Corrispondenza... Papale.

Per discutere, di tutto un po' sulle nostre materie / Discussions of a general nature on our topics

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Corrispondenza... Papale.

Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 20 aprile 2005, 11:46

Carissimi,

mi auguro non ridiate della mia richiesta piuttosto sui generis.

Ieri sera alcuni amici mi comunicavano il loro desiderio d'inviare alcune righe scritte di proprio pugno per esprimere al nuovo Papa Bendetto XVI la loro gioia per la sua elezione.

Ritengo sia un'idea non troppo balzana. Non è certo un assurdo e risibile desiderio di vanagloria che spinge queste persone a scrivere, ma un sentimento di gioia commossa che nasce nel vedere un Papa in cui vive il ricordo di Giovanni Paolo II.

Ora però mi pongo delle domande di ordine pratico e di "etichetta"... come intestare una tale missiva? Soprattutto a chi? :oops:

Inoltre, in che modo rivolgersi al Pontefice... sono convinto vi siano specifiche prescrizioni formali in tal senso (una per tutte: il Voi) , prescrizioni che tuttavia personalmente ignoro. :oops:

Sono certo che qualcuno tra Voi saprà soddisfare queste mie curiosità! :wink:

un saluto

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda Emanuele Pigni » mercoledì 20 aprile 2005, 12:14

Credo che la forma corretta sia:

all'inizio della lettera: Beatissimo Padre
poi sempre: Vostra Santità

Così come la forma corretta nelle monarchie secolari è di solito:

all'inizio della lettera: Sire (a re e imperatori); Monsignore (a principi)
poi sempre: Vostra Maestà (a re e imperatori); Vostra Altezza (a principi).

Emanuele Pigni
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Messaggioda Michele Baroncini » mercoledì 20 aprile 2005, 12:55

La ringrazio, caro Signor Pigni. :P

Puntuale ed esaustivo come sempre! 8)

E dell'intestazione che mi dice? Ritengo piuttosto improbabile che si debba intestare direttamente al Santo Padre! :? :wink:

stia bene

Michele
Michele Baroncini
 

Messaggioda Emanuele Pigni » mercoledì 20 aprile 2005, 13:37

Michele Baroncini ha scritto:E dell'intestazione che mi dice? Ritengo piuttosto improbabile che si debba intestare direttamente al Santo Padre!


Gentile sig. Baroncini, perché non indirizzare direttamente a Sua Santità? In alternativa potrebbe indirizzare al segretario particolare chiedendogli di esprimere a S. S. i sensi della sua gioia (ricordo che una volta scrissi non direttamente ad un'alta personalità istituzionale ma al suo segretario, che fu gentilissimo nei miei riguardi); ma un pontefice appena eletto non ha ancora il segretario.

Con i miei più cordiali saluti.

Emanuele Pigni
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Messaggioda MMT » mercoledì 20 aprile 2005, 15:00

Credo sia stato abolito il plurale majestatis nei confronti del Sommo Pontefice. Si usa il "Lei". Quindi non "Vostra Santità" ma "Sua Santità".

Saluti,
Michele M. Tuccimei di Sezze
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Messaggioda Emanuele Pigni » mercoledì 20 aprile 2005, 16:50

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:Credo sia stato abolito il plurale majestatis nei confronti del Sommo Pontefice. Si usa il "Lei". Quindi non "Vostra Santità" ma "Sua Santità".


Ma "Vostra Santità" non sottointende un plurale maiestatis, come non lo sottointende "Vostra Eccellenza". Io lo userei comunque.
Saluti
Emanuele Pigni
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Messaggioda sebpasq » mercoledì 20 aprile 2005, 17:26

Nell'intestazione si usa: Santità oppure Beatissimo Padre (come suggeriva Emanuele Pigni).
Nel corpo della lettera: Vostra Santità, o la Santità Vostra;
Per la chiusa: della Santità Vostra obbedientissimo figlio.

L'indirizzo può andar bene in questo modo:
A Sua Santità Benedetto XVI
Palazzo Vaticano - Roma


A chi interessa, l'email del Pontefice è: benedettoxvi@vatican.va
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Messaggioda Franz Chiarizia de Molise » sabato 23 aprile 2005, 10:22

dubito che la controlli..... :roll: :roll: :roll:
"...io non domando per la mia antica nobiltà, ne cariche ne onori..."
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Corrispondenza al Santo Padre

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » martedì 28 giugno 2005, 8:36

Al Santo Padre ci si può dirigere personalmente.

