Curiose presenze araldiche

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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » venerdì 26 agosto 2011, 9:28

Caro Antonio,

molto interessante la tua segnalazione; in effetti il "capitolo" degli araldi nelle corti italiane non è ancora stato tratteggiato - solo Luisa Gentile, se ben ricordo, ha dedicato uno studio a quelli sabaudi - ed è curioso il termine "persevante" come si colleghi ai "Pursuivants", ufficiali araldici ancora oggi esistenti al College of arms (Porticullis, Bluemantle, Rouge croix e Rouge dragon).

È ragionevole supporre che di araldi italiani ne dovessero esistere eccome - Nel Bascapè mi pare vi sia un immagine di un bel tabarro di un araldo italiano del XVI s. - sebbene a memoria non riesca a ricordare immagini coeve con sorcotti o tabarri espressamente araldici con l'arme dei loro signori tranne i casi sabaudi riportati dalla Gentile.

Ciao,

F.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » venerdì 26 agosto 2011, 11:08

Franz Joseph von Trotta ha scritto:Caro Antonio,
è curioso il termine "persevante" come si colleghi ai "Pursuivants", ufficiali araldici ancora oggi esistenti al College of arms (Porticullis, Bluemantle, Rouge croix e Rouge dragon).



Sì, inoltre toglie ogni dubbio sulla reale funzione dell'araldo urbinate.

Franz Joseph von Trotta ha scritto:È ragionevole supporre che di araldi italiani ne dovessero esistere eccome - Nel Bascapè mi pare vi sia un immagine di un bel tabarro di un araldo italiano del XVI s. - sebbene a memoria non riesca a ricordare immagini coeve con sorcotti o tabarri espressamente araldici con l'arme dei loro signori tranne i casi sabaudi riportati dalla Gentile.

Ciao,

F.


Nello statuto dell'Ordine napoletano dell'Ermellino era previsto un araldo.

Riguardo al caso urbinate occorre aggiungere che nei pochissimi elenchi del personale di corte conosciuti (due coevi di fine Quatrocento) e uno del secolo successivo, non si rintraccia un araldo e nemmeno un persevante... Forse gli Ordini et officij erano anche una sorta di manifesto della corte perfetta del signore rinascimentale, non sempre applicato in pieno.

La figura dell'araldo è inserita nel capitolo dedicato al personale subalterno da impegnare in guerra. Nelle cronache che ho potuto leggere l'ufficio di messaggero, talvolta attribuito agli araldi, era svolto in realtà dai segretari (per ambasciate più importanti) o dai trombetti che si presentavano nel campo avversario sventolando pennone con l'emblema del signore attaccato alla lunga tromba.

a.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 26 agosto 2011, 11:38

antonio_conti ha scritto:(...)non si rintraccia un araldo e nemmeno un persevante... Forse gli Ordini et officij erano anche una sorta di manifesto della corte perfetta del signore rinascimentale, non sempre applicato in pieno.
La figura dell'araldo è inserita nel capitolo dedicato al personale subalterno da impegnare in guerra. Nelle cronache che ho potuto leggere l'ufficio di messaggero, talvolta attribuito agli araldi, era svolto in realtà dai segretari (per ambasciate più importanti) o dai trombetti che si presentavano nel campo avversario sventolando pennone con l'emblema del signore attaccato alla lunga tromba.
a.

Queste considerazioni sono di particolare rilievo, carissimo Antonio.

Se i documenti testimoniassero l'assenza del competente soggetto attivo (l'araldo) anche nelle altre corti italiane, ci darebbero forse uno dei motivi per spiegarci come mai (nelle successive epoche moderna e contemporanea) l'araldica nostrana abbia patito di subalternità rispetto alle "consorelle" europee (e alla francese in particolare).

In quest'ultima ottica, non appare casuale la presenza di araldi alla corte sabauda, testimoniata dagli studi della Gentile sopra citati da FJVT.

