RFVS ha scritto:FP ha scritto:Un'altra cosa vorrei chiarire. Zenobi dice che in Italia esistevano tre forme di nobiltà cittadina:
-Nobiltà civica;
-Patriziato;
-Nobiltà decurionale.
Ora riguardo le prime due non v'è dubbio che nello Stato Ecclesiastico la differenza consisteva solo in un quid di dignità in più; a Orte i primi priori erano i patrizi e i secondi priori i nobili...A volte da noi nobile e patrizio erano due titoli ritenuti sinonimi e addirittura, dopo il 1827, la dignità di patrizio fu abolita e fu preferito usare solo il titolo di nobile. Nello stato napolitano, invece, vi era differenza tra piazze chiuse e piazze aperte.
Per quanto riguarda la nobiltà decurionale che dobbiamo pensare? Che in essa potevano confluire famiglie solo su decisione di un'autorità esterna al Consiglio (come leggo sul libro Feudi e nobiltà negli stati dei Savoia: materiali, spunti, spigolature... di Gustavo Mola di Nomaglio)?
A regola nobiltà civica (intesa in senso lato quindi comprendente sia patrizi che nobili) e decurionale sono o dovrebbero essere sinonimi. C'è quel discorso sull'autorità esterna al Consiglio che ora come ora mi trova un attimo impreparato e spiazzato . . non saprei che pensare![]()
Beh si teoricamente nei comuni con nobiltà decurionale potevano essere aggregati solo uomini indicati dal Governo Centrale...evidentemente in alcuni Stati funzionava così!Da noi invece sembra che in tutte le comunità libere da vincoli feudali fosse il Consiglio a decidere delle nuove aggregazioni.


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