Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » domenica 5 giugno 2011, 17:00

A San Ginesio, dice Zenobi: "Il consiglio generale era dunque vitalizio, i seggi riservati esclusivamente ai nobili del luogo [i seggi erano addirittura 100] e ai loro discendenti sia in linea diretta che (almeno limitatamente ai fratelli) collaterale, salva la convalida del consiglio stesso".

Questo è un'ulteriore conferma della tesi da noi sostenuta sopra.

Per quanto riguarda il matrimonio trovo solo, nella solita opera di Zenobi, a pag. 150, l'istanza dell'avvocato Tentoni per essere aggregato nel reggimento di Montegiorgio: "...l'assunzione al grado primario di gonfalloniere, a cui gli dà diritto e l'antichità della famiglia tanto paterna che materna ad ognuno ben nota e la pulita parentela che il medesimo ha e viene ora ad augmentare col matrimonio, che è vicino a seguire con una nobil donzella delle principali famiglie di una terra delle più rispettabili di questa Provincia".

Siamo però ancora nel 1808 e la norma del 1820 sui matrimoni non era ancora stata introdotta. Tra l'altro il Tentoni non stava per sposare una nobil donzella di Montegiorgio ma di altra terra.

Al momento però posso citarti ancora l'esempio relativo al fratello del mio avo Salvatore Ottaviani, il Cap. Dott. Fedele Ottaviani, che secondo il Caraffa: "Sposò la nobildonna Prassede Conti di Anagni, per cui il 13 gennaio 1784 fu ascritto nella nobiltà anagnina quale marito della Conti, patrizia di questa città".

Anche se in quest'ultimo caso siamo nel 1784, quindi quasi 40 anni prima della promulgazione dell'editto del 1820, possiamo arguire in qual guisa le città e le terre aggregassero i mariti delle nobili locali: automaticamente.

Dunque, ricordando il concetto di governo virtuale attribuito agli eredi in linea verticale od orizzontale di un aggregato che però non potessero, per causa di forza maggiore, essere ancora ufficialmente ascritti, a buon diritto potremmo dire che i mariti delle nobili locali meritavano dal giorno del matrimonio il titolo di Nobile/Patrizio de jure e non solo de facto...non trovi?
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » mercoledì 22 giugno 2011, 17:23

RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.


Oggi è stata una giornata fortunata: ho esaminato gli atti della Congregazione del Buon Governo, che contiene molti verbali consiliari del comune di Filettino e ho trovato che i Pompilj furono presenti per la prima volta nel Consiglio Civico il 31 agosto 1783 in persona del Sig. Bartolomeo Pompilj, fratello del mio sesto avo Giovanni Pompilj, che nel documento viene detto Officiale (carica del magistrato civico).

Ancora il 2 novembre 1783 Bartolomeo Pompilj risulta Officiale e compare fino al 27 dicembre 1795 come Consigliere. Avevo sbagliato: Sisto Pompilj non è solo il nome di un fratello di Bartolomeo e Giovanni, ma anche il nome di un figlio di Bartolomeo!

Quindi rileggendo con attenzione gli atti consiliari (anche alla luce di nuovi atti parrocchiali inviatimi dal parroco di Filettino) che erano già in mio possesso ho scoperto che fu Sisto Pompilj juniore a ricoprire la carica di Consigliere nel 1815, ereditandola dal padre Bartolomeo...Sisto Pompilj seniore era suo zio!

Sisto Pompili juniore sposò la nobile Francesca Arquati e fu sepolto nella Cappella del SS.mo Nome di Gesù, passata dai Cerrocchi agli Arquati.

Non ebbe eredi, tanto che Bartolomeo e Bernardino, figli di suo fratello Salvatore Pompilj, dovettero eseguire le sue volontà testamentarie.
Ultima modifica di FP il martedì 26 luglio 2011, 17:57, modificato 1 volta in totale.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » lunedì 27 giugno 2011, 9:45

FP ha scritto:
RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.


