizzata la lettura scenica del testo di Lucia Zotti “Le anime nel tempo”. A Milano la manifestazione di domani, coordinata da Benedetta Tobagi, ha come titolo “L’ultimo chiuda la porta”. Ma non deve essere l’ultimo atto.
Franco Benucci
 

Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda adj » venerdì 14 ottobre 2011, 10:54

Franco Benucci ha scritto: Parteciperanno fra gli altri l’attore Paolo Rossi in video, il soprintendente archivistico per la Lombardia Maurizio Savoja, il capitano del Nucleo carabinieri tutela patrimonio culturale Andrea Ilari.

In uno stato che perde pezzi da tutte le parti (il che non è detto che sia un male [dev.gif] ), mancava solo che scendessero in piazza anche i Carabinieri.

N.B. Sia detto a prescindere da ogni valutazione nel merito
adj
 

Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 14 ottobre 2011, 11:24

adj ha scritto:(il che non è detto che sia un male [dev.gif])

Anzi, finalmente si potrebbero sopprimere un po' di enti inutili...
Franco Benucci
 

Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 14 ottobre 2011, 12:55

Nel corso degli ultimi anni ho avuto la fortuna di visitare una decina di Archivi di Stato Italiani per fare ricerche.
Ho osservato in queste mie visite le differenze che ci sono tra i vari archivi, i loro pregi e i loro difetti.
Il discorso sarebbe molto lungo da affrontare ma comunque il punto che li accomuna tutti è la mancanza di fondi.
Servirebbero fondi per restaurare i documenti, in alcuni casi fondi per formare il personale, in altri casi fondi per ristrutturare le sale e potrei trovare altri cento buoni obiettivi per stanziare fondi per gli archivi.

La convinzione che vado maturando è che sia inutile continuare ad aspettare la pappa pronta dallo Stato e sia divenuto quantomai necessario per gli stessi archivi cercare di recuperare fondi in proprio. Forse è brutto da dire ma si potrebbe cominciare dal far pagare un biglietto d'ingresso, ad esempio 5 euro oppure un abbonamento annuale. Poi si potrebbe dare l'appalto delle riproduzioni a una ditta esterna, come avviene a Napoli ad esempio, ricavandone altri fondi. Insomma non è in questo modo che si risolverebbero i problemi ma si potrebbe dare in questo modo un minimo di fondi per le spese più urgenti.

In secondo luogo mi sembra anche importante coinvolgere i comuni. Vuoi avere un archivio nella tua città? Metti a disposione fondi e strutture adeguate, altrimenti l'archivio si sposta in luoghi più confortevoli... Ho visto archivi di stato davvero posti in strutture fatiscenti...

Forse sarebbe davvero il caso di scrivere il libro bianco degli archivi di stato... [dev.gif]
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda contegufo » venerdì 14 ottobre 2011, 18:55

Salve

la quadratura del cerchio sarebbe più facile a farsi che a dirsi, chiunque pagherebbe volentieri un abbonamento all'archivio, a Lucca poi essendo andato in quiescenza l'addetto alle riproduzioni vige la regola del fai da te con la digitale ma senza l'uso del flash.
Altro problema sono gli addetti, in genere categorie protette, contro cui non ho nulla, se non per rilevare il totale disinteresse per cosa fanno e dove lavorano ed aspettare come anche tanti altri la campanella di uscita e il 27 per lo stipendio.
L'ultima volta che sono stato dal momento che disturbavano giocando fra di loro alle parole incrociate andai dal Direttore il quale allargò le braccia come segno di impotenza! Se potessimo scegliere mi disse.....
In Archivio come in Biblioteca e nei Musei solo appassionati, ci arriveremo mai?

Saluti
Ultima modifica di contegufo il sabato 15 ottobre 2011, 7:25, modificato 1 volta in totale.
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda inquisitor86 » sabato 15 ottobre 2011, 1:11

Gentili signori,
permettetemi a questo proposito di fare un pubblico ringraziamento agli addetti di un archivio di stato italiano, oserei dire uno dei più virtuosi: mi riferisco alla sezione di Faenza, dipendente dal non meno virtuoso archivio di ravenna, da poco tempo spostatosi nella nuova sede adiacente alla bellissima basilica di San Vitale. Qualche tempo fa, l'archivio di faenza fu sul punto di chiudere per mancanza di fondi per nuove assunzioni, con la conseguente chiusura a tempo indeterminato dell'archivio e in prospettiva il difficile spostamento dell'archivio di faenza a ravenna : grazie ai due volenterosi archivisti è ora possibile accedere ad un vasto ed importantissimo patrimonio documentale nella vecchia sede di faenza, pur con limitazioni temporali (l'archivio è chiuso il sabato perchè gli addetti passano in servizio a ravenna). Mi è parso giusto condividere con voi questo esempio virtuoso, per comprendere come in tempi di ristrettezze ci possano essere anche casi virtuosi da poter servire da modello per altre realtà: ciò non toglie che investimenti oculati sulla cultura non farebbero male.
Saluti
Andrea G.
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » sabato 15 ottobre 2011, 8:19

