Bonetto da Castelfranco

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Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » venerdì 6 agosto 2010, 3:04

Bonetto da Castelfranco fu il fidato medico di corte di Sigismondo Pandolfo Malatesta e quando morì, nel 1434, Isabetta Gonzaga, vedova di Carlo Malatesta, tutrice dei figli minorenni di Pandolfo III, ne fece deporre la salma in questo sarcofago, accanto ad altri sepolcri malatestiani, in particolare a quello di Paola Bianca Malatesta, prima moglie di Pandolfo III, morta nel 1398.

Immagine

Immagine

Il sarcofago poi venne spostato insieme a quelli di Paola Bianca e di Pandolfo III Malatesta in un secondo momento.

La mia domanda è: lo stemma rappresentato sul sarcofago, ai lati dell'epigrafe funeraria, può essere ricondotto a Bonetto da Castelfranco (e in caso affermativo: qualche riscontro?), oppure è da intendersi come parte della decorazione, quindi di fantasia?

Grazie e saluti ;)

Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » venerdì 6 agosto 2010, 11:53

Mi accorgo di non aver dato coordinate geografiche: questo sarcofago, insieme alle due tombe malatestiane, si trova nel sottoportico dell'ex chiesa di San Francesco, a Fano.

saluti ;)

Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda Franco Benucci » martedì 7 settembre 2010, 14:16

Bonetto da Castelfranco (quale? Veneto? Emilia? qualche altro?) non saprei, ma a Vicenza c'erano i Bonin(i) o de Boninis, che alzavano un troncato il cui secondo era d'azzurro allo scaglione rovesciato d'argento (e il primo d'argento al bue di rosso nascente dalla partizione; famiglia in Consiglio nobile dal 1542, nel '700 divenuti per eredità Bonini-Longare, ma il primo non è l'arma dei Longare). Cfr. Rumor, Blasone vicentino, p. 33 e tav. IV; Morando di Custoza, Blasonario veneto, tav. 362.
Franco Benucci
 

Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » martedì 7 settembre 2010, 18:32

La ringrazio per le preziose informazioni.
Sono quasi sicuro, pur senza poterne avere l'assoluta certezza, che si tratti di Castelfranco Veneto unicamente per una ragione, ovvero per la maggiore affinità che i Malatesti hanno con questa città rispetto a Castelfranco Emilia: Pandolfo III Malatesti (padre di Sigismondo Pandolfo), al soldo dei veneziani che lo avevano ingaggiato per contrastare le truppe di Sigismondo Re d'Ungheria, tra il 1412 e il 1413 operò con le sue armate in questa zona, tra le città di Motta di Livenza, Feltre, Oderzo, Padova, Cittadella (che dista poco più di 12 chilometri da Castelfranco Veneto) ed altre, ed in ragione di ciò ho ipotizzato un contatto con il medico Bonetto (forse inizialmente al seguito delle truppe, ed una volta concluse le ostilità tenuto presso la propria corte a Fano).
Va da sé che l'ipotesi Castelfranco Emilia non può essere scartata (e per amor di completezza, esistono anche Castelfranco di Sopra, in provincia di Arezzo, Castelfranco di Sotto, in provincia di Pisa, e Castelfranco in Miscano, in provincia di Benevento).
Sulla lapide Bonetto è indicato solo come BONECTVM DE CASTRO FRANCO.

un saluto ;)

Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda Franco Benucci » martedì 7 settembre 2010, 19:20

Si, i Malatesta a un certo punto hanno anche avuto Cittadella in feudo dalla Repubblica, quindi è assai probabile che si tratti di Castelfranco Veneto (ora tale, all'epoca Castelfranco e basta), anche la dizione latina è quella normale per questa terra (ma probabilmente anche per le altre). Appunto ipotizzando tutto ciò e non disponendo del cognome del dr. Bonetto (forse non ne disponeva neanche lui...) ho verificato le armi di terraferma che potessero avvicinarsi è ho trovato i Bonini vicentini. Purtroppo per Castelfranco manca un repertorio araldico specifico e attendibile, anche nel caso di casati di un certo rilievo storico...
Franco Benucci
 

Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » martedì 7 settembre 2010, 20:10