Oggi è stata una giornata fortunata: ho esaminato gli atti della Congregazione del Buon Governo, che contiene molti verbali consiliari del comune di Filettino e ho trovato che i Pompilj furono presenti per la prima volta nel Consiglio Civico il 31 agosto 1783 in persona del Sig. Bartolomeo Pompilj, fratello del mio sesto avo Giovanni Pompilj, che nel documento viene detto Officiale (carica del magistrato civico).

Ancora il 2 novembre 1783 Bartolomeo Pompilj risulta Officiale e compare fino al 27 dicembre 1795 come Consigliere. Avevo sbagliato: Sisto Pompilj non è solo il nome di un fratello di Bartolomeo e Giovanni, ma anche il nome di un figlio di Bartolomeo!

Quindi rileggendo con attenzione gli atti consiliari (anche alla luce di nuovi atti parrocchiali inviatimi dal parroco di Filettino) che erano già in mio possesso ho scopero che fu Sisto Pompilj juniore a ricoprire la carica di Consigliere nel 1815, ereditandola dal padre Bartolomeo...Sisto Pompilj seniore era suo zio!

Sisto Pompili juniore sposò la nobile Francesca Arquati e fu sepolto nella Cappella del SS.mo di Gesù, passata dai Cerrocchi agli Arquati.

Non ebbe eredi, tanto che Bartolomeo e Bernardino, figli di suo fratello Salvatore Pompilj, dovettero eseguire le sue volontà testamentarie.



Hai trovato delle ottime notizie, in modo particolare l'aggregazione del 1783 è molto importante perchè ante invasione francese.
E' pur vero che tra l'invasione francesce ed il 1816 alla fin fine non cambiò quasi nulla nelle amministrazioni comunali ed in modo particolare durante le restaurazioni pontificie avvenute in quel lasso di tempo, però un'aggregazione precedente all'invasione è sempre meglio ! [thumb_yello.gif]

Fortunatamente è un periodo abbastanza fortunato anche per me.
Dopo la scoperta di di quelle seduta consiliare del 1802 sono riuscito a riprendere i contatti con il Centro di Studi Storici Fidardensi e Recanatesi così stiamo impostanto assieme un approfondimento sulle ricerche che ho condotto fin'ora. Spero nel giro di qualche mese di cominciare ad avere belle notizie. [thumb_yello.gif]
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 27 giugno 2011, 11:26

RFVS ha scritto:
FP ha scritto:
RFVS ha scritto:Se era come a Castelfidardo, quindi con netta separazione dei ceti ed un solo ceto ad amministrare le cariche comunali, devi trovare la seduta consiliare in cui Sisto viene per la prima volta eletto in consiglio. Come ti accennavo in genere le aggregazioni venivano discusse in consiglio quindi a regola dovresti trovare una seduta consiliare in cui si discuteva dell'aggregazione di Sisto ed eventualmente di altre persone.


Oggi è stata una giornata fortunata: ho esaminato gli atti della Congregazione del Buon Governo, che contiene molti verbali consiliari del comune di Filettino e ho trovato che i Pompilj furono presenti per la prima volta nel Consiglio Civico il 31 agosto 1783 in persona del Sig. Bartolomeo Pompilj, fratello del mio sesto avo Giovanni Pompilj, che nel documento viene detto Officiale (carica del magistrato civico).

Ancora il 2 novembre 1783 Bartolomeo Pompilj risulta Officiale e compare fino al 27 dicembre 1795 come Consigliere. Avevo sbagliato: Sisto Pompilj non è solo il nome di un fratello di Bartolomeo e Giovanni, ma anche il nome di un figlio di Bartolomeo!

Quindi rileggendo con attenzione gli atti consiliari (anche alla luce di nuovi atti parrocchiali inviatimi dal parroco di Filettino) che erano già in mio possesso ho scopero che fu Sisto Pompilj juniore a ricoprire la carica di Consigliere nel 1815, ereditandola dal padre Bartolomeo...Sisto Pompilj seniore era suo zio!

