da MMT » mercoledì 13 luglio 2011, 0:19
Ho avuto modo di leggere un breve saggio di Tommaso di Carpegna Falconieri su "Strenna dei Romanisti" del 2010: Figli di imperatori e lavandaie, di pellegrini e imperatrici. I bastardi tra storia e finzione. L'autore sostiene in effetti che nell'alto medioevo la condizione dei figli naturali non era tutto sommato sfavorita e che andò via via facendosi più difficile e complessa nel basso medioevo, con l'attenzione sempre maggiore riservata alla legittimità del vincolo matrimonionale, alla trasmissione patrimoniale per via paterna e ai sistemi di controllo sociale. Si passa poi a parlare del defectus natalium come impedimento per l'ordinazione sacerdotale e si riporta che era la Penitenzieria Apostolica, l'ente che concedeva la dispensa e si accenna anche al diritto dell'imperatore e privilegio dei suoi conti palatini legittimare i bastardi. L'autore passa poi ad analizzare la questione nella prosa e riporta un brano autobiografico di Cola di Rienzo che raccontava esser in realtà un figlio bastardo dell'imperatore Enrico VII e di sua madre niente di meno che al suo agusto nipote Carlo IV... cosa della quale tuttavia non sembra esser convinto nemmeno di Carpegna che pensa ad una contaminazione letteraria dell'epoca.
Ma credo siano di grande interesse soprattutto i riferimenti bibliografici che ci propone e che riporto di seguito:
- T. di Carpegna Falconieri, Il matrimonio ed il concubinato presso il clero romano (secoli VIII-XII) in "Studi storici", 41 (2000), 4, p. 943ss.
-E. Canepari, Svelare o occultare? L'eco delle nascite illegittime (Roma XVIII secolo) in "Quaderni storici", 121 (2006), p. 101ss.
-R. Bizzochi, Genealogie incredibili. Scritti di storia nell'Europa moderna, Bologna 1995 (2009 seconda rist.)
-T. Ranger E. J. Hobsbawm, a cura di, L'invenzione della tradizione, Torino 1994.
Questi ultimi saggi trattano della necessità di trovare un'origine, anche e soprattutto nelle grandi famiglie storiche, per evitare un'aura di "bastardigia" in senso lato.