E' giusto, tuttavia, considerare che “disordini” di cui stiamo parlando anche se abbastanza diffusi dovevano essere considerate eccezioni alla generale accettazione delle regole, specialmente in quei secoli, considerando il sentimento religioso delle nostre popolazioni e l'attaccamento alla Chiesa , cultura e punto di riferimento che accompagna il fedele dalla nascita alla morte.
Bisogna capire come pensavano a quel tempo, precisando il periodo storico. E' ovvio che oggi un sacerdote / parroco che ha un figlio diventa uno scandalo. Ma agli inizi del '500, valevano le stesse considerazioni?
Nel caso che citavo, che comunque non si tratta di una parrocchia di campagna ma di una grande diocesi, ho riscontrato un "ottica" completamente diversa da quelle che potremmo chiamare eccezioni. Prendendo in riferimento questo rettore, ho ritrovato una ventina di documenti in cui sono attori principali lui e la sua compagna. Anzi, spesso è la compagna che acquista beni (terreni) con la clausola che sarebbe stato il venerabile a pagarla. E che fosse tutto alla luce del sole, senza nessuno scandalo e malizia, lo da il fatto che in un atto quando si parla della compagna la si definisce "Mariae Rubei Venerabili Domini Johannes" cioè Maria Rossi del Venerabile GIovanni. Alcuni atti li stipula a casa della detta Maria. Acquistano terre in comunione di beni... insomma una vera e propria famiglia. Incomincia a stilare atti di donazione a tutela di lei, e dei figli...al tempo in cui le pensioni sociali erano un lontano miraggio.
Poi andando a analizzare le amicizie, viene fuori che il capo dei canonici è un figlio naturale di una potente famiglia locale, e che ha un figlio anche lui...che studia peraltro per diventare sacerdote...
Se poi andiamo a vedere chi era il capo della chiesa in quel periodo: Papa Alessandro VI (il famoso Borja) aveva almeno due figli...
Insomma in quella comunità religiosa, dove la maggior parte dei canonici aveva figli, sarebbe sembrato "strano" non averne.
E come diceva anche adj spesso c'erano le liti tra i canonici e il vescovo (l'unico peraltro a venire da fuori) legate al conferimento delle....prebende...
insomma...oggi magari ci potremmo scandalizzare, all'epoca forse gli scandali erano ben altri.
Altra cosa:
il fatto della divisione dei beni c'è sempre stata anche tra le famiglie di rango: la differenza sta nel fatto se venisse o meno indacato l'indivisibilità dei patrimoni cosa che incominciò ad essere in voga nel '600....più o meno.
Per il fatto invece dei figli nati fuori dal matrimonio, riporto questo breve esempio:
il pronipote del suddetto parroco, un astuto uomo d'affari, alla sua morte stila testamento:
3 delle quattro pagine sono dedicate al figlio naturale più piccolo! ne indicata i modi in cui deve essere allevato, impone agli eredi legittimi di accoglierlo come fratello nella loro casa, impone ad uno dei fratelli di curarne l'educazione, gli lascia soldi e terre. Istituisce degli arbitri per controllare che le sue volontà siano eseguite.
E se i fratelli mancassero questi obblighi, avrebbero perso diritto alla loro parte e i beni sarebbero andati a favore della chiesa.
insomma...cuore di papà