Sisto Pompili juniore sposò la nobile Francesca Arquati e fu sepolto nella Cappella del SS.mo di Gesù, passata dai Cerrocchi agli Arquati.

Non ebbe eredi, tanto che Bartolomeo e Bernardino, figli di suo fratello Salvatore Pompilj, dovettero eseguire le sue volontà testamentarie.



Hai trovato delle ottime notizie, in modo particolare l'aggregazione del 1783 è molto importante perchè ante invasione francese.
E' pur vero che tra l'invasione francesce ed il 1816 alla fin fine non cambiò quasi nulla nelle amministrazioni comunali ed in modo particolare durante le restaurazioni pontificie avvenute in quel lasso di tempo, però un'aggregazione precedente all'invasione è sempre meglio ! [thumb_yello.gif]

Fortunatamente è un periodo abbastanza fortunato anche per me.
Dopo la scoperta di di quelle seduta consiliare del 1802 sono riuscito a riprendere i contatti con il Centro di Studi Storici Fidardensi e Recanatesi così stiamo impostanto assieme un approfondimento sulle ricerche che ho condotto fin'ora. Spero nel giro di qualche mese di cominciare ad avere belle notizie. [thumb_yello.gif]


Bene! Stavo pensando che dovrei tornare a Roma ed esaminare anche gli atti del Buon Governo che vanno dalla sua istituzione (in realtà partono più o meno dal 1630) al 1750. E' probabile che nel periodo 1630-1750 qualche mio antenato o parente abbia già ricoperto la carica di Consigliere...purtroppo, però, poiché gli atti parrocchiali precedenti il 1745 sono andati perduti per via di un incendio scoppiato alla fine dell'Ottocento, non saprei collocare esattamente un eventuale avo o parente aggregato in quel periodo nella genealogia che finora ho stilato. L'ultimo avo di cui sono certo, per via della ricca documentazione che posseggo, è Pietro Pompili, sposato nel 1747 con Maria Agnese Tardioli (anche il padre di quest'ultima, Bernardino, fu in Consiglio e fu sindaco nel 1763).
Per capire chi fosse il padre di Pietro ho dovuto esaminare tutti gli atti notarili di Filettino e ho dedotto che suo padre fosse un Sisto Pompili nato circa nel 1670, di cui si ha menzione in alcuni atti dell'inizio del Settecento. Il nome Sisto è stato successivamente rimesso da Pietro a suo figlio.
Padre di Sisto fu un Giuseppe Pompili, del quale però ignoro il nome del padre. Dunque per deduzione sono riuscito ad arrivare al 1640 circa e poi ho fatto delle ipotesi. Poiché il cognome Pompili compare solo nel 1602 (prima il cognome usato dalla famiglia era Mandillo/Mandilli, forse originario di Genova) e in quell'anno si ha menzione solo di un Loreto e un Antonio Pompilij e nel 1649 solo di un altro Loreto, ho ipotizzato che questo Loreto juniore fosse il padre di Giuseppe...ma non ne ho le prove...quindi capisci la difficoltà che ho incontrato per quei secoli! Tu dove sei arrivato con la tua genealogia accertata?
Ultima modifica di FP il lunedì 27 giugno 2011, 12:52, modificato 1 volta in totale.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » lunedì 27 giugno 2011, 12:39

FP ha scritto:Tu dove sei arrivato con la tua genealogia accertata?


Accipicchia che macello, sarà stata durissima !!!! :o :o

A livello genealogico sono alla fine del '500.
I miei avi passarono da Macerata, dove abitavano, a Castelfidardo solo nella seconda metà del 1700, con una sola persona, quel Domenico di cui ho parlato e che poi sarà aggregato nella restaurazione pontificia del 1802.
Tieni conto che però, oltre ai dati genealogici - neppure completi, tra l'altro - per il periodo precedente a Castelfidardo so pochissimo. . .purtroppo la distanza è un impiccio non da poco. [crybaby.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif]
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 27 giugno 2011, 12:48

RFVS ha scritto:
FP ha scritto:Tu dove sei arrivato con la tua genealogia accertata?


