Gentile aquila55,
cercherò di darle tutte le informazioni in mio possesso circa la tomba ed i legami di Bonetto con la famiglia Malatesta. Purtroppo non ho fotografie più dettagliate della tomba in quanto il portico nel quale si trovano i tre sepolcri (quello di Bonetto, quello di Pandolfo III disegnato su commissione del figlio Sigismondo probabilmente da Leon Battista Alberti e quello gotico di Paola Bianca Malatesta, vedova di Sinibaldo Ordelaffi e prima moglie di Pandolfo III) non è accessibile al pubblico, ed infatti ho dovuto compiere notevoli evoluzioni per ottenere un'immagine accettabile, attraverso le grate che chiudono il portico sul lato prospicente la via.

La foto qui sopra rende bene l'idea: la tomba di Bonetto occupa la parte bassa del lato più corto della portico della chiesa di San Francesco - ormai in gran parte in rovina, dopo il terremoto del 1930 - dove un tempo si apriva un arco di ingresso al convento di San Francesco, poi tamponato. Le tombe si trovavano all'interno della chiesa, presso il coro, ma nel 1659 vennero trasferite nel portico. Al di sopra della tomba è presente quella che era la pietra tombale dei sepolcri malatestiani, posta inizialmente all'interno della distrutta chiesa. E' in marmo rosso di Verona, e presenta lo stemma malatestiano delle tre bande scaccate, al capo carico di quattro gigli, il tutto sormontato da un lambello di cinque pendenti. Inizialmente tomba e lastra erano in posizione invertite.
Qualche immagine in bianco e nero tratte da
Il tempo e la pietra - I marmi parlanti a cura di Gian Luca Patrignani e Franco Battistelli:

ed in particolare la lapide:

Probabilmente Bonetto venne in contatto con i Malatesta nella figura di Pandolfo III, come ho accennato nel terzo post, anche se non posso averne la certezza. Era medico di corte, non so se di Pandolfo in particolare (si ritrova molte più volte citato un altro medico, tal Giacomo Regino, o Giacomo da Reggio, il quale probabilmente deve essere il protagonista dell'episodio citato da Mario Tabanelli, e non Bonetto), quasi certamente lo fu di Sigismondo, che volle innalzargli un monumento.
Posso supporre si spostasse seguendo il proprio Signore, quindi probabilmente dal Veneto passò al seguito di Pandolfo a Brescia e Bergamo (se effettivamente già all'epoca era al servizio di questa famiglia), poi a Rimini e Fano alla corte di Sigismondo Pandolfo.
Ma di Bonetto pare non essersi occupato nessuno, tanto che viene a malapena citato quando si descrive la chiesa di San Francesco.
Penso che se vorrà condividere in questa discussione le informazioni circa i da Campretto, altri utenti - io di certo!

- le saranno grati.
Un caro saluto

Luca