contegufo ha scritto:...Nella mia città l'Arcivescovo pro-tempore ha il titolo di Conte ...
Fonte : Spreti
Mensa Arcivescovile di LuccaArma : del titolare
< pro tempore >.
L' Arcivescovo di Lucca ha insigni privilegi ecclesiastici, titolo di Principe del Sacro Romano Impero e di Conte Palatino.
I Presuli della vastissima Diocesi ebbero giurisdizione temporale sulla Contea di Piazza e Sala in Garfagnana, e la loro jura si estese anche su Diecimo, Sesto ed altre terre fino al 1726, anno in cui fu ceduta alla Repubblica di Lucca.
La Diocesi fu eretta in Arcivescovado con bolla di Benedetto XIII degli 11 settembre 1726.
Capitolo della Metropolitana di LuccaArma :
Di rosso timbrato da corona Comitale, alla mitria d'argento caricata del giglio e accollata al pastorale dello stesso e posto in sbarra.
Titolo : Nobiltà di Lucca
La jura comitale del Capitolo di San Martino si estese fino al 1799 su Massarosa, Fibbialla, Gualdo e Ricetro.
Il duca di Lucca, Carlo Lodovico di Borbone, concesse la Nobiltà al Corpo morale, non ai singoli componenti, con decreto 5 agosto 1826.
Franco Benucci ha scritto:Anche il vescovo di Padova era conte di Piove di Sacco, per concessione imperiale risalente all'alto medioevo ...
Fonte : Spreti
Mensa Vescovile di PadovaArma : del titolare
< pro tempore >.
Il Vescovo di Padova investito del Comitato, come tutti gli altri Vescovi dell' Alta Italia intorno al 1000, ebbe dall' Impero conferme successive di tale dignità.
L'esercizio delle funzioni comitali, ostacolato da vicende politiche, in Padova forse più che altrove numerose, si esplicò più che in altra forma con la sopravvivenza di diritto di investitura di feudi decimali che sopravvissero alla signoria Carrarese dopo aver convissuto con essa.
La difficoltà stessa di esercitare la funzione comitale su tutto il territorio della primitiva investitura rese necessario in un primo tempo la suddivisione del Comitato stesso in vice Comitati, come avvenne quasi dappertutto, ma questa suddivisione nel territorio Padovano, più che in altri, portò al graduale smembramento del Comitato stesso ed al conseguente assorbimento da parte del Fisco Veneto dei maggiori feudi giurisdizionali.
Piove di Sacco fu l'ultimo luogo che il Vescovo ritenne in giurisdizione e su esso limitò l'uso di quel titolo comitale già riguardante tutto il territorio Padovano.
La limitazione, del resto conforme agli usi pur avendo la sua base nelle investiture imperiali, non ebbe in questo caso valore di trasporto di dignità da un luogo in altro come avvenne altrove ; qui si trattò di vera limitazione causata dal fatto che la giurisdizione non aveva altro limite se non il territorio Saccense.
Caduta anche questa giurisdizione, il Vescovo ritenne il titolo di conte di Piove di Sacco, titolo che, pur avendo la sua base nelle investiture imperiali, è stato sostituito per uso a quello originario di conte di Padova.
Il titolo di conte di Piove di Sacco fu portato dai Vescovi padovani ininterrottamente dal 1428.
La Mensa Vescovile è iscritta nell' El. Uff. Ital. col titolo di Piove di Sacco, in persona del Vescovo
< pro tempore >.