Tabarri dei Re d'Armi

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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 1:54

Quanto al Bascapé, di cui ho massimamente apprezzato sia il citato volume redatto con Del Piazzo, sia gli studi di sfragistica (incrociati per la prima volta in un estratto sui sigilli universitari, molti anni fa).
Essendo stato io l'unico a citarlo (peraltro parlando di una didascalia forse nemmeno a lui attribuibile e sottolineando il possibile influsso francese...), faccio notare che non intendevo elevarlo agli altari, tanto più che all'esito di quanto rintracciato mi ero convinto (e tale rimango) della bontà dell'opzione cotta d'arme.
Quella segnalazione andava fatta, e ho provveduto.

Spigolando qua e là tra le quanto ho in casa, ho trovato:
Cotta d'arme in Santi Mazzini, Araldica ecc. (prego no comment).
Cotta d'arme in Caratti Valfrei, Araldica ecc.
Cotta in Balestrucci, La festa in armi ecc. (cita un araldo al torneo di Novauz nel Lancillotto di C. de Troyes, per quanto non attinente all'Italia, sarebbe interessante sapere che diceva in proposito il de Troyes. Quei testi sembra siano stati importanti nello sviluppo e nella diffusione dell'araldica... magari anche dei costumi dei primi araldi... mah!? [hmm.gif]

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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Cronista di Livonia » martedì 6 settembre 2011, 5:24

Sul Bascape' possiamo dire che prendere una cantonata non significa prendere solo cantonate, fra l'altro all'epoca (dell'Ordine della Mercede) era piuttosto giovane (forse trentenne forse meno, mi sembra sia scomparso ultranovantenne negli anni '90). Dubito che esistano esperti perfetti in circolazione, gente che non sbaglia mai un colpo.
Detto cio', naturalmente il Bascape' puo' anche essere in errore.

Sulla cotta d'arme o d'armi come dimostrato entrambi i nomi sono validi. Visto che in italiano si parla d'arme o arma quando si intende uno stemma potrebbe anche essere cotta d'arma, ma suona malissimo, visto che le armi sono spesso composite (inquartate) arme o armi sono oltre che provate anche abbastanza logiche. Se poi qualcuno preferisce usare cotta d'armi per la cotta di maglia di ferro, prego, libero, ma l'utilizzo non e' esclusivo.
Cordialmente,

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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda antonio_conti » martedì 6 settembre 2011, 9:33

Cronista di Livonia ha scritto:Sul Bascape' possiamo dire che prendere una cantonata non significa prendere solo cantonate, fra l'altro all'epoca (dell'Ordine della Mercede) era piuttosto giovane (forse trentenne forse meno, mi sembra sia scomparso ultranovantenne negli anni '90). Dubito che esistano esperti perfetti in circolazione, gente che non sbaglia mai un colpo.
Detto cio', naturalmente il Bascape' puo' anche essere in errore.



Scelte cavalleresche? E se aprissimo una discussione nella sezione appropriata? [wink_smilie.gif]

Cronista di Livonia ha scritto:Sulla cotta d'arme o d'armi come dimostrato entrambi i nomi sono validi. Visto che in italiano si parla d'arme o arma quando si intende uno stemma potrebbe anche essere cotta d'arma, ma suona malissimo, visto che le armi sono spesso composite (inquartate) arme o armi sono oltre che provate anche abbastanza logiche. Se poi qualcuno preferisce usare cotta d'armi per la cotta di maglia di ferro, prego, libero, ma l'utilizzo non e' esclusivo.
Cordialmente,

Il Cronista di Livonia


Concordo e mi pare che le fonti italiane facciano lo stesso.

Aggiungo.
Ho finalmente ritrovato, nel marasma di carte che sommerge i miei pensieri sulla materia che ci affratella, le fotocopie della voce araldica del Manaresi per l'Enciclopedia Traccani (1929).
Circa l'abituccio l'a. non si sbilancia: "Gli araldi portavano una divisa costituita da un ampio vestito che arrivava fino al ginocchio ed era ornata davanti e di dietro dallo stemma del signore.".
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda adj » martedì 6 settembre 2011, 10:00

Piccola curiosità.
Anche "tabarro" può avere una valenza liturgica. Il Grande dizionario della lingua italiana della UTET (Battaglia, poi Barberi Squarotti) alla voce tabarro riporta, come seconda definizione:
Sopravveste indossata da ecclesiastici o devoti in occasione di cerimonie o processioni.

Non trattandosi di testo tecnico, sia per tabarro che per dalmatica è ignorato qualsiasi legame con le vesti degli araldi. Si ricorda solo che la dalmatica era la tunica indossata dagli imperatori per l'incoronazione.
Ulteriore pasticcio: il Battaglia definisce la dalmatica come un'ampia tunica "munita di larghe maniche lunghe fino al polso", anche se poi precisa che è stata mantenuta nella liturgia latina "accorciata, scollata e aperta ai lati ... (e talvolta ebbe anche le maniche aperte)".
Il che dimostra che anche i cruscaioli possono avere difficoltà quando si addentrano nel significato tecnico di certi termini.

