Fabio Gig ha scritto:Stop
Fabio Gig ha scritto:Lo stop, invece, ci sta molto bene in quanto...
Chi dice stop alle discussioni qua sono solo quelli con il nome in verde, in rosso ed in giallo... e non gli altri.
Fabio, ogni volta che si parla di Ordine Costantiniano intervieni più con fare da gendarme che da studioso... capisco che tu difenda la tesi che reputi giusta, ma altri possono avere, a torto o a ragione, visioni differenti dalla tua... e in questo spazio virtuale si da spazio reale a tutte le idee ed opinioni espresse con argomentazioni serie. Sarei davvero felice se tu ti sforzassi in questi casi nell'essere un po' meno perentorio e più aperto al dibattito, che è l'unico medoto lecito per difendere le proprie idee da quelle che si reputano errate.
Storico ha scritto:Quello che mi chiedo e che se ti accorgi che qualcuno si arroga il diritto di chiamarsi Gran Maestro ( al di là di chi sia attualmente legittimato o meno che a me non interessa), cosa fai non intervieni? E se intervieni non devi solo recitare la regola per dirimere il caso (primogenitura franseiana) ma devi dire chi ha ragione e chi no ( possibilmente senza seguire la decisione salomonica dell'Italia che ha fatto più casini che il resto)
In base a quale norma la Santa Sede dovrebbe, di sua iniziativa, fare ciò?
Di recente, il Palazzo Apostolico ha espressamente ed in modo chiaro dichiarato che non ha ulteriore intenzione di occuparsi di questioni afferenti agli ordini cavallereschi se non per quanto inerisce i suoi di diretta collazione, l'Ordine del Santo Sepolcro e l'Ordine di Malta, il "riconosce e tutela" questo vuol dire. Scelta politica, che indica una svolta che a chiare lettere dice: il passato è passato, quel che è stato è stato, e per il futuro, quantomeno prossimo, la materia non è di mia pertinenza.
Se il titolare di un ufficio ecclesiastico reputa che tale ufficio gli sia stato usurpato da qualcuno può tranquillamente ricorrere alla competente autorità canonica... ma deve ricorrere, ossia petire direttamente e formalmente giustizia... di sicuro la Santa Sede non interviene, in queste beghe, se non è richiesto nei modi stabiliti dalla legge canonica il suo intervento.