1) La lettera va indirizzata a:

Sua Santità
Papa Benedetto XVI
Palazzo Apostolico
00120 Città del Vaticano

2) L’appellativo della missiva, ciò che i francesi chiamano “en tête”, puo essere uno dei seguenti:

Santo Padre, Beatissimo Padre, Santità

3) Il testo va scritto usando “Vostra Santità”, mai “Lei”:

Imploro Vostra Santità voler concedere una Benedizione apostolica…

Supplico la Santità Vostra inviare una Benedizione…

4) Per la chiusura della lettera, si può usare:

della Santità Vostra obbedientissimo figlio…


Cordiali saluti,

Fabio Cassani Pironti
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Messaggioda MMT » martedì 28 giugno 2005, 23:10

Caro Fabio,
non è quindi abolito il "plurale majestatis" ed è errato fare come in televisione, oggi l'ultimo esempio, riferirsi al Santo Padre con il "Lei".

Grazie,
Michele.
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Corrispondenza Pontificia

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » mercoledì 29 giugno 2005, 0:10

Carissimo Michele,

Il linguaggio televisivo non è, certamente, privo di imprecisioni. Io sono la persona meno indicata a pontificare (mai aggettivo è stato così opportuno) sulla lingua italiana, ma di sicuro non si può prenderla ad esempio.
La corrispondenza “ufficiale” rivolta al Santo Padre conserva, tuttora, una forma irreprensibile, basta leggere i discorsi che gli ambasciatori rivolgono al Papa nell’Udienza per la presentazione delle Lettere Credenziali.
Personalmente, credo che anche un semplice cattolico che desidera scrivere al successore di Pietro, possa utilizzare uno stile formale che non è segno di leziosità ma semplice rispetto verso il Capo della Chiesa.
In ogni caso, l’esperienza mi ha insegnato che, nella Santa Sede, la forma è tenuta in considerazione soltanto se proviene da chi dovrebbe farlo. Se un buon cristiano si rivolge ad un cardinale chiamandolo monsignore, ne sarà lieto. Se lo fa un capo di stato, o un ambasciatore, è un altro discorso.
Per ciò che riguarda il “plurale majestatis”, esso è prerogativa del Pontefice, non dei suoi interlocutori. Il Papa si rivolge con detto plurale ad indicare la doppia natura delle sue parole. Oggigiorno si tende ad utilizzare la prima persona, ma di frequente è il frutto delle traduzioni, anche ufficiali. Se leggi il testo in latino è spesso usato il “plurale majestatis”. Un esempio recente è il Primo Messaggio di Sua Santità Papa Benedetto XVI al termine della Concelebrazione Eucaristica con i Cardinali elettori nella Cappella Sistina (20 aprile 2005), nel quale, scritto in latino, dice: “…Duo animum Nostrum discordes sensus hoc tempore una simul subeunt…” E tradotto in “Nel mio animo convivono in queste ore due sentimenti contrastanti.”
In altri casi, invece, è tradotto correttamente, come nel caso della Lettera Apostolica con la quale il Sommo Pontefice ha iscritto nell’albo dei Beati le Serve di Dio: Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope (14 maggio 2005). “Nos, vota Fratrum Nostrorum Ferdinandi Sebastián Aguilar, Archiepiscopi Pampilonensis, et Iacobi Michaelis Moynihan, Episcopi Syracusensis, necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congragationis de Causis Sanctorum consulto, Auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabiles Servae Dei Ascensio Nicol Goñi et Maria Anna Cope Beatarum nomine in posterum appellentur, earumque festum…” tradotto “Noi accogliendo il desiderio dei Nostri Fratelli Fernando Sebastián Aguillar, Arcivescovo di Pamplona, e James Michael Moynihan, Vescovo di Syracuse, e di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che le Venerabili Serve di Dio Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope d'ora in poi siano chiamate Beate e che si possa celebrare la loro festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno…”
Cordiali saluti,

Fabio
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 29 giugno 2005, 10:03

Sappiamo inoltre quanto differisca la lingua italiana orale da quella scritta che ha delle regole precise dettate dalla norma e dalla consuetudine da rispettare :D
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Re: Corrispondenza Pontificia

