Buonasera, pierluigc.
Ormai le considerazioni sui Giorgi di Genazzano (non Genzano, che è un'altro paese) non mi "appartengono" più, ma la bellezza di questo gioco della ricerca genealogica non sta tanto in quello che cerchi, ma in quante
altre cose trovi.
La domanda sull'attendibilità del notaio Vincenzo me la sono posta anch'io fin dall'inizio. Infatti, fresco fresco di registrazione al forum, aprii un topic in cui chiedevo se questa cosa fosse attendibile. (E qualcuno giustamente mi rispose che forse era prima il caso che cercassi il
mio albero e poi pensassi a cercare questa conferma...)
A me sorprende soprattutto il numero di generazioni, che mi pare troppo scarso. Ci sono solo 9 generazioni tra Vincenzo e il capostipite, per un periodo di poco meno di 400 anni. Oltre 40 anni tra una generazione e l'altra?
Va detto che questo Vincenzo, oltre che Notaio, era archivista e curatore dell'archivio notarile della sua città, quindi il mestiere lo doveva conoscere per forza; a conferma di questo, all'archivio di Stato di Roma, a Galla Placidia, dove ora c'è il fondo di Genazzano, c'è un documento redatto da un successivo curatore dell'archivio; questo documento, mi pare dell'inizio del 1900, commenta l'inventario fatto da Vincenzo e lo definisce "congruo". Ma, magari, sul proprio albero genealogico Vincenzo sarà stato un po' meno pignolo.
Che non ci sia "Giorgio" lo vedo anch'io. Non so cosa dire. Ho trovato TANTA ripetitività nei nomi, ma "Giorgio Giorgi" suona proprio brutto e forse per questo è stato usato poco.
Ho pure trovato che un altro dei Giorgi Notai a Genazzano, Agapito (1722-?), si era proprio arricchito: la cartina che segue viene dal Catasto Gregoriano e ci ho riportato sopra SOLO le sue proprietà immobiliari in paese; quelle in campagna erano assai di più...

Sulla differenza sociale non posso che convenire: scorrendo l'albero di Genazzano, incontriamo 4 notai; a Valmontone non c'è nessuno che abbia una posizione socialmente equivalente; non è una prova, ma certo suggerisce una separazione netta tra le due famiglie.
Tutte queste cosette le ho cercate quando non riuscivo a sapere dove accidenti fosse finito l'archivio notarile di Valmontone, che DOVEVA esistere. Da qualche parte avevo letto che la comunità di Valmontone, verso il 1800, chiedeva a non ricordo quale autorità di assegnare un certo lavoro ad uno dei CINQUE notai che operavano in paese. All'archivio di Stato di Roma (S.Ivo alla Sapienza) c'è UN SOLO Notaio di Valmontone, Domenico Furia, del 1800 (e li ho scoperto che il mestiere mio, di mio padre, di mio nonno, ecc. origina almeno dal 1870, essendoci una ricevuta al principe Doria Pamphili per "lavoro muratorio").
All'archivio di Stato di Latina ho trovato i fogli matricolari (1876-1925), il che mi ha aperto altri orizzonti sulla diffusione del cognome un po' in tanti paesi della zona, su quali mestieri si facessero all'epoca, sul fatto che un mio prozio avesse ricevuto una medaglia di bronzo al Valor Militare nella Grande Guerra (nessuno me ne aveva mai parlato!
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). Ma notai, niente...
Poi, all'archivio di stato di Frosinone, qualcuno mi ha suggerito di provare a Velletri... ed eccomi qua a tediare gli amici del forum...
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