Italiano e dialetti

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Re: Italiano e dialetti

Messaggioda Franz Joseph von Trotta » lunedì 14 marzo 2011, 16:17

La comune posizione sopra lo spartiacque linguistico della "Massa-Senigallia" potrebbe aiutare :D :D :D :D
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Re: Italiano e dialetti

Messaggioda fabrizio guinzio » martedì 15 marzo 2011, 13:58

Carissimi, il concetto di lingua franca(appunto il franco levantino etc.) è altra cosa dalla comune lingua letteraria di tutta la Penisola(accanto alla valida scelta di scivere in uno qualsiasi dei bei dialetti italiani, o se preferite lingue locali italiane, per esempio il Belli). Per l'episodio dell'uso di dialetto a bordo delle navi, occorre rammentare che a quei tempi(nonostante le scuole cattoliche) gli equipaggi erano analfabeti, quando al timone si usava un metodo di ordini "quarte quartine" etc. poichè non erano in grado di leggere sulla bussola, sconoscendo sia i numeri che le lettere. Quando Francesco Giuseppe I si recò in visita a Zara, salutò la dirigenza cittadina in italiano(l'uso del dialetto lo avrebbe reso ridicolo, sarebbero scoppiati tutti in una gran risata!). Fu la legge Coppino(se era massone, in questo caso un grazie alla Massoneria italiana ci sta bene) a strappare il popolo italiano dall'analfebetismo, così si potè leggere e scrivere sia nei vari dialetti che nella lingua chiamata italiano. Nella commedia dell'arte italiana Arlecchino sta spesso insieme a Pulcinella, entrambe maschere italiane che, almeno credo, non avevano la benchè minima idea della linea gotica. Ciao,
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Re: Italiano e dialetti

Messaggioda Pantheon » mercoledì 16 marzo 2011, 14:38

Abbiamo cambiato l'"ambientazione biblica" dalla torre di Babele al tempio di Re Salomone.
La cosa si fa interessante.
Saluti.
;)
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Re: Italiano e dialetti

Messaggioda FedericoF » lunedì 21 marzo 2011, 0:42

Carissimi tutti,
la questione discussa è veramente stimolante.

Lo stato unitario, in un comprensibile sforzo di unificazione anche linguistica, ha dimostrato una sistematica volontà di cancellazione delle lingue regionali.
Ciò è un peccato, perché le lingue regionali sono una ricchezza la cui perdita sarebbe - a mio avviso - un danno gravissimo.
Le lingue regionali, come già è stato ricordato, non sono dialetti del toscano-italiano, ma sono nate indipendentemente e subendo fenomeni linguistici di evoluzione dal latino spesso diversi dal toscano. Non è vero che esse manchino di una grammatica, la quale è spesso complicata (il romagnolo forma i plurali per metafonesi, in emiliano vengono conservate quattro coniugazioni ed in generale esistono una coniugazione affermativa ed un'altra, distinta, interrogativa) e ad esempio le lingue cd gallo-italiche (non solo ovviamente) hanno una ricchezza vocalica che il toscano e l'italiano si sognano (come notava anche il Leopardi, e che costituisce uno dei vari problemi di scrittura).

Chi di noi è bilingue conosce sia i vantaggi che si hanno a pensare in due o più lingue (oltre ai vari articoli scientifici usciti), ma conosce forse anche le difficoltà che una discriminazione linguistica impone.

Una nota a margine: ritengo che il paragone coi "dialetti" dell'inglese conduca fuori strada: la lingua è una, ma pronunciata in modo diverso, utilizzando un vocabolario e una sintassi differente, magari con sfumature mutualmente non intellegibili (in UK, USA, SA ecc). Ma il paragone è da farsi con l'italiano regionale in cui pronuncia, vocabolario e scelte grammaticali sono anche radicalmente differenti, ma la lingua rimane la stessa.

Infine l'UNESCO pubblica un opuscolo (consultabile anche on-line), il Red Book of Endangered Languages (http://www.unesco.org/new/en/unesco/themes/languages-and-multilingualism/endangered-languages/) in cui sono inserite molte delle lingue regionali italiane (per la ricerca http://www.unesco.org/culture/languages-atlas/index.php?hl=en&page=atlasmap)

Spero proprio in una proficua prosecuzione della questione, magari in qualche lingua regionale!
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Re: Italiano e dialetti

Messaggioda fabrizio guinzio » lunedì 21 marzo 2011, 17:52

Condivido la conservazione dei nostri dialetti(o lingue locali, se preferite) che sono una ricchezza. Ma, ripetendo quanto affermato incidentalmente in altri topic, nel Bel Paese l'unica lingua pan - peninsulare è quella denominata italiana(l'italico moderno, ma anche il latino o italico antico andrebbe rivalutato. Il Pascoli ha scritto in italiano ed in latino, non sò se ha lasciato scritti anche in romagnolo, magari! sarebbe stata buona cosa e giusta). Esiste un problema a dibattere l'argomento in dialetto, essendo questi solo idiomi locali sarebbero tagliati fuori i non locali, io direi di continuare in italiano o magari, per una maggiore scientificità, in latino(Dante tratta dell'italiano e suoi dialetti in latino). Altra la situazione francese, già citata, tre lingue su vasti territori anche se solo il francese lingua nazionale ed altra la situazione spagnola britannica etc. Ciao,
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