La ringrazio per l'aiuto. ;)
In effetti Cittadella entrò nell'orbita malatestiana, anche se molto più tardi (siamo già nel 1503 quando Pandolfo IV, bisnipote di Pandolfo III, ne ebbe la signoria da parte dei veneziani). Ad un certo punto ho anche ipotizzato che Bonetto potesse avere come cognome.. Bonetti, sulla falsariga di un altro celebre cortigiano, letterato, della corte malatestiana, Basinio da Parma (Basinio Basini), ma non credo vi siano famiglie con quel cognome. Girovagando per internet ho potuto anche notare come il nome Bonetto sia attestato nell'area, pressocché negli stessi anni (nella famiglia da Campretto, dove Campretto è una frazione di San Martino dei Lupari, sempre nelle vicinanze di Castelfranco Veneto).
La ringrazio ancora ;)

un saluto ;)

Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 8 settembre 2010, 14:51

Bonetti potrebbe essere un'ipotesi (uno ne abita proprio sotto di me, anche se siamo ancora un po' più avanti...), ma non esiste tra le famiglie araldicamente note di Castelfranco. Del resto, era ed è un meccanismo assai frequente (cfr. Rosello Roselli, Galileo Galilei, Aleardo Aleardi, Bonvicino Bonvicini, quest'ultimo vivente, ecc.), con percorso storico di andata e ritorno (da nome a cognome e di nuovo a nome).
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda aquila55 » martedì 24 maggio 2011, 12:13

Salve a tutti. Ho letto con curiosità le notizie su Bonetto (o Boneto) da Castelfranco Veneto (TV). Nel 1997 ho scritto un volume sulla località di Campretto, nel comune di S. Martino di Lupari (PD) dedicando molte pagine alla famiglia dei da Campretto e sullo stesso Boneto (dizione preferita nei documenti medioevali). Un piccolo saggio sull'argomento l'ho pubblicato anche nel mio sito (http://storiadentrolamemoria.blogspot.com/). Mi interesserebbe avere più informazioni sulla presenza di Boneto a Fano, in particolare sulla sua tomba, rendendomi disponibile a fornire il materiale da me raccolto sui da Campretto perché il volume accennato è esaurito da tempo. A proposito, lo stemma presente nelle tomba del medico è assolutamente pertinente, anche se le riproduzioni rintracciate dal sottoscritto pongono la capriata al rovescio, con la punta in alto.
Saluti Paolo Miotto
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » martedì 24 maggio 2011, 17:45

Gentile aquila55,
ho letto con piacere il suo saggio. :)
Circa Bonetto da Castelfranco, le trascrivo quanto scrisse Pietro Maria Amiani (1702-1775), nobile fanese, nelle Memorie Istoriche della Città di Fano (1751):

Al 31. di detto mese morì Bonetto da Castel Franco eccellentissimo Dottore di Medicina da' Malatesti stipendiato; cui però render volendo Sigismondo i maggiori onori, erger fece il nobil Sepolcro di Marmo, che oggi ammirasi nel Portico della nostra Chiesa di S. Francesco con questa Iscrizione

URNA TENET CELEBREM, UTI CERNITIS, URNA BONETTUM
DE CASTRO FRANCO MEDICUM, QUEM FISICA FECIT:
FUERAT ANTE DOCTOR IN ARTIBUS ILLE PROBATUS.
OBIT DIE ULTIMA JULII MCCCCXXXIV


Mario Tabanelli così scrive: "[...] poiché si racconta che essendo un giorno a convito con il marchese d'Este, entrato che fu un celebre medico, reclamò per lui il primo posto a tavola; era questi il medico Bonetto che verrà poi sepolto insieme a Pandolfo nella Chiesa di San Francesco a Fano." (Un condottiero romagnolo in Lombardia - Pandolfo III Malatesta, p. 71)

Bonetto rimase con la famiglia Malatesta anche dopo la morte di Pandolfo III (1427), tanto che il figlio di questi gli eresse il monumento che ancor oggi si trova nel portico della chiesa di San Francesco, a Fano.
Le informazioni a proposito di Bonetto sono molto scarne, tanto che non ho mai trovata citata la famiglia di appartenenza.
Bonetto quindi sarebbe un da Campretto? Sarebbe interessante avere qualche informazione circa questa famiglia, in rete ne ho trovate ben poche.