Messaggioda MMT » mercoledì 29 giugno 2005, 19:14

Fabio Cassani Pironti ha scritto:Carissimo Michele,

Il linguaggio televisivo non è, certamente, privo di imprecisioni. Io sono la persona meno indicata a pontificare (mai aggettivo è stato così opportuno) sulla lingua italiana, ma di sicuro non si può prenderla ad esempio.
La corrispondenza “ufficiale” rivolta al Santo Padre conserva, tuttora, una forma irreprensibile, basta leggere i discorsi che gli ambasciatori rivolgono al Papa nell’Udienza per la presentazione delle Lettere Credenziali.
Personalmente, credo che anche un semplice cattolico che desidera scrivere al successore di Pietro, possa utilizzare uno stile formale che non è segno di leziosità ma semplice rispetto verso il Capo della Chiesa.
In ogni caso, l’esperienza mi ha insegnato che, nella Santa Sede, la forma è tenuta in considerazione soltanto se proviene da chi dovrebbe farlo. Se un buon cristiano si rivolge ad un cardinale chiamandolo monsignore, ne sarà lieto. Se lo fa un capo di stato, o un ambasciatore, è un altro discorso.

certamente su questo siamo più che d'accordo!

Per ciò che riguarda il “plurale majestatis”, esso è prerogativa del Pontefice, non dei suoi interlocutori. Il Papa si rivolge con detto plurale ad indicare la doppia natura delle sue parole. Oggigiorno si tende ad utilizzare la prima persona, ma di frequente è il frutto delle traduzioni, anche ufficiali. Se leggi il testo in latino è spesso usato il “plurale majestatis”. Un esempio recente è il Primo Messaggio di Sua Santità Papa Benedetto XVI al termine della Concelebrazione Eucaristica con i Cardinali elettori nella Cappella Sistina (20 aprile 2005), nel quale, scritto in latino, dice: “…Duo animum Nostrum discordes sensus hoc tempore una simul subeunt…” E tradotto in “Nel mio animo convivono in queste ore due sentimenti contrastanti.”
In altri casi, invece, è tradotto correttamente, come nel caso della Lettera Apostolica con la quale il Sommo Pontefice ha iscritto nell’albo dei Beati le Serve di Dio: Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope (14 maggio 2005). “Nos, vota Fratrum Nostrorum Ferdinandi Sebastián Aguilar, Archiepiscopi Pampilonensis, et Iacobi Michaelis Moynihan, Episcopi Syracusensis, necnon plurimorum aliorum Fratrum in Episcopatu multorumque christifidelium explentes, de Congragationis de Causis Sanctorum consulto, Auctoritate Nostra Apostolica facultatem facimus ut Venerabiles Servae Dei Ascensio Nicol Goñi et Maria Anna Cope Beatarum nomine in posterum appellentur, earumque festum…” tradotto “Noi accogliendo il desiderio dei Nostri Fratelli Fernando Sebastián Aguillar, Arcivescovo di Pamplona, e James Michael Moynihan, Vescovo di Syracuse, e di molti altri Fratelli nell'Episcopato e di molti fedeli, dopo aver avuto il parere della Congregazione delle Cause dei santi, con la Nostra Autorità Apostolica concediamo che le Venerabili Serve di Dio Ascensión Nicol Goñi e Marianne Cope d'ora in poi siano chiamate Beate e che si possa celebrare la loro festa nei luoghi e secondo le regole stabilite dal diritto, ogni anno…”
Cordiali saluti,

Fabio


Ottimo: quindi rimane il "Voi" in tutto e per tutto nella forma da rivolgere alla Persona del Santo Padre!

Grazie per la delucidiazione. A cuasa di molti che trasgrediscono l'etichetta, o forse è più logico dire la forma di rispetto, molte forme vengono trasgredite per ignoranza e superficialità.

Michele.
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Buona educazione

Messaggioda Fabio Cassani Pironti » sabato 2 luglio 2005, 20:59

Forse, caro Michele, il problema è che la maggior parte delle persone pensa che queste siano “baggianate” d’altri tempi. La correttezza, la buona educazione, il rispetto non sono più in voga.

Fabio
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Messaggioda MMT » domenica 3 luglio 2005, 19:42

Purtroppo hai ragione: viene confusa l'educazione ed il rispetto con cose vetuste ed inutili!!!


Michele.
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