Accipicchia che macello, sarà stata durissima !!!! :o :o

A livello genealogico sono alla fine del '500.
I miei avi passarono da Macerata, dove abitavano, a Castelfidardo solo nella seconda metà del 1700, con una sola persona, quel Domenico di cui ho parlato e che poi sarà aggregato nella restaurazione pontificia del 1802.
Tieni conto che però, oltre ai dati genealogici - neppure completi, tra l'altro - per il periodo precedente a Castelfidardo so pochissimo. . .purtroppo la distanza è un impiccio non da poco. [crybaby.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif]


Hai fatto tutto da solo? O avevi precedenti ricerche da cui partire? Teoricamente io sono alla fine al '400...perché quel Loreto Pompilij del 1602 è nato circa nel 1570 da Pompilio Mandillo, figlio di Bernardino. Dunque il cognome Pompili deriva dal nome di Pompilio...
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » lunedì 27 giugno 2011, 13:57

bhè. . .conoscevo la genealogia fino alla seconda metà dell'800, con alcune notizie molto molto molto frammentarie per la prima metà dell'800. In pratica però, per avere certezza del tutto ho ricostruito tutto da solo e con l'aiuto - soprattutto per il 1700 ed il 1600 - di storici locali e persone che in zona mi davano una mano ad avere i documenti, come il Centro Studi Storici Maceratesi ed il Centro Studi Storici Fidardensi e Recanatesi di cui ti parlavo prima e col quale ho ripreso i contatti per continuare le ricerche in modo approfondito.
Purtroppo è una cosa lentissima, tant'è che ormai sono già undici anni che vanno avanti le ricerche e come minimo ce ne vogliono altri 11 [bangin.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif] [bangin.gif]
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 27 giugno 2011, 15:38

RFVS ha scritto:bhè. . .conoscevo la genealogia fino alla seconda metà dell'800, con alcune notizie molto molto molto frammentarie per la prima metà dell'800. In pratica però, per avere certezza del tutto ho ricostruito tutto da solo e con l'aiuto - soprattutto per il 1700 ed il 1600 - di storici locali e persone che in zona mi davano una mano ad avere i documenti, come il Centro Studi Storici Maceratesi ed il Centro Studi Storici Fidardensi e Recanatesi di cui ti parlavo prima e col quale ho ripreso i contatti per continuare le ricerche in modo approfondito.
Purtroppo è una cosa lentissima, tant'è che ormai sono già undici anni che vanno avanti le ricerche e come minimo ce ne vogliono altri 11 [bangin.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif] [crybaby.gif] [bangin.gif]


Beh avrai il gusto della scoperta però! Lo stemma della tua famiglia invece a che epoca rimonta? Fu commissionato da un tuo avo o parente?
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » lunedì 27 giugno 2011, 16:16

sì quello che dici è vero. Ogni tanto però ci vorrebbe il giusto mezzo tra piacere della scoperta e velocità della ricerca. :D

Lo stemma è su un foglio dipinto e per giunta non terminato - anche se è stato possibile ricavare il colore di due figure da un abbozzo di colorazione.
Dovrebbe essere appunto cosa ottocentesca. Sempre a quel secolo risalgono poi delle sedie con inciso un abbozzo dello stemma e tre anelli (dei quali ne rimane solo uno).
Ovviamente resta sempre da controllare a Castelfidardo, sia nella casa dove abitavano sia negli archivi . . .e stessa cosa per Assisi.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 27 giugno 2011, 17:07

RFVS ha scritto:sì quello che dici è vero. Ogni tanto però ci vorrebbe il giusto mezzo tra piacere della scoperta e velocità della ricerca. :D

Lo stemma è su un foglio dipinto e per giunta non terminato - anche se è stato possibile ricavare il colore di due figure da un abbozzo di colorazione.
Dovrebbe essere appunto cosa ottocentesca. Sempre a quel secolo risalgono poi delle sedie con inciso un abbozzo dello stemma e tre anelli (dei quali ne rimane solo uno).
Ovviamente resta sempre da controllare a Castelfidardo, sia nella casa dove abitavano sia negli archivi . . .e stessa cosa per Assisi.


