da Elmar Lang » martedì 22 marzo 2011, 11:28
Poiché la storia, ripeto, è fatta di rapporti di forza, bisogna mettersi il cuore in pace di fronte al fatto ineluttabile storicamente, del processo di unificazione italiana. A voler iniziare questo processo è statoil Regno di Sardegna, dimostrando più forza e lungimiranza politica delle altre case regnanti "italiane" (tra virgolette, perché eccetto lo Stato di Santa Chiesa, i Borbone, gli Asburgo Lorena, Este ecc. erano sovrani discendenti di dominanti stranieri).
L'Impero d'Austria aveva sì un'ottima burocrazia, ma sostenuta da un apparato poliziesco e repressivo forse senza eguali nel mondo civilizzato (dimentichiamo gli orrori della repressione d'Ungheria nel 1849?), dove per la miopia dell'Imperatore Francesco Giuseppe (che di guai politici ne ha commessi parecchi), mai vennero comprese le istanze nazionali dei popoli che componevano quell'immensa monarchia. Quella miopia politica, fu poi una delle cause prime dell'inevitabile crollo di quello stato plurinazionale.
Più che nutrire la nostalgia per il passato preunitario, sarebbe meglio adoperarci per il buon funzionamento del presente sistema di stato, che attualmente è da vergognarci. I governi passano e cambiano; ciò che resta è un'inamovibile casta burocratica di "poteri" centrali e locali che, ad esempio, in totale spregio delle leggi dello Stato tratta noi Cittadini come sudditi a suon di circolari (esperienza personale).
E tornando alle terre annesse post-1918, vorrei sapere in virtù di quale tradizione -in Trentino- vengono "rifondate" compagnie di Schützen, che sotto l'Austria non sono mai esistite. Evidentemente, questi pagliacci piumati e schioppettanti quando andavano a scuola erano o assenti o con pessimi voti in storia. E mi dispiace che i loro costosi Trachten li debba pagare anch'io...
Si, in conclusione, le terre annesse all'Italia con la vittoria sull'Austria-Ungheria, io le ridarei all'attuale Repubblica Austriaca, purché -come detto- alla minoranza etnica italiana venga garantita la stessa condizione di cui gode attaulmente, sotto il tallone italiano, la "minoranza" etnica di lingua tedesca.
Buona giornata,
E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)