Vorrei aggiungere un'altra considerazione: il futuro degli archivi è on line!
Digitalizzando il patrimonio si eviterebbero i danni da usura, danneggiamento, furto e si potrebbe far accedere ai documenti un numero maggiore di utenti senza limiti di orario.
Mi disse un archivista, anni fa, che la digitalizzazione sarebbe anche una cosa semplice ma non si vuole fare perchè altrimenti invece di stare senza far nulla nel mese di agosto, ad esempio, si potrebbero fare molte cose....
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Bottacin Arturo » sabato 15 ottobre 2011, 13:23

Io ad esempio sono un curatore di archivio storico del mio paese dal lontano 1983 e sono volontario, nn per vana gloria ma mi è stato affidato o consegnato dal vecchio parroco prima di morire facendomelo amare e appassionarmi, è tutto restaurato e catalagoto e frequentato da studiosi e ricercatori, in quanto alla digitalizzazione nn penso sia una cosa così facile, i documenti sono molti es. le pergamene a suo tempo sono state microfilmate ma oggi chi le legge + con quel sistema? invece c'è un regesto del 1700 che è molto + acessibile, io ho ricopiato tutti i nomi dai registri di Battesimo del 1535 e del 1610, un altro ricercatore ha messo su disco il primo registro ma con i mezzi che abbiamo è della parrocchia e essendo cosidetto privato nn si hanno contributi.
Quindi per concludere nn è una cosa così facile, è a disposizione delli studiosi perchè ci sono io e un domani verrà scaricato nei magazzini della Curia???
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 21 ottobre 2011, 1:11

Da: http://www.sienafree.it/siena/142-siena ... o-chiusura

Archivio di Stato, la Provincia di Siena si associa all'allarme per il rischio-chiusura
Lunedì 17 Ottobre 2011 12:42
Suona l’allarme per il futuro dell’Archivio di Stato di Siena, un futuro drammatico già oggi: un solo archivista in servizio fino al 2013 anno del suo probabile pensionamento, e la prospettiva della chiusura causa mancanza di personale dovuta al taglio dei finanziamenti.
La Provincia di Siena, che ha partecipato con un rappresentante alla riunione di sabato 15 ottobre nella sala conferenze dell’Archivio, si associa alla denuncia di questa grave situazione ed esprime solidarietà all’Associazione Nazionale Archivistica Italiana, manifestando preoccupazione per il pericolo che grava su un archivio tra i più importanti al mondo.
La sua chiusura - si legge in una nota della Provincia di Siena - "sarebbe un danno enorme per la cultura nazionale e l’ennesimo misfatto di un governo che mostra un totale disinteresse verso la cultura e le sue istituzioni. Le soluzioni ci sarebbero, come sta dimostrando la Provincia stessa: nonostante la crisi sempre più pesante della finanza locale, da un decennio questo ente è capofila delle istituzioni che amministrano il Re.Do.S., la rete documentaria e bibliotecaria senese, e riesce a reperire risorse, visto che il numero dei punti-prestito non diminuiscono, anzi crescono di anno in anno in tutto il territorio. E da tempo pubblica la collana degli archivi storici comunali, ad oggi ben 27 pubblicazioni. La Provincia assicura quindi il proprio sostegno alle iniziative locali e nazionali per il salvataggio degli archivi e ne seguirà gli sviluppi con partecipe attenzione".
Franco Benucci
 

Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda fabiomartella » venerdì 21 ottobre 2011, 11:11

A Modena la situazione non è certo migliore. Siamo rimasti con un solo ricercatore. Ai tempi in cui lo frequentavo, e parliamo di 10/15 anni fa erano almeno in 5 se non ricordo male. Di certo mi ricordo che spesso mi avvalevo del loro aiuto ed a volte dovevo aspettare perchè tutti impegnati con altri studiosi/studenti.
Peccato perchè l'Archivio di Stato di Modena, per ragioni storiche e per i tanti lasciti privati, è di immenso interesse e meriterebbe di essere valorizzato.
Saluti

Fabio Martella
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » venerdì 21 ottobre 2011, 13:25

Quanti comuni ci sono nella provincia di Modena? Possibile che nessuno ha possibilità di stanziare qualche euro all'anno per l'archivio di stato?
Possibile che la provincia di Modena non ha possibilità di stanziare qualche euro all'anno per l'archivio di stato?
Possibile che la Regione Emilia Romagna non ha possibilità di stanziare qualche euro all'anno per l'archivio di stato?
Questo naturalmente vale per tutti gli altri archivi...
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Re: Archivi a rischio chiusura

Messaggioda fabiomartella » venerdì 21 ottobre 2011, 15:20

Gazzetta di Modena di qulche giorno fa
Un sos dall’Archivio di Stato
Va pensione un altro addetto scientifico. Ora ne resta uno solo. Un patrimonio ancora da scoprire


L'archivio di Stato di Modena, al pari degli altri in Italia gestiti dal Ministero per i beni culturali, rischia seriamente di chiudere per mancanza di personale scientifico. Fino a pochi anni fa gli archivisti modenesi erano infatti in tutto cinque su un personale di una trentina di unità, ma ora sta andando in pensione il penultimo funzionario. Dopodiché resterà solo un funzionario, a gestire una delle più antiche raccolte d'Italia, fondata appena dopo l'Unità grazie al fondamentale Archivio Estense con la storia dell’antica casata ducale ferrarese e modenese.