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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » sabato 27 agosto 2011, 0:31

Caro frate,
ricordo di aver letto un'interessante riflessione di Ferruccio Ferruzzi negli atti del XXIII Congresso internazionale di scienze genealogica e araldica (svoltosi a Torino nel 1998) proprio sulla peculiarità del caso italiano dove i veri interpreti dell'araldica furono gli artisti (talvolta anche famosi) e gli artigiani. A loro dobbiamo le belle forme medievali e rinascimentali, poi un po' standardizzate o (credo si possadire) impoverite nei secoli successivi, soprattutto quando si intese uniformare il tutto con consulte, giunte, commissioni e uffici.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » sabato 27 agosto 2011, 0:55

Circa la presenza dell'araldo a Urbino, aggiungo un altro brano degli Ordini et officji che riguarda parte delle categorie comprese (come l'araldo) nel citato capitolo 47. Dà l'idea della considerazione che si aveva per questo tipo di personale. Pur essendo previsto nell'organico ideale, forse non si disdegnava, all'occorrenza, l'uso di cosiddetti araldi non insediati, forse…

"Cap. II Convenientia del Maestro de casa
(…)
E perché ha a rapresentare l'auctorità de signore è necessario che’l sia homo grave de sufficientia et de doctrina, et de costumi optimi e de gran c[riter]io eper la sua integrità temuto et amato; (…).

De' essere adverente anchora de acarezare et premiare in nome del signore tucti li trombecti e sonatori de gran signore e che fussino per sé stessi boni sonatori; et questi expedirli in omne modo presto, excepto se'l signore non li volesse retenere qualche dì o per pigliarse piacere de la virtù sua o per honorare li signori loro. Ad altre generazione de trombecti o de comunità basse o de conduthierotti o de contistabili et de simili se vole darli qualche cosa per seguire el commune errore, ma non perciò che’'l premio sia de natura ch’elli habino a retornare troppo spesso, e multo meno cum buffoni desonesti et scurre exosi ed omne honesto et iusto vivere.
(…)".


a.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » sabato 27 agosto 2011, 11:45

Va bene, due cose serie le abbiamo dette anche in questa ocasione di svago estivo di feste medievali o giù di lì... [holiday.gif]
Qualcono lo saprà già per vie traverse, qualcono l'avrà immaginato... è giunto il momento di svelare chi è l'araldo Montefeltro.

Immagine

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oui, je suis le héraut Montefeltro [blush-anim-cl.gif]. Dopo tante ricerche da araldista per questa famiglia, mi è parso giusto calarmi nella parte dell'araldo...[wink_smilie.gif]

L'abitino l'ho confezionato con le mie manine d'oro. Non è venuto malaccio [sweatdrop.gif] . Per il prossimo anno l'insieme andrà migliorato [yes.gif]

a.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franco Benucci » sabato 27 agosto 2011, 12:36

O' Barone IV ha scritto:forse è una sbandieratrice
[hmm.gif]
Franco Benucci
 

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » sabato 27 agosto 2011, 13:53

Franco Benucci ha scritto:
O' Barone IV ha scritto:forse è una sbandieratrice
[hmm.gif]


:-D :-D :-D
che gambe eeeh!?!? [clapping.gif]
Ma l'attenzione andava prestata all'abituccio [bangin.gif]
[wink_smilie.gif]

Antonio :D :D :D
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda O' Barone IV » sabato 27 agosto 2011, 17:25

antonio_conti ha scritto:
Franco Benucci ha scritto:
O' Barone IV ha scritto:forse è una sbandieratrice
[hmm.gif]


:-D :-D :-D
che gambe eeeh!?!? [clapping.gif]
Ma l'attenzione andava prestata all'abituccio [bangin.gif]
[wink_smilie.gif]

Antonio :D :D :D

[ops.gif]
l'abituccio è senz'altro bello :D
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda bardo » domenica 28 agosto 2011, 18:08