Un saluto ;)
Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda aquila55 » mercoledì 25 maggio 2011, 13:24

Grazie per le informazioni su Bonetto da Campretto. E' un membro della famiglia da Campretto insediata sul confine fra Padovano e Trevigiano che prese il nome dal toponimo Campretto, dove possedevano numerosi beni per conto proprio e dell'episcopato di Treviso. Ho raccolto e pubblicato molte notizie in merito, fino all'estinzione dei due rami familiari (di Treviso e di Sant'Andrea Oltre Muson, dove peraltro esiste ancora il loro antico palazzo). Ho solo bisogno di sapere come meglio inviarle (in questo blog, privatamente o altro?). In cambio mi piacerebbe aver delle foto particolareggiate della tomba di Bonetto (viso, iscrizione centrale,...) e quello che si può sapere del suo legame con i patroni di Fano.
Tanti saluti.
Paolo Miotto :D
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » mercoledì 25 maggio 2011, 15:58

Gentile aquila55,
cercherò di darle tutte le informazioni in mio possesso circa la tomba ed i legami di Bonetto con la famiglia Malatesta. Purtroppo non ho fotografie più dettagliate della tomba in quanto il portico nel quale si trovano i tre sepolcri (quello di Bonetto, quello di Pandolfo III disegnato su commissione del figlio Sigismondo probabilmente da Leon Battista Alberti e quello gotico di Paola Bianca Malatesta, vedova di Sinibaldo Ordelaffi e prima moglie di Pandolfo III) non è accessibile al pubblico, ed infatti ho dovuto compiere notevoli evoluzioni per ottenere un'immagine accettabile, attraverso le grate che chiudono il portico sul lato prospicente la via.

Immagine

La foto qui sopra rende bene l'idea: la tomba di Bonetto occupa la parte bassa del lato più corto della portico della chiesa di San Francesco - ormai in gran parte in rovina, dopo il terremoto del 1930 - dove un tempo si apriva un arco di ingresso al convento di San Francesco, poi tamponato. Le tombe si trovavano all'interno della chiesa, presso il coro, ma nel 1659 vennero trasferite nel portico. Al di sopra della tomba è presente quella che era la pietra tombale dei sepolcri malatestiani, posta inizialmente all'interno della distrutta chiesa. E' in marmo rosso di Verona, e presenta lo stemma malatestiano delle tre bande scaccate, al capo carico di quattro gigli, il tutto sormontato da un lambello di cinque pendenti. Inizialmente tomba e lastra erano in posizione invertite.

Qualche immagine in bianco e nero tratte da Il tempo e la pietra - I marmi parlanti a cura di Gian Luca Patrignani e Franco Battistelli:

Immagine

ed in particolare la lapide:

Immagine

Probabilmente Bonetto venne in contatto con i Malatesta nella figura di Pandolfo III, come ho accennato nel terzo post, anche se non posso averne la certezza. Era medico di corte, non so se di Pandolfo in particolare (si ritrova molte più volte citato un altro medico, tal Giacomo Regino, o Giacomo da Reggio, il quale probabilmente deve essere il protagonista dell'episodio citato da Mario Tabanelli, e non Bonetto), quasi certamente lo fu di Sigismondo, che volle innalzargli un monumento.
Posso supporre si spostasse seguendo il proprio Signore, quindi probabilmente dal Veneto passò al seguito di Pandolfo a Brescia e Bergamo (se effettivamente già all'epoca era al servizio di questa famiglia), poi a Rimini e Fano alla corte di Sigismondo Pandolfo.
Ma di Bonetto pare non essersi occupato nessuno, tanto che viene a malapena citato quando si descrive la chiesa di San Francesco.

Penso che se vorrà condividere in questa discussione le informazioni circa i da Campretto, altri utenti - io di certo! :D - le saranno grati.
Un caro saluto ;)
Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 25 maggio 2011, 22:47

