Figlio...di un prete

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » giovedì 7 luglio 2011, 21:13

Gentilissimi,
volevo sottoporvi una situazione che mi è capitata recentemente, sfogliando alcune carte del 1571.
In un esame riguardante una eredità sono interrogati 3 testimoni che, mentre parlano, spiegano che una certa terra è tenuta da un individuo "il quale fu figliolo di XY curato di Z". Ora, vi è mai capitato un caso del genere?

Preciso che in realtà il curato in questione, da altre carte, appariva come Rettore di una chiesa, e non parroco, ma penso fosse comunque un sacerdote; tra l'altro, la famiglia era tra le più in vista nella comunità, e la cosa non pareva essere stata tenuta nascosta se tutti i testimoni la conoscevano e non avevano problemi a testimoniarla.
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda corbus » giovedì 7 luglio 2011, 21:38

Si...a me.
Ho trovato almeno tre casi, ma siamo all'inizio del '500. Diciamo che all'epoca, come mi ha spiegato anche un esperto archivista di curia, era frequente che religiosi avessero....famiglia. Per lo più in quel periodo il fatto era tollerato. In un atto ho trovato che il rettore (titolo riservato al parroco e non a un semplice religioso) officia il matrimonio della figlia. in un altro ne costituisce la dote: e nel caso lui morisse prima di onorare il patto, incarica i suoi fratelli di terminarlo e prendersi cura della figlia e della madre di lei. in un altro atto ancora, vende a favore dei figli i beni della canonica e alcuni terreni parrocchiali!! Per quanto riguarda le famiglie di origine, in effetti notavo che appartenevano a famiglie notabili delle zone adiacenti.
Poi... se vogliamo fare i pignoli...se i vescovi potevano avere figli...per quale motivo non i semplici curatori di anime!? :-)
Dopo il concilio di Trento...le cose diventano un po più complesse...e meno tollerate.
un saluto
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda pierluigic » giovedì 7 luglio 2011, 23:11

.
Appennino tra Pistoia e Bologna

.........................

Nel 1520 la famiglia è già connotata da un sacerdote (don Franco di Bartolomeo), concubinario come quasi tutti i sacerdoti dell’epoca e padre di tre figli (Domenico, Giovanni e Gregorio) a cui in seguito si aggiungerà Gian Giacomo. Don Franco nel 1520 è connotato dal termine Pistoresi, che in genere indica paternità (figlio di Pistorese) ma che qui non appare ben comprensibile dato che il padre risulta chiaramente Bartolomeo. Poteva venirgli dalla madre o da qualche eredità? Pistorese comunque non sembra indicare un’origine locale quanto, come nome proprio, la persistente attrazione economico – culturale di Pistoia, città nella quale non è escluso avesse conseguito gli ordini sacri. Nel 1520 la famiglia risulta così individuata: don Franco Pistoresi, Daniele, Pietro, Aymerico, Giuliano e Sebastiano tutti figli del fu Bartolomeo di Franco di Badi, Domenico, Giovanni e Gregorio figli del detto don Franco; Bartolomeo figlio del detto Pietro. I loro beni non sono particolarmente consistenti e il loro centro resta decisamente Mansovrana, un borghetto a qualche centinaio di metri dalla parrocchiale di S. Prospero:





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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 10:49

Grazie mille a tutti!
Sì, l'epoca è prima del concilio anche nel mio caso. L'esame testamento è del 1571, è vero, ma i testimoni parlano di fatti precedenti. Il rettore in questione ebbe la carica dal 1530 al 1564, e il figlio presumibilmente dovrebbe essere nato intorno al 1530, forse anche qualche anno prima. Una figlia, invece, dovrebbe essere nata intorno al 1510.
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 8 luglio 2011, 11:14

Venne la Controriforma e la Chiesa diede si una sterzata di rigore e serietà .
Un mio avo ( non ascendente diretto ! ;) ) il cardinale Agostino Valier svolse proprio allora la sua missione tra il clero "distratto" in Friuli ed in Istria e molti furono sacerdoti ricondotti allo stato laicale.

