150° Anno dell'unità d'Italia

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda de la cerda » lunedì 21 marzo 2011, 18:51

Si è parlato di italiani che combatterono contro altri italiani, senza che la loro storia sia passata alla Storia.
Non dimentichiamo che ci furono anche "francesi" che combatterono a fianco dei commilitoni "italiani" nelle due prime guerre risorgimentali, salvo poi essere "ceduti" alla Francia in cambio di altri "italiani", che però non pare avessero alcuna voglia di cambiar sovrano.
Segnalo Il contributo della Savoia all’Unità d’Italia (1814-1860) di Alberico Lo Faso di Serradifalco e Italo Pennaroli, Editrice Impressioni Grafiche, Acqui Terme, 2010.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Elmar Lang » martedì 22 marzo 2011, 11:28

Poiché la storia, ripeto, è fatta di rapporti di forza, bisogna mettersi il cuore in pace di fronte al fatto ineluttabile storicamente, del processo di unificazione italiana. A voler iniziare questo processo è statoil Regno di Sardegna, dimostrando più forza e lungimiranza politica delle altre case regnanti "italiane" (tra virgolette, perché eccetto lo Stato di Santa Chiesa, i Borbone, gli Asburgo Lorena, Este ecc. erano sovrani discendenti di dominanti stranieri).

L'Impero d'Austria aveva sì un'ottima burocrazia, ma sostenuta da un apparato poliziesco e repressivo forse senza eguali nel mondo civilizzato (dimentichiamo gli orrori della repressione d'Ungheria nel 1849?), dove per la miopia dell'Imperatore Francesco Giuseppe (che di guai politici ne ha commessi parecchi), mai vennero comprese le istanze nazionali dei popoli che componevano quell'immensa monarchia. Quella miopia politica, fu poi una delle cause prime dell'inevitabile crollo di quello stato plurinazionale.

Più che nutrire la nostalgia per il passato preunitario, sarebbe meglio adoperarci per il buon funzionamento del presente sistema di stato, che attualmente è da vergognarci. I governi passano e cambiano; ciò che resta è un'inamovibile casta burocratica di "poteri" centrali e locali che, ad esempio, in totale spregio delle leggi dello Stato tratta noi Cittadini come sudditi a suon di circolari (esperienza personale).

E tornando alle terre annesse post-1918, vorrei sapere in virtù di quale tradizione -in Trentino- vengono "rifondate" compagnie di Schützen, che sotto l'Austria non sono mai esistite. Evidentemente, questi pagliacci piumati e schioppettanti quando andavano a scuola erano o assenti o con pessimi voti in storia. E mi dispiace che i loro costosi Trachten li debba pagare anch'io...

Si, in conclusione, le terre annesse all'Italia con la vittoria sull'Austria-Ungheria, io le ridarei all'attuale Repubblica Austriaca, purché -come detto- alla minoranza etnica italiana venga garantita la stessa condizione di cui gode attaulmente, sotto il tallone italiano, la "minoranza" etnica di lingua tedesca.

Buona giornata,

E.L.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 22 marzo 2011, 12:01

Elmar Lang ha scritto:A voler iniziare questo processo è statoil Regno di Sardegna, dimostrando più forza e lungimiranza politica delle altre case regnanti "italiane" (tra virgolette, perché eccetto lo Stato di Santa Chiesa, i Borbone, gli Asburgo Lorena, Este ecc. erano sovrani discendenti di dominanti stranieri).

Chi è italiano D.O.C.G. (Savoia inclusi) scagli la prima pietra...
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 22 marzo 2011, 12:16

Elmar Lang ha scritto:E tornando alle terre annesse post-1918, vorrei sapere in virtù di quale tradizione -in Trentino- vengono "rifondate" compagnie di Schützen, che sotto l'Austria non sono mai esistite. Evidentemente, questi pagliacci piumati e schioppettanti quando andavano a scuola erano o assenti o con pessimi voti in storia. E mi dispiace che i loro costosi Trachten li debba pagare anch'io...

