da Moscjon » lunedì 19 settembre 2011, 16:48
Da “Cenni storici su alcune famiglie ‘ragguardevoli’ di Spilimbergo”, di Lelia Sereni; nel libro “Spilimberc”, ediz. 1984.
pag. 125, 126, 127, 128:
.... Cisternino detto Agrippa, il quale nel 1604 fu investito a feudo dal Luogotenente della Patria del Friuli di una braida nella Tavella di Spilimbergo e d’un campo col carico d’una pernice all’anno da darsi al Luogotenente ........
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...... nel 1654 l’investitura del dottor Giacomo Cisternino, figlio di Agrippa, nella giurisdizione civile e criminale maggiore e minore in prima istanza di S. Pietro in Tavella presso Udine con gli annessi terreni. Assieme a lui vennero investiti del feudo consorziale altri cittadini popolari di Spilimbergo .....
personaggio scomodo, questo Giacomo Cisternini era guardato con sospetto dalla famiglia dei Signori di Spilimbergo, poiché sosteneva apertamente i popolari. Nel 1635 si era addirittura arrivati ad una sentenza di bando contro Giacomo Cisternini e Gregorio Balzaro pronunciata, ad istanza degli Spilimbergo, da Michele Priuli provveditor generale della Patria. Il motivo era quello di aver spezzato e gettato nottetempo nella fossa un certo stemma in pietra dei consorti di Spilimbergo, posto sul muretto esterno del ponte. A questo segno di spregio – ma tra il popolo correva voce che la pietra fosse stata volutamente spezzata dagli stessi Signori di Spilimbergo – se ne erano aggiunti diversi altri, che avevano accresciuto lo stato di tensione ...... si era arrivati ad un punto tale che nel 1656 i consorti avevano tentato, sia pure inutilmente, di far sì che il Veneto Dominio restituisse alla condizione cittadina le famiglie dei giusdicenti di S. Pietro in Tavella. I Cisternini rimasero dunque nobili .......
........ nel Seicento i legami tra questa famiglia e quella dei Monaco, pure investiti di una quota del feudo consorziale di S. Pietro in Tavella, si fanno più stretti per tutta una serie di matrimoni. Il nob. dott. Gio. Batta Cisternini sposò infatti in prime nozze una Orsola Monaco del q. Giacinto e dei suoi cinque figli, Giulia andò sposa nel 1692 a Gio. Francesco Monaco e Agrippa (II) prese in moglie Giacomina Monaco, sorella di Gio. Francesco. Con il loro unico figlio, Agrippa (III), si estinse la famiglia dei Cisternini, poiché il giovane appena ventenne, ottenuto nel 1752 il permesso dei Provveditori dei Feudi, rinunciò, per farsi prete, al suo carato di giurisdizione (e beni feudali annessi) ai convassalli Giuseppe e Bernardino Monaco, affinché da essi gli fosse costituito il patrimonio ecclesiastico.
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Famiglia Monaco: “.... si erano trapiantati a Spilimbergo tra il 1554 e il 1564 in condizione popolare .......
Tre fratelli, che nei registri parrocchiali vengono detti di Bergamo, diedero origine ad altrettanti rami della famiglia ......
........... devolutasi allo Stato la giurisdizione di S. Pietro in Tavella presso Udine, per l’estinzione della nobile famiglia udinese dei Candidi, avevano richiesto di esserne investiti a loro volta. Così i due cugini Giovanni q. Francesco e Girolamo q. Gio. Batta Monaco, assieme ai Cisternini, Reggio e Contardo, avevano ottenuto con decreto del Senato, nel 1654, il feudo di S.Pietro in Tavella, un feudo assai modesto visto che si limitava a “due o tre case di paglia e una piccola chiesuola con quattro campi dei Padri del Carmine”. Ma, come avevano dichiarato gli aspiranti a questo minuscolo feudo consorziale, il motivo che li aveva indotti a formulare la richiesta era stata l’intenzione di avere il titolo di giurisdicenti “non principalmente perché speriamo civanzar neanche una formazione di processo in decenne di anni, ma perché con le nostre famiglie e discendenti tutti siamo affatto sotratti dal giudizio d’altri giurisdicenti in civil e criminale minore e maggiore”.
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Famiglia Reggio: “..... la famiglia Reggio è quella che meno a lungo abitò a Spilimbergo. Da Ulvino, che fu medico salariato a S. Daniele e nel 1629 si trasferì a Udine, nacquero infatti sei figli, uno solo dei quali, Tommaso, possedette per qualche tempo a Spilimbergo una casa di ragione feudale aderente all’ospedale di S. Giovanni Battista. Dei suoi fratelli si sa che il medico Prospero, abitante a Tauriano di Spilimbergo, ...... fece donazione a Tommaso della sostanza, assegnatali con la Ducale del 1654. Ma quest’ultimo, che si era laureato in legge, nel 1666 preferì cedere la sua casa ai Signori di Spilimbergo e trasferirsi a Udine, dove già abitava parte della famiglia; stabilitosi probabilmente nel borgo di S. Lucia, nel 1678 fu accolto, sopra sua istanza, nel Consiglio nobile udinese, troncando definitivamente i legami con la città di origine.”
Sui Contardo:
Il "Rutilio Contardo" da te citato, dovrebbe essere il notaio Rutilio Contardo, nativo di Tramonti (atti dal 1583 al 1595).
Vedi anche, presso la biblioteca V. Joppi di Udine, la raccolta delle genealogie redatte dal conte del Torso, sotto la famiglia nobile Contarti (nel cartolare 162/IV).