«Immagino che entro 8 anni - spiega Euride Fregni, direttrice dell’istituto di via Cavour - se non ci saranno cambiamenti gli archivi di Stato del ministero non avranno più personale scientifico. E allora chi li gestirà? Per gli archivi statali non si fanno concorsi dagli anni Novanta e non credo che a livello locale la situazione sia molto migliore».

Il problema in realtà è molto più vasto e vale anche per le Soprintendenze e le biblioteche d’Italia, dove l’età media del personale scientifico supera i 55 anni. E alle loro spalle ci sono giovani e meno giovani precari che vengono pagati poche centinaia di euro al mese, anche se hanno spesso curriculum di studi che personale più avanti negli anni si sogna. «Io sto per andare in pensione - spiega Gilberto Zacchè, funzionario dell’archivio di Stato - e dopo resterà un solo collega tra una ventina di persone in totale». E dire che il nostro istituto culturale è molto apprezzato, tanto che ogni giorno anche qualche studioso straniero si reca nelle sue sale a visionare le carte, in primis proprio quelle sulla storia degli Este. Materiale che finora è stato poco studiato, ma presto sarà utilizzato nel convegno “Modena barocca” prevista al Palazzo Ducale Accademia militare dal 27 al 29 ottobre.

La situazione di questi studiosi - archivisti, bibliotecari, archeologi - è talmente delicata che a dicembre le loro categorie sfileranno a Roma anche contro i tagli pesantissimi che il governo ha imposto negli ultimi anni.

«Qui si tratta della salvaguardia di posti di lavoro specializzati - spiega Enrico Angiolini, vicepresidente dell'associazione nazionale archivisti italiani - perché non va sottovalutato il lavoro negli archivi. Le carte antiche sono importanti per salvaguardare la memoria, ma sono anche utili per il presente. Un esempio? È impossibile fare i processi senza gli archivi giudiziari oppure senza gli archivi delle aziende è complicato occuparsi di diritto del lavoro e della storia dell’imprenditoria. Ormai negli istituti lavorano quasi solo i liberi professionisti e in questo sono utilissime le cooperative che a Modena forniscono questo personale».

Rincara la dose Enrica Manenti, ex archivista della Fondazione S. Carlo: «Manca un ricambio generazionale e sono anche impossibili da sopportare i tagli sugli investimenti negli istituti. È vero che Modena è una realtà funzionante, ma anche qui le risorse ormai scarseggiano e i bibliotecari ancora non sono riconosciuti, anche se lo saranno presto».

--------

A parte quanto dice l'articolo vi assicuro che l'Archivio di Stato è una miniera d'oro, io stesso per le mie ricerche ho avuto il piacere di essere stato il primo ad aprire dei faldoni dopo parecchi decenni. In un caso trovai la concessione imperiale del titolo di conte palaatino ad un patrizio modenese, corredata da sigillo di Carlo V in cera in perfetto stato etc. Quella mattina c'eranoalmento 4 super professionisti che poterono osservarlo e poi prenderlo in carico. Riporto questo solo come esempio e chissà ancora quanti fondi sono ancora rimasti non inventariati o del tutto sconosciuti. Altrettanto piacevole era aprire degli archivi già inventariati e restaurati, rendevano tutto più semplice ed efficace.
Comunque l'avere personale è fondamentale. i professori sono già professori e si suppone sappiano. Gli studenti e giovani ricercatori ai primi approcci con un Archivio rimangono spiazzati ed hanno bisogno di guida ed un assistenza spesso fondamentale. Per mia esperienza negli orari centrali della mattina e del pomeriggio c'erano sempre almeno una quindicina di studiosi quindi parliamo di una istituzione attiva ed altamente produttiva ma che senza personale chissà che fine potrà fare e quali risultati scientifici produrre.
Se fosse per una questione economica suggerirei piuttosto economia nel numero dei commessi e consegnerei il materiale con due ore di ritardo ma vorrei avere sempre tre funzionari professionali a disposizione. Un giovane laureando se non seguito spesso manca di efficienza o rischia di prendere fischi per fiaschi. (una vlta il dott. Trenti si spazientì perchè avevo completamente frainteso il senso di un manoscritto non riuscendone a tradurre alcune parole chiave) Interessante poi sarebbe calcolare il totale delle pubblicazioni dei funzionari dell'archizio degli ultimi 20 anni. Questi professionisti hanno avuto modo non solo di lavorare come archivisti, ma hanno anche offerto importanti contributi nei campi più disparati.

Non so che senso abbia una situazione del genere.
Scusate lo sfogo.
fabiomartella
 
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