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RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.
FP ha scritto:RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.
Oggi è stata una giornata fortunata: ho esaminato gli atti della Congregazione del Buon Governo, che contiene molti verbali consiliari del comune di Filettino e ho trovato che i Pompilj furono presenti per la prima volta nel Consiglio Civico il 31 agosto 1783 in persona del Sig. Bartolomeo Pompilj, fratello del mio sesto avo Giovanni Pompilj, che nel documento viene detto Officiale (carica del magistrato civico).
Ancora il 2 novembre 1783 Bartolomeo Pompilj risulta Officiale e compare fino al 27 dicembre 1795 come Consigliere. Avevo sbagliato: Sisto Pompilj non è solo il nome di un fratello di Bartolomeo e Giovanni, ma anche il nome di un figlio di Bartolomeo!
Quindi rileggendo con attenzione gli atti consiliari (anche alla luce di nuovi atti parrocchiali inviatimi dal parroco di Filettino) che erano già in mio possesso ho scopero che fu Sisto Pompilj juniore a ricoprire la carica di Consigliere nel 1815, ereditandola dal padre Bartolomeo...Sisto Pompilj seniore era suo zio!
Sisto Pompili juniore sposò la nobile Francesca Arquati e fu sepolto nella Cappella del SS.mo di Gesù, passata dai Cerrocchi agli Arquati.
Non ebbe eredi, tanto che Bartolomeo e Bernardino, figli di suo fratello Salvatore Pompilj, dovettero eseguire le sue volontà testamentarie.
RFVS ha scritto:FP ha scritto:RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.
Oggi è stata una giornata fortunata: ho esaminato gli atti della Congregazione del Buon Governo, che contiene molti verbali consiliari del comune di Filettino e ho trovato che i Pompilj furono presenti per la prima volta nel Consiglio Civico il 31 agosto 1783 in persona del Sig. Bartolomeo Pompilj, fratello del mio sesto avo Giovanni Pompilj, che nel documento viene detto Officiale (carica del magistrato civico).
Ancora il 2 novembre 1783 Bartolomeo Pompilj risulta Officiale e compare fino al 27 dicembre 1795 come Consigliere. Avevo sbagliato: Sisto Pompilj non è solo il nome di un fratello di Bartolomeo e Giovanni, ma anche il nome di un figlio di Bartolomeo!
Quindi rileggendo con attenzione gli atti consiliari (anche alla luce di nuovi atti parrocchiali inviatimi dal parroco di Filettino) che erano già in mio possesso ho scopero che fu Sisto Pompilj juniore a ricoprire la carica di Consigliere nel 1815, ereditandola dal padre Bartolomeo...Sisto Pompilj seniore era suo zio!
Sisto Pompili juniore sposò la nobile Francesca Arquati e fu sepolto nella Cappella del SS.mo di Gesù, passata dai Cerrocchi agli Arquati.
Non ebbe eredi, tanto che Bartolomeo e Bernardino, figli di suo fratello Salvatore Pompilj, dovettero eseguire le sue volontà testamentarie.
Hai trovato delle ottime notizie, in modo particolare l'aggregazione del 1783 è molto importante perchè ante invasione francese.
E' pur vero che tra l'invasione francesce ed il 1816 alla fin fine non cambiò quasi nulla nelle amministrazioni comunali ed in modo particolare durante le restaurazioni pontificie avvenute in quel lasso di tempo, però un'aggregazione precedente all'invasione è sempre meglio !![]()
Fortunatamente è un periodo abbastanza fortunato anche per me.
Dopo la scoperta di di quelle seduta consiliare del 1802 sono riuscito a riprendere i contatti con il Centro di Studi Storici Fidardensi e Recanatesi così stiamo impostanto assieme un approfondimento sulle ricerche che ho condotto fin'ora. Spero nel giro di qualche mese di cominciare ad avere belle notizie.
FP ha scritto:Tu dove sei arrivato con la tua genealogia accertata?
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RFVS ha scritto:FP ha scritto:Tu dove sei arrivato con la tua genealogia accertata?
Accipicchia che macello, sarà stata durissima !!!!![]()
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A livello genealogico sono alla fine del '500.
I miei avi passarono da Macerata, dove abitavano, a Castelfidardo solo nella seconda metà del 1700, con una sola persona, quel Domenico di cui ho parlato e che poi sarà aggregato nella restaurazione pontificia del 1802.
Tieni conto che però, oltre ai dati genealogici - neppure completi, tra l'altro - per il periodo precedente a Castelfidardo so pochissimo. . .purtroppo la distanza è un impiccio non da poco.![]()
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RFVS ha scritto:bhè. . .conoscevo la genealogia fino alla seconda metà dell'800, con alcune notizie molto molto molto frammentarie per la prima metà dell'800. In pratica però, per avere certezza del tutto ho ricostruito tutto da solo e con l'aiuto - soprattutto per il 1700 ed il 1600 - di storici locali e persone che in zona mi davano una mano ad avere i documenti, come il Centro Studi Storici Maceratesi ed il Centro Studi Storici Fidardensi e Recanatesi di cui ti parlavo prima e col quale ho ripreso i contatti per continuare le ricerche in modo approfondito.
