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dal sito Archivio di stato Firenze
http://www.archiviodistato.firenze.it/siasfi/cgi-bin/RSOLSearchSiasfi.pl?_op=getsprod&id=IFDB2279XX&_language=eng&_selectbycompilationdate=SI&curwin=thirdwindowCon l'estinzione della famiglia Medici (1737), il peso politico del Senato si ridusse ulteriormente. Un ultimo richiamo alla sua antica centralità costituzionale si ebbe quando il granduca Cosimo III, in cerca di legittimazione per la candidatura alla successione della propria figlia Anna Maria, fece approvare dall'assemblea il motuproprio con cui il 27 novembre 1713 destinava l'Elettrice palatina al governo della Toscana. Sostenendo gli ultimi Medici prima e proponendo soluzioni dinastiche alternative che comunque salvaguardassero la "libertà" fiorentina poi, il ceto dirigente toscano interveniva compatto nel dibattito internazionale sui destini politici del Granducato in difesa di quel sistema istituzionale che risaliva ai diplomi di Carlo V e alle "Ordinazioni" e che aveva come asse portante proprio il Senato. Quando, però, il Granducato fu definitivamente assegnato a Francesco Stefano di Lorena, il Senato medesimo non poté che prenderne atto e riconoscere il nuovo principe, la cui investitura fu celebrata il 24 gennaio 1737. Con la dinastia lorenese al potere e la riorganizzazione dei sistemi di governo e amministrativi da questa promossa, il Senato dei Quarantotto perse ogni rilevanza. Dal 1738, per oltre vent'anni, non furono più nominati senatori, cosicché i membri dell'assemblea si ridussero progressivamente da 43 nel 1737 a 15 nel 1757. Quando, tra il 1761 e il 1764, furono nominati 20 nuovi senatori, fu soprattutto in funzione del disegno di riconciliazione tra la casa regnante e la classe dirigente toscana, avviato dopo la sostituzione del conte di Richecourt con il maresciallo Botta Adorno, quale governatore e rappresentante del granduca a Firenze (1757). Emblematicamente con il 1739 si interrompe la serie documentaria delle Provvisioni approvate da questo organo consiliare, al quale non fu più riservato nemmeno il riconoscimento formale di pubblicare le leggi. L'abolizione ufficiale del Senato dei Quarantotto fu decretata dal governo francese, il 9 marzo 1808
pierluigi
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