Alla voce "cotta" viene però riportato anche il significato di nostro interesse:
Sopravveste di seta o di altro tessuto (detta anche cotta d'arme) senza maniche, lunga fino ai ginocchi, che i cavalieri e gli araldi portavano sopra l'armatura.
adj
 

Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Franco Benucci » martedì 6 settembre 2011, 13:50

Tilius ha scritto:
adj ha scritto:Continuando nell'esplorazione dei termini utilizzati, Agostino Umicalia, Memorie istoriche della guerra tra l'Imperiale casa d'Austria e la Reale casa di Borbone, 1736, p. 615, si cava d'impaccio aggirando il problema (http://books.google.it/books?id=rchCAAA ... &q&f=false): Poi i Re d'armi d' Austria, di Spagna, di Boemia, di Ungheria, di Borgogna, tutti a cavallo colle sopravesti, e divise del loro uffizio.

Sopraveste non é male, ma troppo generico (tant'é che richiede la specificazione "del loro uffizio").
adj ha scritto:in Giuseppe Manara, "Storia dell'ordine di Malta ne' suoi gran maestri e cavalieri ", 1846, traduzione dell'opera francese di Saint-Allais, L'ordre de Malte, ses Grands-Maîtres et ses Chevaliers.
Il testo francese, a p. 197 (http://books.google.it/books?id=m68NAAA ... ue&f=false) recita:
...subreveste rouge, dite aussi cotte d'armes ou dalmatique...
Mentre a p. 26 (http://books.google.it/books?id=m68NAAA ... es&f=false) recita soltanto:
...des soubrevestes rouges en forme de dalmatique...

Anche la dalmatica infatti, così come la cotta, è una sopraveste/soubreveste, di cui va specificata la forma...
Quanto al tabarro liturgico reperito da Adj, in fondo il piviale è, morfologicamente, una sorta di tabarro, meno maneggevole e più delicato...
Franco Benucci
 

Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Franco Benucci » martedì 6 settembre 2011, 23:01

antonio_conti ha scritto:un araldo al torneo di Novauz nel Lancillotto di C. de Troyes, per quanto non attinente all'Italia, sarebbe interessante sapere che diceva in proposito

Nel Lancelot l'araldo (hiraz, nominativo) compare due volte, ma sempre senza abituccio, e l'unica cotte, citata nel glossario finale, è quella d'armi (haubert, haubers al nominativo). Non per questo ne deduciamo che Chrestien avrebbe detto dalmatique ;)
Per eventuali verifiche o altri ritrovamenti: http://books.google.com/books?id=r0gCAA ... &q&f=false
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 7 settembre 2011, 13:02

adj ha scritto:Piccola curiosità.
Anche "tabarro" può avere una valenza liturgica. Il Grande dizionario della lingua italiana della UTET (Battaglia, poi Barberi Squarotti) alla voce tabarro riporta, come seconda definizione:
Sopravveste indossata da ecclesiastici o devoti in occasione di cerimonie o processioni.

Non trattandosi di testo tecnico, sia per tabarro che per dalmatica è ignorato qualsiasi legame con le vesti degli araldi. Si ricorda solo che la dalmatica era la tunica indossata dagli imperatori per l'incoronazione.
Ulteriore pasticcio: il Battaglia definisce la dalmatica come un'ampia tunica "munita di larghe maniche lunghe fino al polso", anche se poi precisa che è stata mantenuta nella liturgia latina "accorciata, scollata e aperta ai lati ... (e talvolta ebbe anche le maniche aperte)".
Il che dimostra che anche i cruscaioli possono avere difficoltà quando si addentrano nel significato tecnico di certi termini.

Alla voce "cotta" viene però riportato anche il significato di nostro interesse:
Sopravveste di seta o di altro tessuto (detta anche cotta d'arme) senza maniche, lunga fino ai ginocchi, che i cavalieri e gli araldi portavano sopra l'armatura.


Tutto interessante.
Segnalando "cotta d'arme" nel Vocabolario della Crusca, avevo riportato il link relatovo a cotta in senso generale, che ripeto http://www.lessicografia.it/Controller?lemma=COTTA per utilità di coloro ai quali fosse sfuggito.
a.
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda antonio_conti » mercoledì 7 settembre 2011, 13:56

Franco Benucci ha scritto:
antonio_conti ha scritto:un araldo al torneo di Novauz nel Lancillotto di C. de Troyes, per quanto non attinente all'Italia, sarebbe interessante sapere che diceva in proposito

Nel Lancelot l'araldo (hiraz, nominativo) compare due volte, ma sempre senza abituccio, e l'unica cotte, citata nel glossario finale, è quella d'armi (haubert, haubers al nominativo). Non per questo ne deduciamo che Chrestien avrebbe detto dalmatique ;)
Per eventuali verifiche o altri ritrovamenti: http://books.google.com/books?id=r0gCAA ... &q&f=false