La foto dell'epigrafe non è granché, ma con opportune manovre si legge qualcosa di abbastanza diverso dal testo riportato sopra:
VRNA TENET CELEBRE3 VTI CE
RNITIS ISTA BONECTV3 DEC
ASTRO FRANCO MEDICVM
QVE3 FISICA FECIT FVERIT
ANTE DOCTOR IN ARTIBVS
ILLE PROBATVS OBVT DIE
MENSIS ANO MCCCCXXX
VII
dove i 3 valgono M trasversa (quindi CELEBREM, BONECTVM, QVEM) e le V valgono U salvo quella di OBVT che vale IJ (quindi OBIJT). Nonostante il millesimo 1437 (e non 34), la grafia già capitale e questo uso di V per IJ mi indurrebbero a collocare la sua realizzazione circa 15-20 anni più tardi (non tanto di più dato che ci sono ancora la M trasversa e l'univerbazione delle preposizioni di tradizione gotica). Da notare poi che il testo inciso è in realtà la 'bozza', dove giorno e mese di morte sono ancora indicati a 'casella vuota' (cioè: dovevano controllare la data esatta, ma poi non l'hanno fatto e il lapicida ha scolpito il promemoria): ulteriore indizio che fu realizzata abbastanza tempo dopo la morte, quando nessuno ricordava più a memoria che fosse stata il 31 luglio. Evidentemente Amiani aveva altre fonti su cui verificare e integrare la data corretta, forse ivi compreso l'anno 1434: anche questo poteva far parte del testo preparato e incautamente inciso (un 4 arabico scritto molto obliquo e col tratto orizzontale mancante o molto leggero è facilmente fraintendibile con un 7, poi inciso come VII)
Franco Benucci
 

Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda bardo » mercoledì 25 maggio 2011, 23:07

Gentile Franco Benucci,
la ringrazio immensamente per le informazioni e le più che giuste correzioni a quanto riportato dall'Amiani. In effetti non mi ero nemmeno posto il problema di confrontare le parole dell'autore con l'iscrizione :oops: - che, ammetto, si legge malamente, ma non ho potuto fare di meglio.
Forse sulla data di morte potrà illuminarci il signor Miotto, attendiamo fiduciosi. :D
Ipotizzavo che il sepolcro di Bonetto fosse stato eretto subito dopo la morte, mentre evidentemente passò del tempo... se pensiamo che per il monumento di Pandolfo III ci vollero più di trent'anni!

La ringrazio ancora ;)
Luca
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda aquila55 » giovedì 26 maggio 2011, 13:49

Mi scuso per il ritardo della risposta, ho dovuto raccogliere i dati che invio.
Nel mio volume su Campretto (Campretto. Storia di un territorio e della sua antica comunità, San Martino di Lupari 1997, pp. 314-382) mi sono occupato della progenie dei da Campretto cercando di mettere a fuoco le vicende una famiglia della piccola nobiltà di provincia e i suoi legami col Trevigiano. Per quanto riguarda il medico Bonetto, che io classifico come II perché discendente di altro Bonetto, va precisato che era figlio di Artusio I e nipote di Oliviero I. Il padre aveva dato origine al ramo familiare degli Artusi, del quale sono documentati quattro figli: Viviano, Nicolò, Lancillotta, che sposò Daniele Zampase e in seconde nozze il nobile Andrea Aproino, e il futuro medico Boneto II.
Boneto II fu il primo della progenie dei da Campretto ad intraprendere l'arte della medicina; infatti lo ritroviamo all'università di Padova, già studente, nel 1410.
In quell'occasione si trovava nel palazzo vescovile patavino per assistere all'esame pubblico di medicina di un amico, il "magnificus Nicolai de Rochabonella de Coneglano", mentre il giorno seguente, il 23 gennaio 1410, assisteva all'investitura a dottore dello stesso Nicolò.
Nel 1412 Bonetto II è ancora a Padova, presente all'assegnazione del dottorato dell'amico Giacomo "de la Turre de Furlivio" e nel 1416 poteva finalmente conseguire la "Licentia privati examinis et publica doctoratus in scientia artium" divenendo in tal modo un "doctor artium".
Nel 1417 si fregiava ufficialmente del titolo di "egregium artium doctor magistri Boneto filio Artusi de Castro Franco", ma non ancora soddisfatto del lusinghiero risultato ottenuto, continuava gli studi per ottenere il dottorato anche in medicina.
Il 21 dicembre del 1420 superò brillantemente l'esame "medicinae", essendo promotori della discussione Bartolomeo e Galeazzo da S. Sofia, Giovanni da Genova e Bartolomeo da Montagnana.
Una volta conseguita la specializzazione in medicina, Boneto II di Artusio si trasferì da Castelfranco Veneto a Treviso, dove si era già stabilito da tempo un altro ramo della famiglia, per poter esercitare con maggior profitto l'arte medica. In città Boneto entrò presto nel numero dei più importanti cittadini del tempo e la Serenissima si servì di lui anche per incarichi a Belluno. Il cronista castellano Nadal Melchiori, riferendo nel primo Settecento dell’incarico bellunese, la attribuisce al padre Artusio I, scrivendo: “Questa familia [...] fu anco detta de Artusi da Artusio Campretto, il quale del 1421 fu castellano nella città di Belluno per anni sedici, et dicessi si estinguesse la famiglia medesima nella persona del detto Artusio l'anno 1437". L’affermazione del Melchiori potrebbe essere spiegata con un incarico ufficiale assegnato al padre e con il successivo ricongiungimento bellunese col figlio. In ogni caso è errata l’opinione che la famiglia si sia estinta l'Artusio perché, non solo i da Campretto continuarono a sussistere anche nei secoli successivi, ma lo stesso Artusio I nel 1443 era ancora vivente.
Nel 1427 Boneto II era già ritornato a Treviso perché il 31 agosto di quell’anno è presente al battesimo a Treviso del figlio Pandolfo Giovanni. Il nome Pandolfo e la presenza di uno dei padrini di battesimo lascia chiaramente intendere che Bonetto II, alla data, era già nell’entourage dei Malatesta e in particolare della nobile cerchia di Fano perché, come recita l’atto battesimale: "Die ultimo augusti (1427) baptizatus fuit Pandulfus Iohannes filius Egregii Artium et Medicinae doctoris Magistri Boneti de Castrofranco civis Tarvisini compater ser Dominicus Zangoli de vita de fano, ser Marcus Salvator de farra, et Benedictus de novolo, ad fontem, et ad introitum ecclesiae honesta domina Barbarela de cha bruto".
Nel 1441 trovo l’ultima registrazione di Bonetto nel Trevigiano, quale padrino di battesimo del figlio di un tale Gueccelo dal Palù.
In definitiva mi pare evidente che la presenza di Bonetto II a Fano sia da imputare alla frequentazione del da Campretto con Pandolfo III Malastesta (1370-1427) quand’era al soldo dei veneziani dal 1412.
La data della morte va dunque posticipata dopo il 1441.
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Re: Bonetto da Castelfranco

