da inquisitor86 » venerdì 7 dicembre 2007, 20:58
Buonasera,
dopo le informazioni sul libro dello Zacchia mi sono precipitato in biblioteca e fortunatamente lo avevano (cosa rara poichè è stato stampato in sole 300 copie): ho copiato queste poche righe per ringraziarvi dell'attenzione.
“Le Romagne, occupate dalle truppe francesi, uscite vincitrici dalla battaglia del Senio, offrono, dopo il Trattato di Tolentino, un asilo meno infido dell'Urbe in preda alle sedizioni e ai saccheggi, deportato il Papa e costituita la Repubblica.
Ai primi di settembre del 1798 il Rondinini è a Roma, ma poco dopo egli, con Camillo Zacchia, si ritira definitivamente a Castel Bolognese...
Ma i patrimoni erano già stati gravemente danneggiati dai prestiti forzosi e dalle continue e fortissime contribuzioni imposte dai governi, che avevano costretto i cittadini a contrarre enormi debiti sotto il peso di usure eccessive. Per questo il 2 settembre 1798 Giuseppe Rondinini aveva dovuto alienare diverse possessioni nel territorio di Solarolo con la facoltà di redimerle nel termine di sei anni egli stesso o gli eredi, istituendo, con testamento del 5 successivo, usufruttuario Giuliano Capranica e proprietari i figli di lui, Bartolomeo e Domenico, tutti discendenti di Laura Rondinini, sorella di Alessandro. Una posteriore in data 28 marzo 1800 restringeva il diritto ereditario al solo primogenito, e prevedendo eventuali sostituzioni, introduceva una lista di famiglie più o meno attinenti alla sua.
Però il Rondinini, sempre fermo nel proposito di provvedere degnamente alla successione, non è ancor pago. La quotidiana consuetudine con Camillo Zacchia, resa più necessaria e più sentita dai tempi procellosi e dalla età avanzata, stringe sempre più a lui questo giovane che rinnova fra le due famiglie le antiche relazioni sorte nel periodo più fortunato della loro storia. Allora egli vagheggia un altro disegno: riallacciare quei legami. Come un giorno una Zacchia fu continuatrice della famiglia Rondinini, così oggi una discendente di questi ultimi entri nella casa ligure, quasi a ricambiare l’antico dono.
E poichè Camillo Zacchia aveva già assunto alcuni ordini sacri, si pensò che il fratello Girolamo, dimorante in Vezzano, avrebbe potuto aspirare al matrimonio con Anna Origo che discendeva da Veronica Rondinini, altra sorella di Alessandro.
Il 23 febbraio 1801 Giuseppe Rondinini faceva donazione di tutti i suoi beni a Camillo Zacchia e gli concedeva di unire i due nomi e di inquartare il proprio stemma col suo. Nella primavera Girolamo s’incontrava in Roma con la giovane Origo.
Ma sopravvenuta il 16 di maggio in Castel Bolognese la morte del Rondinini, taluni fecero appello ai tribunali, affinchè dichiarassero invalida la donazione. Fu tale un ribollire di intrighi e di passioni, che le progettate nozze sfumarono. Non potè tuttavia essere impugnato il diritto e la rettitudine dello Zacchia, il quale non volendo però prolungare ancora una incresciosa lite che si trascinava da anni, preferì transigere, quando, secondo il giudizio degli stessi patrocinatori avversari, era per arridergli piena vittoria.
In tal modo cinque once dell’asse Rondinini, vale a dire cinque dodicesimi del patrimonio, passarono agli oppositori, ai quali restò, fra l’altro, il Palazzo nel Corso in Roma.”
Chiunque avesse qualsiasi altra informazione o commento al testo non esiti a scrivermi. Mi interessa molto questa questione e sopratutto la parte legale (donazione e testamento).
[Per aggiungere solo un particolare a quanto riportato dal gentilissimo San Marco, in realtà i Rondinini, o Rondanini, non erano originari di Roma, ma erano romagnoli, e precisamente di Brisighella, da dove veniva infatti il "capostitpite" dei Rondinini, Rondinino Rondinini - la parentela con i Crivelli sembrerebbe poi accertata: infatti, secondo la tradizione e opere di carattere storico, il padre di Rondinino si chiamava Fosco Crivelli, milanese]
Saluti
Andrea G.
"Osserva bene e lassia dire"
M.Rondinini
Andrea M.a V.di C.