Adozione "nobiliare"

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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda Salvennor » domenica 16 ottobre 2011, 17:12

Gentile GENS VALERIA, Grazie per aver riportato l'articolo della studiosa Maria Teresa Manias, e per le altre notizie e considerazioni relative anche alle origini della società e dello Stato di Venezia.

A proposito di penisola iberica, ho trovato una ulteriore conferma dei concetti espressi sopra.
Dal sito
http://www.araldicasardegna.org/genealo ... alazar.htm

si ha

...
Egli fu tra i Cavalieri che nel 1332 firmarono l'atto di unione tra Castilla e Alava. L'Argote de Molina, poi ripreso dal Garcia Carrafa, dice che egli ebbe 120 figli bastardi, molti dei quali da DAME di lignaggio, dalle quali questi EREDITARONO i feudi.
Il capostipite dei Salazar di Vizcaya fu il maggiore dei figli bastardi di Lope Garcia de Salazar il terzo, Juan Lopez de Salazar, il quale fu il primo Signore della casa Salazar di Somorrostro. I Salazar di questo ramo per EREDITÀ MATERNA divennero anche Signori di Munatones.

Dunque, a prescindere dalla poco credibile quantità di figli, 120, da un unico padre (neanche nella mia regione, dove era diffuso il fenomeno delle concubine, si hanno notizie di tale portata), è interessante il concetto di eredità materna.
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » domenica 16 ottobre 2011, 22:31

Nonchè :

...Fu la discendenza di Caterina a proseguire il lignaggio dei Salazar in Sardegna. Infatti i suoi due figli, Perochet e Lorenzo, assunsero il cognome Salazar al posto di quello paterno Ros, ed il primogenito ereditò la Signoria delle Scrivanie.

come volevasi dimostrare [thumb_yello.gif]
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 17 ottobre 2011, 15:08

Sì, ma a Venezia nel rispetto per quanto concerne l'antroponomastica cognominale di quanto previsto nei Municipi di diritto romano(quello veneziano nato da città madri di tale tipo municipale). Naturalmente, fino a prova del contrario. Definizione di famiglia: Ulpiano, Digesto 50,16,195 "Iure proprio familiam dicimus plures personas, quae sunt sub unius potestate aut natura aut iure subiectae", ovvero nate dal pater familias i familiari e sottoposti alla sua autorità i famigli. La gens(la casata) secondo Gaio, III secolo, abbraccia tutti i discendenti per linea maschile da un comune capo - stipite. Sempre secondo Gaio la nobilitas aveva l'obbligo di mantenere il ricordo dei nessi genealogici delle famiglie curiali e senatorie. Secondo Roberto Borio di Tigliole e Carlo Maria del Grande proprio in quel momento storico nasce l'idea della moderna nobiltà, nasce la forma mentis et vivendi propria dell'aristocrazia dei periodi meno risalenti. E' comunque altrettanto certo che tramite il connnubio con una donna nobile e/o patrizia lo status nobiliare potesse talvolta, in tutta Italia, passare alla discendenza di altra casata, ma sinceramente escluderei qualsiasi "automatismo"; per esempio anche nell'antica Roma un Sejo divenne un Elio(la domus della madre), il noto Elio(appunto) Sejano(appunto), ma con provvedimento ad hoc. Sempre in attesa di casi storici veneti che attestino il contrario, mi sembra di essere vicino al vero, un caro saluto, ciao,
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 17 ottobre 2011, 17:48

fabrizio guinzio ha scritto: (...) E' comunque altrettanto certo che tramite il connnubio con una donna nobile e/o patrizia lo status nobiliare potesse talvolta, in tutta Italia, passare alla discendenza di altra casata, ma sinceramente escluderei qualsiasi "automatismo"; per esempio anche nell'antica Roma un Sejo divenne un Elio(la domus della madre), il noto Elio(appunto) Sejano(appunto), ma con provvedimento ad hoc. Sempre in attesa di casi storici veneti che attestino il contrario, mi sembra di essere vicino al vero, un caro saluto, ciao,



Nessun "automatismo" per carità! :D infatti citavo :

(...) Anche in Venezia, pur nell’ambito di consuetudini locali di diritto familiare, nelle quali la donna aveva un ruolo assai più attivo e libero che in quelle delle regioni di tradizione longobarda, i maschi godevano di un trattamento preferenziale ( non esclusivo n.d.r. ) nella successione, per la quale vigevano norme tendenti ad evitare o almeno a limitare il frazionamento dell’asse ereditario, che doveva essere, per quanto possibile, conservato nella linea maschile, favorendo, all’occasione, i proprinquiores maschi rispetto alla diretta discendenza femminile(…)

OK ? ;)


A Venezia, com’è possibile rilevare dalle succinte note che seguono, la famiglia rimane la base essenziale per l’affermazione dell’individuo in ambito sociale e politico – attraverso la famiglia si trasmettono ricchezza, posizione ed eventuale prestigio sociale, tradizione di partecipazione alla vita pubblica e a quella politica, in altre parole un’aspettativa di affermazione per i discendenti, che spetta ai singoli, certo, realizzare di volta in volta - .

Ciò che emerge da questo studio di Andrea Castagnetti è che la successione ex foemina di una distinzione nobiliare, in assenza di eredi maschi era all’epoca legale ed in uso.