Si, in conclusione, le terre annesse all'Italia con la vittoria sull'Austria-Ungheria, io le ridarei all'attuale Repubblica Austriaca, purché -come detto- alla minoranza etnica italiana venga garantita la stessa condizione di cui gode attaulmente, sotto il tallone italiano, la "minoranza" etnica di lingua tedesca.


Compreso quel "folckoristico" anche se un po' anacronistico residuo di appartheid nei centri urbani e quella "simpatica" micro pulizia etnica in atto da decenni nei piccoli centri rurali da parte della popolazione maggioritaria [zip.gif]
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Sigillum1 » martedì 22 marzo 2011, 12:17

Caro Elmar, concordo con il suo complessivo approccio al tema che non esclude affatto che la memoria complessiva degli avvenimenti e dei processi di cui parliamo, sia stata orientata, frammentaria e anche deformata: le ragioni sono spesso evidenti ed comunque comprensibili; ma è pure impossibile immaginare quel che non è effettivamente avvenuto; non sono perciò certa, ad esempio, se dovrei ancora preoccuparmi, in un immaginario e perdurante stato pontificio, vivo a Bologna, di controllare se il libro che sto per leggere, sarebbe ancora all'indice e potrebbe ridurmi in ceppi (a proposito dei "magnifici apparati"...). E dunque, dal momento che si è autorevolmente affermato che i documenti "non saltan fuori, qui o là, per effetto di chissà quale imperscrutabile volere degli dei", ben vengano, ad integrare la nostra storia, tutti quei documenti che sono sinora, ma non poi tanti, a mio modesto avviso, rimasti sepolti ovunque...Comprenderemo meglio e di più...anche delle ultime "crociate", di cui tuttavia, mi pare, eravamo da tempo informati...Un cordiale saluto. Silvia
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » martedì 22 marzo 2011, 12:21

Elmar Lang ha scritto:le terre annesse all'Italia con la vittoria sull'Austria-Ungheria, io le ridarei all'attuale Repubblica Austriaca, purché -come detto- alla minoranza etnica italiana venga garantita la stessa condizione di cui gode attaulmente, sotto il tallone italiano, la "minoranza" etnica di lingua tedesca.


Mi parrebbe già una buona e ragionevolissima soluzione l'attuale richiesta di doppia cittadinanza per i sudtirolesi - italiana e austriaca - attualmente caldeggiata dalla Süd Tiroler Freiheit che in proposito haraccolto 20.000 firme. Vediamo che ne diranno a Vienna. L'Italia del resto già lo prevede per gli italiani nel mondo.

Il senso della discussione non sarebbe quello di rivangare nostalgie, ma per capire chiaramente che, al contrario della vulgata che passa ancora, il Risorgimento fu una stagione tutt'altro che univoca o scontata e che, soprattutto, venne fatto male: lo Stato venne costituito a pregiudizio della più intima identità della nazione italiana che già esisteva da secoli divisa nei suoi gloriosi e diversi stati. Improvvida la morte di Cavour che saggiamente vagheggiava di un impianto "federale" per il nuovo regno. Chissà.

Per l'italianità etc.; i nonni del primo re d'Italia erano rispetivamente: un cadetto francofono di casa Savoia, Carlo Emanuele di Savoia-Carignano, Maria di Sassonia, Ferdinando III d'Asburgo Toscana e Luisa di Borbone Due-Sicilie. Attribuire "nazionalità" ai membri delle case reali è sempre un esercizio complicato. Alla corte viennese il conte von Zinzendorf rampognava perché considerava l'imperatore Francesco I nato e cresciuto a Firenze di "razza italiana"...

Saluti cordiali,

FJ
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 22 marzo 2011, 12:34

Sigillum1 ha scritto: non sono perciò certa, ad esempio, se dovrei ancora preoccuparmi, in un immaginario e perdurante stato pontificio, vivo a Bologna, di controllare se il libro che sto per leggere, sarebbe ancora all'indice e potrebbe ridurmi in ceppi (a proposito dei "magnifici apparati"...).

