Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » mercoledì 29 giugno 2011, 10:36

RFVS ha scritto:
FP ha scritto:Bartolomeo fu (probabilmente) il primo della nostra famiglia che fu aggregato al Consiglio Generale...ritieni possibile che avesse fatta esplicita richiesta di ammissione essendo stato suo nonno materno l'Ill.mo Bernardino Tardioli, già Sindaco di Filettino e quindi appartenente a una famiglia di reggimento?
Mi viene in mente il caso analogo del Carpinelli, da te citato, che fu aggregato alla cittadinanza di Assisi in virtù del fatto che sua madre, una Pierleoni, apparteneva al ceto cittadino.

Lo ritengo possibilissimo !! Inoltre, come già ti accennavo, a regola la sua ammissione deve essere stata dibattuta in una seduta consiliare o della magistratura quindi dovresti trovarla all'incirca nel 1783, mese più, mese meno.

Ah, riguardo invece la bolla di cui al precedente post, che ne pensi della frase: "...et Magistros legitime natos ex dieta Civitate seu comitatu"? Cioè "...e Capi (?) legittimamente nati nella città o nel contado"? Per Capi cosa si intendeva? Militari? A Filettino si imbussolavano di diritto dottori, militari e persone privilegiate, ma stando alla bolla queste aggregazioni non davano luogo a successione.

bhè il termine "Capi" senza una specifica ha poco senso. Visto il periodo e il luogo direi senza ombra di dubbio che con Magistros si intendevano gli artieri/artigiani capi di bottega. Poi se con quel termine venissero designate altre categorie lavorative non saprei . . . visto il significato del termine forse potrebbero esservi ricompresi gli insegnanti, ma è un ipotesi che butto lì senza grande cognizione di causa.


Anch'io avevo pensato agli insegnanti o ai capi delle arti, ma penso si intendesse i militari; dottori e militari erano particolari persone. Zenobi dice che essere dottore o militare conferiva una nobiltà almeno personale, che da alcuni Consigli Civici era richiesta per l'ammissione.
Nella mia famiglia non ho mai trovato militari; solo nelle famiglie di alcune delle mogli dei miei avi c'erano dei Capitani, che venivano appellati "Illustrissimo Sig." e generalmente diventavano anche Sindaci, Officiali e Consiglieri. A volte si trovano come Depositari o Grascieri. Erano persone tenute in alta considerazione dal popolo. Hai qualche caso in famiglia?
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » mercoledì 29 giugno 2011, 11:17

FP ha scritto:Anch'io avevo pensato agli insegnanti o ai capi delle arti, ma penso si intendesse i militari; dottori e militari erano particolari persone. Zenobi dice che essere dottore o militare conferiva una nobiltà almeno personale, che da alcuni Consigli Civici era richiesta per l'ammissione.
Nella mia famiglia non ho mai trovato militari; solo nelle famiglie di alcune delle mogli dei miei avi c'erano dei Capitani, che venivano appellati "Illustrissimo Sig." e generalmente diventavano anche Sindaci, Officiali e Consiglieri. A volte si trovano come Depositari o Grascieri. Erano persone tenute in alta considerazione dal popolo. Hai qualche caso in famiglia?


Mi sembra strano, a dirti la verità, che con quel termine venissero indicati i militari. E' la prima volta che mi capita. In genere con il termine Magistro/Mastro/Maestro si intendeva, come hai detto, i capi delle arti proprietari di bottega. A questo proposito proprio quel mio avo Domenico aggregato nel 1802 era proprietario di alcune botteghe in cui avviò una fiorente attività di lavorazione del ferro battuto . . ed era appunto appellato Mastro . . .però ovviamente non doveva essere sempre per forza così ;)

Per adesso di militari in famiglia ante 1800 non ne ho trovati - anche se a dire il vero non per nulla indagato su questo aspetto.
L'unico - per il momento - è Pietro, figlio del suddetto Domenico, che fu Capitano Comandante della Guardia Civica nel 1848 e vi rimase anche dopo la trasformazione in Guardia Nazionale. (tra l'altro Pietro dovrebbe essere stato anche "Fisico professore").
IL fatto è che non saprei dove cercare eventuali avi militari. . .è una indagine che non mai fatto e sono un po' spiazzato . .
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 4 luglio 2011, 11:54

Breve di Sisto V del 24 gennaio 1587 "Quae pacis et tranquillitatis": Per la pace e la tranquillità che meritatamente conferiscono e preservano a noi e ai popoli, liberamente approviamo questo e altro decreto, perché miriamo proficuamente ad ottenerle. Così come statuiscono tutti i decreti del Consiglio Generale della Città e del nostro Contado di Jesi da quaranta e più anni, tra i quali vi è quello che nel numero dei Gonfalonieri e dei Priori della Città e del Comitato anzidetti non si ammettono se non coloro che già vi fossero stati ammessi, oppure coloro i cui padri o avi fossero stati elevati a questo onore e privilegio, così pienamente in questo decreto si mantiene [...] devesi ammettere a tale grado [di reggimento] li soggetti più idonei e possidenti [a condizione] che abbiano luogo del padre e dell’avo i quali, forniti di simili prerogative, si distribuiscono secondo il loro numero, quattro per palla gradatamente con estrazione una per bimestre a sostenere la pubblica rappresentanza.
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