Carissimi,
aggiorno la questione, con gli elementi che traggo dalla lettura del citato saggio di Pontoglio-Bina:
1) Secondo lui, l'abbaglio del Guerrini sull'...aquila malatestiana è dovuto al fatto che lo storico bresciano avrà visto in Pesaro lo stemma dei Montefeltro, e l'avrà confuso con quello dei Malatesta di Pesaro... (a questo punto in araldica c'è spazio per tutti... pure per me).
Questo vi dovevo come conclusione, assai grama, di un aspetto della vicenda. Approfitto però della vostra cordiale gentilezza, per sondare la bontà -certo non scordando quanto asserito magistralmente in precedenza da J Von Trotta- di alcune affermazioni del Pontoglio-Bina, che ha, come unico obiettivo, quello di dimostrare che Brescia è tutta tappezzata di leoni pontogliesi, e che solo vari errori di attribuzione hanno potuto scambiare questi per stemmi Cittadini. Vi avviso che tenterò per la prima volta di inserire immagini e non sapendo se ci riuscirò, descriverò anche con didascalie, sperando di essere chiaro.
2) rimaniamo al nostro stemma erroneamente definito malatestiano: Il Pontoglio asserisce essere (vi risparmio le motivazioni) il monumento sepolcrale della coppia Bresciano Pontoglio/donna discendente dai Martinengo di Orzivecchi, residenti nella Cittadella Viscontea in Brescia. Quello che chiedo qui, senza scomodare verifiche delle fonti storiche è:
araldicamente, è plausibile che uno stemma siffatto possa rappresentare una coppia? Io ero fermo a stemmi inquartati o altro...
3) Lo stemma dipinto in Piazzetta Tito Speri, ex edicola di un mausoleo del XIII sec dedicato a San TIziano (vescovo del VI sec.) e proveniente da un monastero. Lasciando stare il fatto che il Pontoglio vede un campo argento là dove i miei occhi lo vedono oro, lui sostiene che questo stemma debba per forza essere gentilizio in quanto timbrato da un elmo anzichè da una corona. Affermazione corretta? Ribadisco che si tratta di stemma che
in origine risale al XIII sec, e che comunque è stato continuamente ridipinto (e concediamo che una qualche corona non sia in tali rifacimenti divenuta elmo). Il motto "Salve" non mi dice nulla.
http://imageshack.us/photo/my-images/19 ... 086ub.jpg/4) L'affermazione più clamorosa è che la triade di stemmi presenti sull'ala più antica del Broletto non rappresenti Signoria-Podestà-Città e quindi VIsconti-podestà Ramengo Casati-Leone di Brescia bensì: Visconti al centro, Casati alla destra araldica, Pontoglio alla sinistra araldica (l'autore dice con grande modestia: perchè famiglia men importante del podestà e quindi posta alla sinistra araldica...) adducendo come prova inconfutabile che detta famiglia era ghibellina. Anche tra le note del suo saggio non ho trovato avvenimenti o eventi più fondanti di questo, cioè l'essere famiglia ghibellina nè più nè meno come decine d'altre. E stiamo parlando del Broletto, principale espressione della grandezza Comunale di Brescia...
http://imageshack.us/photo/my-images/202/img2661b.jpg/Vi ringrazio per la pazienza, la disponibilità e chiedo scusa se sono uscito clamorosamente dal tema iniziale, ma solo qui ho l'occasione di sciogliere i miei dubbi. Grazie ancora.
Fabio