Saluti toto corde :D
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 11:31

GENS VALERIA ha scritto:Venne la Controriforma e la Chiesa diede si una sterzata di rigore e serietà .
Un mio avo ( non ascendente diretto ! ;) )


Gentilissimo,
Il suo antenato ha svolto un gran lavoro allora, dato che a quanto pare erano numerosi i casi di preti "distratti" :-)
nel mio caso invece si tratta proprio...di un ascendente diretto [cheers.gif] [cheers.gif]
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 8 luglio 2011, 11:43

In casi come questi , l'unico vero problema per il ricercatore è ricostruire il filo genealogico nonostante il cambio di cognome ( nel caso si fosse già formato all'epoca ) ma mi pare che lo scoglio sia stato superato brillantemente ! :D

S.
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 11:47

GENS VALERIA ha scritto:In casi come questi , l'unico vero problema per il ricercatore è ricostruire il filo genealogico nonostante il cambio di cognome ( nel caso si fosse già formato all'epoca ) ma mi pare che lo scoglio sia stato superato brillantemente ! :D

S.



In realtà la cosa buffa è che il cambio di cognome non c'è. Prima ho riportato l'esempio, ma sono passati 500 anni e penso nessuno si offenderà se pubblicherò i nomi e cognomi dei diretti interessati. Nell'esame testamentario è riportato un Gio. Paolo de Regibus de Ello (Redaelli) il quale fu figliolo di Gio. Pietro curato di Monteveggia". Dagli archivi parrocchiali sappiamo che il primo e il secondo curato di Montevecchia erano Redaelli. Il primo, Giacomino, fu in carica dal 1490 al 1530, il secondo, Gio. Pietro, dal 1530 al 1564.
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 8 luglio 2011, 12:20

Riconoscimento o omonimia ?
Sembrerebbe ci fosse stata una forma riconoscimento ... [hmm.gif] a meno che in zona il cognome del curato fosse diffuso .
Sarei curioso di leggere l'atto di nascita di Gio.Paolo ( ma dubito dell'esistenza dell' libro dei battesimi, obbligatorio solo successivamente ).
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda pierluigic » venerdì 8 luglio 2011, 13:24

.
interessante

----------------------------------

anche nel caso da me esposto non c’e’ cambio di cognome ( il prete ha gia’ un cognome alla fine del cinquecento )

I figli hanno il cognome del padre prete ,ma c’e’ di piu’ al prete era stata conferita una parrocchia su decisione della comunita’ quando era chiaro a tutti che lui era un prete sposato ed aveva dei figli

In quella piccola comunita’ di gente che faticava molto la religione era una religione semplice senza tanti ghirigori


Io pero’ credo che la cosa non si sia spenta col concilio di Trento ma sia continuata anche se al momento non mi vengono esempi


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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 13:45

GENS VALERIA ha scritto:Riconoscimento o omonimia ?
Sembrerebbe ci fosse stata una forma riconoscimento ... [hmm.gif] a meno che in zona il cognome del curato fosse diffuso .
Sarei curioso di leggere l'atto di nascita di Gio.Paolo ( ma dubito dell'esistenza dell' libro dei battesimi, obbligatorio solo successivamente ).


il cognome certamente non era poi così raro, ma è anche vero che la famiglia Redaelli con possedimenti in quel paese era una soltanto (diversa invece da un'altra famiglia omonima, ma senza terre nè appellativi di sorta). I battesimi partono dal 1564, se mai posso scannerizzarLe la pagina dove ho trovato scritto il fatto, però è in Archivio Diocesano, quindi dovrà aspettare la prossima volta che ci torno.