Faccio una domanda forse un po' sciocca: è possibile che la figura dell'araldo o persevante sia stata mutuata dal contesto inglese?
Gli Ordini et officij sono stati scritti a fine Quattrocento, quindi dopo il conferimento dell'Ordine della Giarrettiera a Federico da Montefeltro?

un saluto ;)
Luca
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » martedì 30 agosto 2011, 0:15

Caro Luca,
chissà quante cose strabilianti raccontò Pietro Ubaldini della Carda al suo ritorno dal viaggio in Inghilterra, compiuto quale procuratore del duca di Urbino per l'installazione del nuovo cavaliere della Giarrettiera. Forse anche dei numerosi araldi e persevanti presenti nella corte di Edoardo IV [king.gif] .
Allora, chissà... forse...

Tuttavia Federico da Montefeltro e suo figlio Guidobaldo, furono molto legati alla casa reale degli Aragona dove fino al quarto decennio del Quattrocento operò
il celeberrimo araldo Sicille e dove, negli statuti dell'Ordine dell'Ermelllino fondato da Ferdinando I, era prevista la figura dell'araldo. Probabilmente l'araldo aragonese fu incontrato dal conte di Urbino nell'estate del 1474 quando venne solennemente aggregato all'Ordine partenopeo.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franco Benucci » martedì 30 agosto 2011, 17:51

La differenza potrebbe essere di pochi anni... però il termine persevante, come già osservato sopra da FJvT, è chiaramente un prestito dal francese poursuivant, quindi l'origine è verosimilmente la corte inglese e non quella aragonese, dove ci sarà stato qualcosa del tipo di (castigliano) persiguiente...
Franco Benucci
 

Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » martedì 30 agosto 2011, 18:55

Franco Benucci ha scritto:La differenza potrebbe essere di pochi anni... però il termine persevante, come già osservato sopra da FJvT, è chiaramente un prestito dal francese poursuivant, quindi l'origine è verosimilmente la corte inglese e non quella aragonese, dove ci sarà stato qualcosa del tipo di (castigliano) persiguiente...


Il ternime, nelle diverse declinazioni, doveva essere diffuso un tutta Europa.
Massimo Papi, nella sua edizione del Blasone dei colori dell'araldo Sicille (araldo di Alfonso V) scrive: poursuyvant, presumo traendolo direttamente dal testo originale.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda antonio_conti » martedì 30 agosto 2011, 19:15

Va detto che il Sicille fu d'apprima araldo di Pietro di Lussemburgo prima e poi di Luigi duca d'Angiò e re di Gerusalemme, e in fine dell'aragonese.
a.
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Re: Curiose presenze araldiche

Messaggioda Franco Benucci » martedì 30 agosto 2011, 23:38

antonio_conti ha scritto:Il termine, nelle diverse declinazioni, doveva essere diffuso un tutta Europa.
Massimo Papi, nella sua edizione del Blasone dei colori dell'araldo Sicille (araldo di Alfonso V) scrive: poursuyvant, presumo traendolo direttamente dal testo originale. Va detto che il Sicille fu d'apprima araldo di Pietro di Lussemburgo prima e poi di Luigi duca d'Angiò e re di Gerusalemme, e in fine dell'aragonese.

Il termine anche sì, ma qui stiamo parlando della sua forma grafico-fonetica, specifica di ogni varietà (e non di declinazioni = classi flessive: al massimo in galloromanzo antico -s/0//0/-s). Anche AQVA è termine universalmente presente, ma acqua, agua, aga, eva, eau, ecc. sono forma specifiche di diverse varietè romanze (e così wasser e water sul lato germanico).
Sicille quando ha scritto il suo Blasone per chi araldizzava? Cioè, in che lingua parlava la corte che gli pagava lo stipendio? L'editore cosa dice del ms. originale e della lingua in cui era redatto?
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