Purtroppo è una cosa lentissima, tant'è che ormai sono già undici anni che vanno avanti le ricerche e come minimo ce ne vogliono altri 11![]()
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RFVS ha scritto:sì quello che dici è vero. Ogni tanto però ci vorrebbe il giusto mezzo tra piacere della scoperta e velocità della ricerca.![]()
Lo stemma è su un foglio dipinto e per giunta non terminato - anche se è stato possibile ricavare il colore di due figure da un abbozzo di colorazione.
Dovrebbe essere appunto cosa ottocentesca. Sempre a quel secolo risalgono poi delle sedie con inciso un abbozzo dello stemma e tre anelli (dei quali ne rimane solo uno).
Ovviamente resta sempre da controllare a Castelfidardo, sia nella casa dove abitavano sia negli archivi . . .e stessa cosa per Assisi.
FP ha scritto:Beh questo conferma che lo stemma, per famiglie di nobiltà locale (ma non solo), era affidato al gusto estetico di qualche avo o parente e non era praticamente mai "concesso" dall'alto. Per molte famiglie di questo tipo, addirittura, a meno che non sia stata dipinta su stemmari redatti da qualche anima volenterosa, non si conosce nemmeno l'arme usata! Nel frusinate si possono fare molti esempi di famiglie che certamente facevano uso di stemmi ma dei quali, per varie sventure, si è persa ogni traccia...Per alcune di famiglie di miei antenati ho trovato quasi per caso lo stemma, ad esempio nel timbro a secco di un parente protonotario apostolico oppure su genealogie tracciate recentemente da qualche famigliare appassionato. Di altre non sono riuscito a trovare traccia di un'arma! A te è capitato qualche caso simile?
RFVS ha scritto:FP ha scritto:Beh questo conferma che lo stemma, per famiglie di nobiltà locale (ma non solo), era affidato al gusto estetico di qualche avo o parente e non era praticamente mai "concesso" dall'alto. Per molte famiglie di questo tipo, addirittura, a meno che non sia stata dipinta su stemmari redatti da qualche anima volenterosa, non si conosce nemmeno l'arme usata! Nel frusinate si possono fare molti esempi di famiglie che certamente facevano uso di stemmi ma dei quali, per varie sventure, si è persa ogni traccia...Per alcune di famiglie di miei antenati ho trovato quasi per caso lo stemma, ad esempio nel timbro a secco di un parente protonotario apostolico oppure su genealogie tracciate recentemente da qualche famigliare appassionato. Di altre non sono riuscito a trovare traccia di un'arma! A te è capitato qualche caso simile?
Personalmente ancora no, ma come sono d'accordo con quanto scrivi infatti non mi stupirei se mi accadesse lo stesso che è capitato a te.
tanto che conosco molti casi di famiglie che mettevano elementi araldici su chiavi di volta senza che fossero racchiusi da scudo...Anche a Roma alcune famiglie nobili conosciute avevano questo "vizio"!RFVS ha scritto:Hai trovato delle ottime notizie, in modo particolare l'aggregazione del 1783 è molto importante perchè ante invasione francese.
FP ha scritto:Bartolomeo fu (probabilmente) il primo della nostra famiglia che fu aggregato al Consiglio Generale...ritieni possibile che avesse fatta esplicita richiesta di ammissione essendo stato suo nonno materno l'Ill.mo Bernardino Tardioli, già Sindaco di Filettino e quindi appartenente a una famiglia di reggimento?
Mi viene in mente il caso analogo del Carpinelli, da te citato, che fu aggregato alla cittadinanza di Assisi in virtù del fatto che sua madre, una Pierleoni, apparteneva al ceto cittadino.
Lo ritengo possibilissimo !! Inoltre, come già ti accennavo, a regola la sua ammissione deve essere stata dibattuta in una seduta consiliare o della magistratura quindi dovresti trovarla all'incirca nel 1783, mese più, mese meno.
Ah, riguardo invece la bolla di cui al precedente post, che ne pensi della frase: "...et Magistros legitime natos ex dieta Civitate seu comitatu"? Cioè "...e Capi (?) legittimamente nati nella città o nel contado"? Per Capi cosa si intendeva? Militari? A Filettino si imbussolavano di diritto dottori, militari e persone privilegiate, ma stando alla bolla queste aggregazioni non davano luogo a successione.
bhè il termine "Capi" senza una specifica ha poco senso. Visto il periodo e il luogo direi senza ombra di dubbio che con Magistros si intendevano gli artieri/artigiani capi di bottega. Poi se con quel termine venissero designate altre categorie lavorative non saprei . . . visto il significato del termine forse potrebbero esservi ricompresi gli insegnanti, ma è un ipotesi che butto lì senza grande cognizione di causa.
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