La famiglia in questione (con dimora in Brianza ma anche a Milano) vede il suo capostipite (o, almeno, quello che ho rintracciato io) in tale dominus Guglielmo de Regibus ( oppure de Regibus de Ello, a seconda dell'atto), morto prima del 1451; il suo nome compare nella compartizione dell'estimo del monte di Brianza, perchè il figlio dominus Pietro aveva diversi possedimenti in zona. Dalle carte che ho in mano posso dire che il "venerabilis dominus presbiter" Gio. Pietro de Regibus de Ello (abiatico del Pietro vivente nel 1451 e nipote del precedente rettore Giacomino Redaelli) era fratello del "dominus" Diamante. Gio.Pietro (a volte appare solo come Pietro, ma è sempre lui) ha per figli la "domina" Maddalena e il "dominus" Giovanni Paolo, che eredita delle terre appartenute al padre prete e alla chiesa (infatti ci fu un'altra famiglia che fu in lite con la chiesa per quest'usurpazione). A sua volta, Giovanni Paolo ha diversi figli, sempre appellati come domini.

Infine, cosa interessante, i Redaelli compaiono sì come possidenti già nel 1451, ma non a Montevecchia (dove abiteranno in seguito). In un elenco dei possidenti di Montevecchia del 1530 NON figurano ancora i Redaelli, quindi le terre che poi diverranno loro potrebbero essere state comprate/sottratte indebitamente alla parrocchia, visto che nella seconda metà del XVI secolo il catasto assegna a Giovanni Paolo Redaelli 116 pertiche in Montevecchia.
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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 13:49

si tratta di una piccolissima comunità anche nel mio caso, e la maggior parte delle terre era di prorpietà di famiglie nobili milanesi non residenti in paese, tranne qualche eccezione.

pierluigic ha scritto:.
interessante

----------------------------------

anche nel caso da me esposto non c’e’ cambio di cognome ( il prete ha gia’ un cognome alla fine del cinquecento )

I figli hanno il cognome del padre prete ,ma c’e’ di piu’ al prete era stata conferita una parrocchia su decisione della comunita’ quando era chiaro a tutti che lui era un prete sposato ed aveva dei figli

In quella piccola comunita’ di gente che faticava molto la religione era una religione semplice senza tanti ghirigori


Io pero’ credo che la cosa non si sia spenta col concilio di Trento ma sia continuata anche se al momento non mi vengono esempi


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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda pierluigic » venerdì 8 luglio 2011, 13:55

.



non osavo introdurre l’argomento

( non e’ pero’ il caso mi pare del mio prete ) per i preti sposati vi era anche il problema che poteva darsi fossero tentati di deviare le proprieta’ della chiesa verso i figli




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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda M.Brivio » venerdì 8 luglio 2011, 14:04

heheheh, l'ho introdotto io :-P

Allora lascio l'ennesima chicca di quella che sta diventando una telenovela cinquecentesca ( [jump.gif] ): la vedova di Giovanni Paolo Redaelli, "madonna" Margherita Soroldoni, nel 1571 fu scomunicata perchè aveva tirato uno schiaffo a un chierico di Montevecchia. Pare che l'origine del litigio fosse che la chiesa reclamava dei terreni appartenenti ai Redaelli :D


pierluigic ha scritto:.



non osavo introdurre l’argomento

( non e’ pero’ il caso mi pare del mio prete ) per i preti sposati vi era anche il problema che poteva darsi fossero tentati di deviare le proprieta’ della chiesa verso i figli




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Re: Figlio...di un prete

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 8 luglio 2011, 14:09

M.Brivio ha scritto:il cognome certamente non era poi così raro, ma è anche vero che la famiglia Redaelli con possedimenti in quel paese era una soltanto (diversa invece da un'altra famiglia omonima, ma senza terre nè appellativi di sorta). I battesimi partono dal 1564, se mai posso scannerizzarLe la pagina dove ho trovato scritto il fatto, però è in Archivio Diocesano, quindi dovrà aspettare la prossima volta che ci torno.

No grazie, gentilissimo, il mio interesse rigurdava l'eventuale forma dell'atto battesimale , da chi fu battezzato e come venivano presentati padre e madre.

S.:D
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