Tranquilla, non dovrebbe preoccuparsi di controllare se il libro fosse all'indice, dato che l'indice non esiste più da tempo e che da ancor più tempo non era usato per ridurre in ceppi.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda GENS VALERIA » martedì 22 marzo 2011, 13:27

Franz Joseph von Trotta ha scritto: (...) lo Stato venne costituito a pregiudizio della più intima identità della nazione italiana che già esisteva da secoli divisa nei suoi gloriosi e diversi stati.(...)


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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Sigillum1 » martedì 22 marzo 2011, 13:42

Sono effettivamente abbastanza serena, dal momento che da tempo non sono più suddita di quello Stato, ma le ricordo che l'ultimo Indice dei libri proibiti è datato a questo secolo e che dunque soltanto il suo ottimismo può indurmi a sperare che non sarebbe stato ancora applicato a Bologna, con gli effetti che certamente questo strumento di controllo dei reati d'opinione, il favorito degli inquisitori (che ha procurato i ceppi e molto altro a molte persone, come ben sappiamo dalla abbondante letteratura disponibile sulla loro attività e sulle loro vittime), avrebbe continuato ad esercitare sul nostro rapporto con la lettura e coi libri, anche quando le pene previste non fossero più di fatto applicate. Un cordiale saluto. Silvia
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 22 marzo 2011, 14:00

Sigillum1 ha scritto: ma le ricordo che l'ultimo Indice dei libri proibiti è datato a questo secolo

Al secolo scorso.
Per quanto riguarda l'inquisizione sarebbe meglio non fidarsi troppo delle varie leggende nere in circolazione, ma basarsi sugli studi - e ce ne sono diversi - degli storici seri.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Elmar Lang » martedì 22 marzo 2011, 14:29

Se non altro, grazie allo Stato Italiano nel XX Sec. lo "Index Librorum Prohibitorum" aveva solo un valore "morale" verso chi lo avesse voluto osservare.

Se il Vescovo di Roma avesse goduto ancora di potere temporale... ahi ahi, sarebbero stati dolori!

Concordo su quanto riguarda l'inquisizione: essa fu meno truculenta di quanto certa storia divulgata soprattutto nel XIX Sec. ci abbia fatto credere. O comunque fu né più né meno allineata nei modi ad altri sistemi giudiziari del suo tempo.

In fondo, ben dopo che l'Inquisizione mise via ferri e supplizi (veri o presunti), la luminosissima Maria Teresa d'Austria volle la "Constitutio Criminalis Teresiana", ove con dovizia di dettagli ed illustrazioni sono descritti metodi d'interrogatorio che fanno accapponare la pelle di noi d'oggi, abituati ad una giustizia sempre ancora imperfetta, ma meno "invasiva" quantomeno della nostra incolumità fisica.

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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 22 marzo 2011, 15:55

Quello con cui concordo e che mi sembra ci accomuni è la ricerca della grigia verità(è l'oggetto delle ricerche storiche scientifiche, oltre le leggende bianche e nere) frutto di ricostruzioni(ricostruzionismo, che il termine revisionismo - revisionista è ormai un insulto, serviva agli stalinisti per eliminare voci "non - organiche") storiografiche accurate che serviranno da base per ulteriori ricerche(la ricerca è sempre aperta!). Ora tenterei, con il vostro aiuto, di fare il punto su dove siamo, al momento. Il Premier attuale britannico David Cameron che ha studiato ad Eton vede in Garibaldi(ebbe a Londra un'accoglienza tale da ingelosire nientemeno che la Regina Vittoria) un "freedom fighter" che lo guida nella sua azione di governo. Quella che il nostro Presidente Giorgio cita come la democrazia più compiuta d'Europa, il Regno Unito, in prima linea anche contro il totalitarismo stalinista dopo esserlo stato contro l'hitlerismo. Chi ha combattuto per un potere temporale della Chiesa sta attualmente dalla parte dei vincenti(victis victi victuri, vincitori dal 1929), dato che lo Stato pontificio di Città del Vaticano è una realtà, accanto ed entro lo Stato Italiano. Dobbiamo poi imparare anche noi Italiani che disprezzare il nemico, addirittura anche l'avversario, è la cosa più stupida, controproducente etc. che si possa fare(un esempio, ho letto un libro franchista in cui era scritto che i repubblicani spagnoli erano guerrieri validissmi, armatissimi, ben comandati etc.; che gloria avrebbe mai Franco ad aver conquistato una repubblichetta, ad aver vinto dei repubblichini? Certamente non li avrebbe fatti seppellire vicino a lui!). Ciao,
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 22 marzo 2011, 16:09

Elmar Lang ha scritto:Se non altro, grazie allo Stato Italiano nel XX Sec. lo "Index Librorum Prohibitorum" aveva solo un valore "morale" verso chi lo avesse voluto osservare.

