Moderatori: Guido5, Novelli, Lambertini
Lion Bianco ha scritto:... aggredivano ufficiali e mutilati che avevano versato sangue al fronte ...
... rei di violenze e di illegalità molteplici ...
luisa monesi ha scritto:...per favore lasciamo fuori da questo forum le opinioni politiche personali. L.M.

fabrizio guinzio ha scritto:E' un fatto che non ci sarebbe alcun motivo di discutere, poichè è proprio una legge araldica del Regno d'Italia(RR.DD. 11.12.1887 n. 5138 e 8.1.1888) che, all'articolo 32, esclude per le nuove concessioni predicati di comuni. La concessione di tali qualifiche nobiliari era prerogativa, appunto, dei liberi(se sottomessi dovevano comunque chiederne il mantenimento) Comuni (...)
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fabrizio guinzio ha scritto:Carissimo Sergio, la qualifica di nobile sul cognome è prevista in tutta Europa(Italia inclusa), puoi controllare sul volume "Araldica, usi e stli" del von Volborth, nei locali diritti storici - nobiliari. Anche nel S.R.I. Con la stessa origine di tutti gli altri titoli/qualifiche nobiliari. Quella di nobile e patrizio è comunale. Non capisco di quale qualifica tu parli e quali siano le modalità di acquisto. Se parli di nobiltà in senso etico - morale, mi ripeto, è altra cosa dal dato araldico (...)
fabrizio guinzio ha scritto:Ma tali qualifiche nobiiari, nobile sul cognome nobile e/o patrizio di comune, erano già presenti negli stati italiani preunitari in età molto risalenti.
Vero !
L'origine è la medesima dei titoli: un atto giuridico.
Certamente, un atto giuridico, ma di cooptazione nobiliare, stiamo parlando aristocrazia cittadina, città-stato ( Venezia, Genova ) o liberi comuni , una forma di governo tipicamente italiano nata in seguito all’affermarsi di un nucleo ristretto di famiglie che esercitano il potere , solo raramente l’avvento di signorie e principati ( quando ci fu ) riuscì ad imporre il potere di aggregare nuove famiglie.
Quasi sempre la funzione del signore-principe-sovrano fu esclusivamente quello di riconoscere le cooptazioni decise ed avvenute all’interno dei consigli cittadini, queste furono gli atti giuridici a cui ti riferisci: la cooptazione nella magistratura cittadina, nei confronti della quale il principe aveva la funzione “notarile” avvallava decisioni non sue ( provvedimento di giustizia ).
Idem per la qualifica di cavaliere ereditario e per quella di signore(vicesignore, cosignore) di località.
Questi sono veri e propri titoli nobiliari “creati” con provvedimento di grazia
Quale storico e araldista afferma qualcosa di diverso? La nobiltà non - titolata è presente sia nei diritti nobiliari italiani locali che in quello nazionale post - unitario. Che l'atto giuridico sia di grazia o di giustizia non muta il fatto che, in assenza di questo: nulla nobilitas. Quali autori affermano cosa diversa? Ciao,
Te ne posso citare alcuni :
Alessandro Scala su di un articolo, di giurisprudenza nobiliare pubblicato nel 1915 col titolo: "Nobiltà non è titolo ma qualità”
Carlo Padiglione sul Giornale Araldico Genealogico, 1887-1888, anno XV, Direttore di Crollalanza, pag. 133.
Angelo Squarti Perla “ La qualità di patrizio”
P.S. Siamo scivolati un bel po’ off topic e d’altronde temo che le nostre posizioni siano inconciliabili
Ciao
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