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 26 maggio 2011, 15:58

Molto interessante il tutto...
Una riflessione (anzi due):
aquila55 ha scritto:Una volta conseguita la specializzazione in medicina, Boneto II di Artusio si trasferì da Castelfranco Veneto a Treviso, dove si era già stabilito da tempo un altro ramo della famiglia, per poter esercitare con maggior profitto l'arte medica. In città Boneto entrò presto nel numero dei più importanti cittadini del tempo e la Serenissima si servì di lui anche per incarichi a Belluno. Il cronista castellano Nadal Melchiori, riferendo nel primo Settecento dell’incarico bellunese, la attribuisce al padre Artusio I, scrivendo: “Questa familia [...] fu anco detta de Artusi da Artusio Campretto, il quale del 1421 fu castellano nella città di Belluno per anni sedici, et dicessi si estinguesse la famiglia medesima nella persona del detto Artusio l'anno 1437". L’affermazione del Melchiori potrebbe essere spiegata con un incarico ufficiale assegnato al padre e con il successivo ricongiungimento bellunese col figlio.

1437 = MCCCCXXXVII: che sia causale? Ricongiungimento bellunese o fanese (e documentazione poi fraintesa dal redattore dell'epigrafe)?
E su quali basi l'incarico bellunese sarebbe da assegnare al figlio e non al padre? Ci sono documenti? Mi parrebbe strano prendere un medico per fargli fare il castellano (carica militare): che mestiere faceva il padre? Anche le date di "frequentazione" di Pandolfo Malatesta e di rientro a Treviso per il batizo funzionano meglio se si lascia che a Belluno fosse il padre
(e quella in medicina fu laurea, cioè dottorato in utraque, non specializzazione, che è concetto moderno: artium et medicine doctor).

e un tassello complementare (anzi tre):
Nel 1412 Bonetto II è ancora a Padova, presente all'assegnazione del dottorato dell'amico Giacomo "de la Turre de Furlivio" [...] Il 21 dicembre del 1420 superò brillantemente l'esame "medicinae", essendo promotori della discussione Bartolomeo e Galeazzo da S. Sofia, Giovanni da Genova e Bartolomeo da Montagnana.

Al riguardo: http://www.maldura.unipd.it/ddlcs/cem/index.html schede
104. Ss. Filippo e Giacomo 12
106. Ss. Filippo e Giacomo 14
125. Soprintendenza 1
(nel Catalogo-schedario e nelle relative foto)
Ultima modifica di Franco Benucci il venerdì 27 maggio 2011, 14:42, modificato 1 volta in totale.
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