fabrizio guinzio ha scritto:Sì, d'accordo, e confermo il mio rispetto per qualsiasi teoria su qualunque tipo di nobiltà! Mi va benissimo anche la tua sulle nobiltà civiche italiane. Ma necessita correggere errori: nobiles et patricii di città(il decurionato dei municipii dell'Impero Romano) esistevano storicamente anche in Germania(non sic et simpliciter in Italia), carissimo ti consiglio la lettura di "L'amico ritrovato" di Fred Uhlman; la famiglia ebreo - tedesca dell'autore aveva aperta la pratica di nobiltà presso il Consiglio(era il fons honorum) di Stoccarda, sospesa con il crollo della Germania guglielmina(1918) (...) Ciao,
Rientro solo un attimo per mettere un paio di puntini sulle J .
1) Non ho mie teorie ( ci mancherebbe altro … ) riporto quelle efficacemente esposte ed ottimamente argomentate da alcuni storici e pubblicisti , alcuni di loro sono stati citati nel mio precedente intervento.
2) Concordo è necessario correggere gli errori .
D’altra parte, ogni tanto, una ripassatina alla storia gioverebbe per il buon andamento delle discussioni :
Quella dei Comuni , seguita a quella delle Signorie fu caratteristica tipica ( praticamente unica ) della penisola italica, specialmente del centro-nord . Al massimo possiamo allargarci in Canton Ticino .
Così tipicamente italiana è la tradizione della nobiltà civica o cittadina e dei patriziati ( anche qui , al massimo, possiamo un po’ sconfinare ai decurionati ,espressione della “Vicinia” ticinese ).
Personalmente, non vorrei sembrare ovvio, ma consiglio l’istruttiva lettura di un qualsiasi testo di Storia in uso alle scuole medie.
Ciao