Beh questo conferma che lo stemma, per famiglie di nobiltà locale (ma non solo), era affidato al gusto estetico di qualche avo o parente e non era praticamente mai "concesso" dall'alto. Per molte famiglie di questo tipo, addirittura, a meno che non sia stata dipinta su stemmari redatti da qualche anima volenterosa, non si conosce nemmeno l'arme usata! Nel frusinate si possono fare molti esempi di famiglie che certamente facevano uso di stemmi ma dei quali, per varie sventure, si è persa ogni traccia...Per alcune di famiglie di miei antenati ho trovato quasi per caso lo stemma, ad esempio nel timbro a secco di un parente protonotario apostolico oppure su genealogie tracciate recentemente da qualche famigliare appassionato. Di altre non sono riuscito a trovare traccia di un'arma! A te è capitato qualche caso simile?
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » lunedì 27 giugno 2011, 17:16

FP ha scritto:Beh questo conferma che lo stemma, per famiglie di nobiltà locale (ma non solo), era affidato al gusto estetico di qualche avo o parente e non era praticamente mai "concesso" dall'alto. Per molte famiglie di questo tipo, addirittura, a meno che non sia stata dipinta su stemmari redatti da qualche anima volenterosa, non si conosce nemmeno l'arme usata! Nel frusinate si possono fare molti esempi di famiglie che certamente facevano uso di stemmi ma dei quali, per varie sventure, si è persa ogni traccia...Per alcune di famiglie di miei antenati ho trovato quasi per caso lo stemma, ad esempio nel timbro a secco di un parente protonotario apostolico oppure su genealogie tracciate recentemente da qualche famigliare appassionato. Di altre non sono riuscito a trovare traccia di un'arma! A te è capitato qualche caso simile?


Personalmente ancora no, ma come sono d'accordo con quanto scrivi infatti non mi stupirei se mi accadesse lo stesso che è capitato a te.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » lunedì 27 giugno 2011, 17:29

RFVS ha scritto:
FP ha scritto:Beh questo conferma che lo stemma, per famiglie di nobiltà locale (ma non solo), era affidato al gusto estetico di qualche avo o parente e non era praticamente mai "concesso" dall'alto. Per molte famiglie di questo tipo, addirittura, a meno che non sia stata dipinta su stemmari redatti da qualche anima volenterosa, non si conosce nemmeno l'arme usata! Nel frusinate si possono fare molti esempi di famiglie che certamente facevano uso di stemmi ma dei quali, per varie sventure, si è persa ogni traccia...Per alcune di famiglie di miei antenati ho trovato quasi per caso lo stemma, ad esempio nel timbro a secco di un parente protonotario apostolico oppure su genealogie tracciate recentemente da qualche famigliare appassionato. Di altre non sono riuscito a trovare traccia di un'arma! A te è capitato qualche caso simile?


Personalmente ancora no, ma come sono d'accordo con quanto scrivi infatti non mi stupirei se mi accadesse lo stesso che è capitato a te.