Grazie!
Sì, in effetti cotta è inteso come usbergo. L'autore scriveva ai primordi dell'affermazione del sistema araldico... chissà che cosa furono gli araldi in quel periodo [hmm.gif] , probabilmente non portavano un abito propriamente da araldo ma, se andava bene, una sopraveste con lo stemma del signore o uno scudetto appiccicato col vinavil :-D ... d'altra parte quello altro non è che l'abito degli araldi anche oggi, seppur riccamente ornato di tapezzarie, velluti e damascati, fili dorati, ricami, passamanerie sontuose... L'abituccio che ho confezionato io è in effetti una cotta d'arme da battaglia [knight.gif] , più che da cerimonia solenne [king.gif]
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Guido5 » domenica 25 settembre 2011, 18:41

Cari amici,
non ho titolo per salire in cattedra ma permettetemi qualche osservazione, anche se lascio a ciascuno di trarre le conclusioni. Comincio dalla fine rilevando che il "tabarro" con valenza liturgica si chiama piviale. Tabarro è d'altra parte un mantello senza particolari ornamenti, come la "caparèla" usata dai contadini romagnoli fino a una cinquantina d'anni fa, evolutosi nel "pipistrello" così di moda nell'ottocento.
Circa cotta e dalmatica per il Devoto-Oli è questione di centimetri: fino al ginocchio la prima, sotto il ginocchio la seconda. E, per quanto riguarda l'uso "laico" della dalmatica, ecco quanto riporta Du Cange nel "Glossarium ad scriptores mediae et infimae Latinitatis":

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Aggiungo che, a mio parere, quello che, per somiglianza, rende immediatamente l'idea è proprio la dalmatica o (ma ha il difetto di non essere una parola sola) una lunga e larga T-shirt.

Ciao a tutti!
Guido5

P.S. - Per quanto riguarda la lingua francese, rimando a http://www.cnrtl.fr/.
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Franco Benucci » domenica 25 settembre 2011, 22:15

Guido5 ha scritto: Comincio dalla fine rilevando che il "tabarro" con valenza liturgica si chiama piviale. Tabarro è d'altra parte un mantello senza particolari ornamenti... Circa cotta e dalmatica per il Devoto-Oli è questione di centimetri: fino al ginocchio la prima, sotto il ginocchio la seconda.

Franco Benucci ha scritto:(6 settembre) Quanto al tabarro liturgico reperito da Adj, in fondo il piviale è, morfologicamente, una sorta di tabarro, meno maneggevole e più delicato...

Franco Benucci ha scritto:(5 settembre) Cotta è quella a mezza coscia col merletto in fondo dei parroci e chierichetti (cfr cotta e stola)... Queste sono proprio dalmatiche come quelle dei diaconi
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda adj » domenica 25 settembre 2011, 22:45

Guido5 ha scritto:Aggiungo che, a mio parere, quello che, per somiglianza, rende immediatamente l'idea è proprio la dalmatica o (ma ha il difetto di non essere una parola sola) una lunga e larga T-shirt.


Nooo, la T-shirt noooo! [crybaby.gif]
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Tilius » domenica 25 settembre 2011, 22:57

T-shirt of the Kings of Arms...
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Guido5 » lunedì 26 settembre 2011, 2:44

Franco Benucci ha scritto:Cotta è quella a mezza coscia col merletto in fondo dei parroci e chierichetti (cfr cotta e stola)... Queste sono proprio dalmatiche come quelle dei diaconi

Immagine
Processione delle palme in piazza San Pietro. Il Papa indossa il piviale, i due cardinali diaconi la dalmatica, i due cerimonieri (quello a destra è il "maestro delle celebrazioni liturgiche pontificie" mons. Guido Marini) la cotta. Sempre di sopravvesti si tratta: sotto il piviale e sotto la dalmatica c'è il camice; sotto la cotta l'abito talare.
adj ha scritto:Nooo, la T-shirt noooo!

Anche se la mia era solo una "boutade", meglio T-shirt (lunga e larga) di tabarro, senza contare che c'è il rischio di farsi capire meglio da un liceale di oggi. Mi scuso poi con Franco se mi è sfuggita l'ultima riga del suo intervento del 6 settembre.

Ciao a tutti!
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 26 settembre 2011, 9:07

Aggiungo alla lista dei nomi anche quello di "sorcotto" che nei testi ho ancora incontrato come riferito alla veste stemmata dell'araldo.
A mia memoria posso solo osservare che "cotta d'arme" e "tabarro" siano quelli incontrati più di sovente.
F.
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Das man erschlagen, weil es fremd und stumm…»
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Re: Tabarri dei Re d'Armi

Messaggioda adj » lunedì 26 settembre 2011, 9:31

Guido5 ha scritto:
adj ha scritto:Nooo, la T-shirt noooo!

Anche se la mia era solo una "boutade",

Immaginavo (speravo) che stessi scherzando.
Forse è sfuggito che anche la mia replica era scherzosa.
meglio T-shirt (lunga e larga) di tabarro,

Ma allora dicevi sul serio! [crybaby.gif]
senza contare che c'è il rischio di farsi capire meglio da un liceale di oggi.

Il fine giustifica i mezzi? [hmm.gif]
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