“La documentazione privata, per quanto avara, offre alcuni spunti: nell’anno 1079 una vedova con i due figli maschi afferma, in relazione ad un atto di cessione, che un fundamentum di saline, dapprima definito di proprietà comune inter nos et nostros propinquos, est de iure proprio de nostra parentela Bonoaldis , nella quale espressione vanno sottolineati,da un lato, l’impiego del termine parentela per indicare non la famiglia ristretta, costituita dalla madre vedova e dai due figli, ma un più ampio gruppo familiare , dall’altro lato, l’utilizzazione, rara , del nome di famiglia, con significato collettivo, non connesso a singole persone.

A singoli nuclei familiari di un gruppo parentale ampio e potente come quello dei Michiel viene fatto riferimento in una securitas che uno dei Michiel rilascia al monastero della SS. Trinità e di S. Michele di Brondolo, restituendo quanto concesso in passato al padre suo e ad altri parenti, in tutto quattro Michiel, i cui nuclei familiari e i cui discendenti diretti sono identificati con le mogli dei singoli e con gli appartenenti alle loro domus: et cum omnibus de domibus ipdorum .
Il ricorso al termine domus richiama la situazione del Regno ove, come appresso sottolineamo, esso veniva assunto e si andava diffondendo per indicare la struttura familiare dei ceti dominanti."


( da Andrea Castagnetti , “La società veneziana nel Medioevo” )

le sottolineature sono le mie.

Saluti :D toto corde
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » lunedì 17 ottobre 2011, 20:32

Caro Sergio, terra terra e riassumendo, vorrebbe dire che si trasferiva la nobiltà per via femminile solo ed esclusivamente "previa" autorizzazione ed in casi eccezionali, cioè quando non vi fossero stati maschi idonei alla bisogna? In tal caso sarebbe prevalsa la necessità familiare. Corretto? Scusa, ma sono uno zuccone... [confused.gif]
Inoltre da quando a quando più o meno esattamente?

Grazie. Antonio
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 17 ottobre 2011, 21:33

antonio33 ha scritto:Caro Sergio, terra terra e riassumendo, vorrebbe dire che si trasferiva la nobiltà per via femminile solo ed esclusivamente "previa" autorizzazione ed in casi eccezionali, cioè quando non vi fossero stati maschi idonei alla bisogna? In tal caso sarebbe prevalsa la necessità familiare. Corretto? Scusa, ma sono uno zuccone... [confused.gif]
Inoltre da quando a quando più o meno esattamente?

Grazie. Antonio

Cerco di semplificare al massimo, Antonio :
le famiglie che con l'esercizio di cariche pubbliche, negli anni avevano raggiunto un certo grado di prestigio e distinzione tra i cittadini, rappresentavano un gruppo ristretto il quale trasmettevano ai discendenti posizione ed prestigio sociale nonchè tradizione di partecipazione alla vita pubblica ( un’aspettativa di affermazione per i discendenti, che spettava ai singoli, realizzare di volta in volta ) .

Possiamo definire queste famiglie “di distinta qualità nobiliare”.

Era uso, nel caso di mancanza di discendenza maschile che tali caratteristiche potessero essere ereditate ( insieme ai beni materiali ) dalle figlie e quindi ai nipoti, ciò non necessitava particolari autorizzazioni.
Ciò avveniva a Venezia dal X° sino alla fine del XIII°inizio XIV° Secolo, quando cominciò ad essere definita una autonoma legislazione nobiliare ( e nacque il Patriziato veneziano ).

Spero di non averti confuso di più le idee ;)
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » lunedì 17 ottobre 2011, 21:46

No, assolutamente anzi grazie, molto chiaro.
E a Ragusa? Scusa se sto esagerando...
Antonio
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda GENS VALERIA » lunedì 17 ottobre 2011, 22:59

antonio33 ha scritto:No, assolutamente anzi grazie, molto chiaro.
E a Ragusa? Scusa se sto esagerando...
Antonio

A Ragusa ( Dalmazia ) il potere della società civile era in mano al “pater familias” che generalmente poteva disporre della dote della moglie e di quella delle nuore ( sotto lo stesso tetto abitavano famiglie così allargate ). Il diritto romano in materia fu presto sostituito da consuetudini molto ... “maschiliste”, benché proibito dal diritto canonico veniva incoraggiato il matrimonio di una vedova con il fratello del defunto: tutto era in funzione della conservazione del capitale , essenziale per sostenere una aristocrazia di tipo mercantile, simile ma allo stesso tempo molto più rigida di quella di Venezia.

Come nella Serenissima, il patriziato e la sua giurisprudenza furono definiti alla fine del XIII Secolo ma, anche precedentemente il tipo di organizzazione ( simile a quello veneziana ) sembra non non tollerasse trasmissioni ex foemina di ogni bene materiale o “morale”di partecipazione agli Uffici, in questo la società ed il ceto dirigente ragusei erano molto più rigidi di quella veneziana.

I Veneziani trattavano da sempre i Ragusei come provinciali , retrogradi , astuti e ribelli. :D
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Re: Adozione "nobiliare"

Messaggioda antonio33 » martedì 18 ottobre 2011, 8:24

Grazie...
Se fossero vere le tradizioni familiari per le quali la mia famiglia sarebbe originaria di quelle zone, posso assicurare che mia moglie avrebbe modernamente sconvolto usi e consuetudini antiche....
Antonio
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