Oppure si trovano casi particolari, per esempio elementi araldici non racchiusi da uno scudo...o magari non da uno scudo che definiremmo convenzionale! Per esempio una famiglia mia parente ha sul portale del palazzo quattrocentesco una chiave di volta che riporta una mano e un fiore che la sormonta...ma non c'è lo scudo! Nella chiesa di loro jus patronatus si trova invece un altare di marmo con un motivo floreale fatto in modo tale da formare uno spazio simile ad uno scudo sagomato che racchiude la mano e il fiore...
Insomma le famiglie si sbizzarrivano! Nelle terre specialmente pare che lo scudo fosse qualcosa di poco amato [yikes.gif] tanto che conosco molti casi di famiglie che mettevano elementi araldici su chiavi di volta senza che fossero racchiusi da scudo...Anche a Roma alcune famiglie nobili conosciute avevano questo "vizio"!
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » martedì 28 giugno 2011, 15:31

Ecco il passo di Zenobi [cfr Le ben regolare città] in cui si legge con quale breve Sisto V istituì i gradi di reggimento e la chiusura di ceto nelle comunità pontificie:

Segue il 24 gennaio 1587, dopo che Sisto V ha costituito Jesi capoluogo di governo prelatizio dietro esborso, da parte della città, di 4000 scudi, la conferma - mediante il breve Quae pacis et tranquillitatis - della chiusura del ceto consentendo tuttavia la possibilità di aggregare - peraltro solo ad personam - juris doctores et Magistros legitime natos ex dieta Civitate seu comitatu.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda FP » martedì 28 giugno 2011, 19:56

RFVS ha scritto:Hai trovato delle ottime notizie, in modo particolare l'aggregazione del 1783 è molto importante perchè ante invasione francese.


Bartolomeo fu (probabilmente) il primo della nostra famiglia che fu aggregato al Consiglio Generale...ritieni possibile che avesse fatta esplicita richiesta di ammissione essendo stato suo nonno materno l'Ill.mo Bernardino Tardioli, già Sindaco di Filettino e quindi appartenente a una famiglia di reggimento?
Mi viene in mente il caso analogo del Carpinelli, da te citato, che fu aggregato alla cittadinanza di Assisi in virtù del fatto che sua madre, una Pierleoni, apparteneva al ceto cittadino.

Ah, riguardo invece la bolla di cui al precedente post, che ne pensi della frase: "...et Magistros legitime natos ex dieta Civitate seu comitatu"? Cioè "...e Capi (?) legittimamente nati nella città o nel contado"? Per Capi cosa si intendeva? Militari? A Filettino si imbussolavano di diritto dottori, militari e persone privilegiate, ma stando alla bolla queste aggregazioni non davano luogo a successione.
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Re: Del Governo di Castelfidardo: dubbi, domande.

Messaggioda RFVS » mercoledì 29 giugno 2011, 10:20

FP ha scritto:Bartolomeo fu (probabilmente) il primo della nostra famiglia che fu aggregato al Consiglio Generale...ritieni possibile che avesse fatta esplicita richiesta di ammissione essendo stato suo nonno materno l'Ill.mo Bernardino Tardioli, già Sindaco di Filettino e quindi appartenente a una famiglia di reggimento?
Mi viene in mente il caso analogo del Carpinelli, da te citato, che fu aggregato alla cittadinanza di Assisi in virtù del fatto che sua madre, una Pierleoni, apparteneva al ceto cittadino.

Lo ritengo possibilissimo !! Inoltre, come già ti accennavo, a regola la sua ammissione deve essere stata dibattuta in una seduta consiliare o della magistratura quindi dovresti trovarla all'incirca nel 1783, mese più, mese meno.

Ah, riguardo invece la bolla di cui al precedente post, che ne pensi della frase: "...et Magistros legitime natos ex dieta Civitate seu comitatu"? Cioè "...e Capi (?) legittimamente nati nella città o nel contado"? Per Capi cosa si intendeva? Militari? A Filettino si imbussolavano di diritto dottori, militari e persone privilegiate, ma stando alla bolla queste aggregazioni non davano luogo a successione.

bhè il termine "Capi" senza una specifica ha poco senso. Visto il periodo e il luogo direi senza ombra di dubbio che con Magistros si intendevano gli artieri/artigiani capi di bottega. Poi se con quel termine venissero designate altre categorie lavorative non saprei . . . visto il significato del termine forse potrebbero esservi ricompresi gli insegnanti, ma è un ipotesi che butto lì senza grande cognizione di causa.
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