Se il Vescovo di Roma avesse goduto ancora di potere temporale... ahi ahi, sarebbero stati dolori!


Sono affermazioni che bisognerebbe dimostrare... almeno fin quando il potere temporale fu esteso a un territorio considerevole.
Per quanto concerne l'oggi è fantastoria.

E poi siamo così sicuri che oggi non ci siano censure, con rischio di pene anche corporali (leggi detentive) assai gravi?
Forse non ce ne accorgiamo, perché riteniamo queste persone talmene "infette" da non prendersi neanche in considerazione.
Ma cosa succederebbe a chi scrivesse un libro sostenendo che l'olocausto non è mai avvenuto (o peggio dicendo che i nazisti fecero bene), o esaltando il razzismo, o pubblicasse pornografia minorile? (e almeno in quest'ultimo caso le pene colpiscono anche il semplice lettore)
Vorrei precisare - a scanso di equivoci - che non intendo certo ergermi a difensore di questi signori. Ma far notare come quello che cambia è soprattutto la sensibilità con cui si guarda a determinati atteggiamenti, più che l'essenza delle cose.
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda Sigillum1 » martedì 22 marzo 2011, 16:52

Caro Adj, sarebbe forse utile che lei, basasse i suoi discorsi su fonti attendibili, non tratterebbe certi temi con tanta leggerezza, se lo facesse; per quel che mi riguarda, amo molto le leggende, fonti davvero interessanti, ma i rapporto fra la nostra propensione alla lettura e gli "Indici", che citavo, è di Adriano Prosperi, sulla cui competenza relativa non mi pare vi possano essere dubbi; per abitudine non mi documento sui romanzi rosa. Non ho notizia di libri all'Indice, nel nostro Paese, anche se molto recentemente, qualche tentativo è forse documentato, e non val certo la pena di discutere sugli esempi che porta...so, perchè le frequento, che nelle nostre biblioteche pubbliche si acquistano molti libri, che vengono catalogati on line e prestati a chiunque li domandi, a tutti: è forse questo che la disturba, se non ricordo male, ma "l'essenzialità delle cose" è questa Silvia
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Re: 150° Anno dell'unità d'Italia

Messaggioda adj » martedì 22 marzo 2011, 18:16

Sigillum1 ha scritto:Caro Adj, sarebbe forse utile che lei, basasse i suoi discorsi su fonti attendibili, non tratterebbe certi temi con tanta leggerezza, se lo facesse; per quel che mi riguarda, amo molto le leggende, fonti davvero interessanti, ma i rapporto fra la nostra propensione alla lettura e gli "Indici", che citavo, è di Adriano Prosperi, sulla cui competenza relativa non mi pare vi possano essere dubbi; per abitudine non mi documento sui romanzi rosa. Non ho notizia di libri all'Indice, nel nostro Paese, anche se molto recentemente, qualche tentativo è forse documentato, e non val certo la pena di discutere sugli esempi che porta...so, perchè le frequento, che nelle nostre biblioteche pubbliche si acquistano molti libri, che vengono catalogati on line e prestati a chiunque li domandi, a tutti: è forse questo che la disturba, se non ricordo male, ma "l'essenzialità delle cose" è questa Silvia

Carissima,
è inutile che lei rinfacci a me quelle che sono state le sue pecche da me evidenziate (la mancanza di fonti attendibili).
Il fatto poi che lei dica che non vale discutere sugli esempi che ho portato dimostra proprio la verità del mio discorso e l'esistenza in lei di pregiudizi invincibili.
Infine l'ultima parte del suo intervento, oltre a essere gratuitamente offensiva, è del tutto incomprensibile.
adj
 

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