Trattando di questi argomenti volgerei lo sguardo anche ad altre realtà:
la posizione degli ordini dinastici e le pretese avanzate sulla base di bolle papali che vengono ritenute salvo esplicite revoche (cioè che menzionino esattamente il nome dell'ordine non più
riconosciuto), ancora valide.
I titoli nobiliari di Stati e autorità Sovrane non più esistenti e gli argomenti utilizzati per pretenderne la validità anche quando il cittadino è nato in Repubbliche che non riconoscono alcun valore ai titoli nobiliari.
Sulla base di queste e altre riflessioni io ho maturato nel tempo un mio punto di vista sulla situazione attuale, che al momento serbo per me.
Ad ogni modo per apprendere un punto di vista d'epoca, "esplicitamente a favore" (che dunque non faccio mio pur condividendo alcuni passaggi),
suggerisco la lettura del volumetto:
I Titoli Nobiliari e Cavallereschi Pontifici
Prima e dopo il XX Settembre 1870 e la legge delle Guarentigie
del conte Temistocle Bertucci
con prefazione del Prof. Francesco Aquilanti della R. Università di Roma
Roma 1925 In particolare la parte relativa all'ordine del Santo Sepolcro, di cui riporto degli estratti che non pretendono di essere esaustivi. Mi scuso in anticipo per eventuali errori di battitura ma non pensavo di intervenire, poi ho ritenuto che a qualcuno potesse far piacere quantomeno conservare qualche passaggio di quanto ho trascritto.
Non è l'unico materiale che tratti l'argomento, io ritengo che si possa rendere maggior giustizia e attenzione a certe tradizioni,
che soprattutto in passato sono state evidentemente osteggiate nella positiva (quando si esplicita in opere di bene) ma talvolta ahinoi negativa gara al prestigio tra ordini cavallereschi, un tempo ancor più agguerrita e caratterizzata da esplicite ostilità.
Il Sacro Militare Ordine Gerosolimitano del S. Sepolcro è un ordine a tipica figura nobiliare.
L'Annuario Pontificio lo pone tra gli Ordini Equestri che attualmente vengono conferiti dalla Santa Sede e così ne parla testualmente:
"Restaurato" il 24 Gennaio 1868 da Pio IX con lettere Apostoliche <<cum multa>>.
"Riformato" da Pio X il 3 Maggio 1907.
Conferito dal Patriarca di Gerusalemme in qualità di luogotenente dell'Ordine, essendo stato decretato nella riforma del 1907 che il Sommo Pontefice ne è il Gran Maestro.
Classi: 1 Cavalieri Gran Croce
2 Commendatori con placca e Commendatori
3 Cavalieri
Si conferisce anche alle Dame.
Origine: Crociata di Goffredo di Buglione
Simbolo: Croce potenziata con quattro crocette già portata al collo da Re Goffredo, eppoi Stemma di Gerusalemme
Quest'Ordine anzi, quest'abito o religione, ebbe privilegi altissimi eccezionali, e che mai furono revocati e quindi vivono legalmente anche oggi.
1496 il diritto di creare Cavalieri del S. Sepolcro di Gerusalemme spettava al Padre Guardiano del S. Sepolcro (francescano), prerogativa conferita da Leone X, Clemente VII, Pio IV, Urbano VIII, Benedetto XIV.
ndr. viene menzionato iIl Padre Helyot che descriveva cerimonia di investitura di spada e speroni del tutto simile a quella ancor oggi in uso.
"Ego te constituo, et ordino N. militum SS. Sepulchri domini nostri Jesu Christi"
Al Cavaliere veniva posta al collo, la collana con croce gerosolimitana pendente.
ndr. Seguono interessanti ricostruzioni di alcune tradizioni dell'ordine.
L'ordine si continuò a conferire dal P. Guardiano fino al 1847.
Nel n. 58 del Diario di Roma del 1846 così è detto:
"In uno degli ultimi Capitoli tenutosi a Gerusalemme, il R.mo P. Guardiano di Terra Santa ha ricevuto nel numero dei Cavalieri del S. Sepolcro, S.E.R.ma Mons. Fornari, arcivescovo di Nicea e Nunzio apostolico presso la Corte di Francia (poi Cardinale); l'Ill.mo e Rev.mo Mons. Pietro Lasagni uditore della nunzionatura a Parigi; ed il Sig. Artaud de Montor autore delle Storie dei Pontefici Pio VII e leone XII (1) Moroni, op. citata. vol. 64, pag. 91".
Fin dai tempi di Don Alfonso I Re di Aragona, che donò all'Ordine del S. Sepolcro unitamente a quello dei Templari e dei Giovanniti, tutti i suoi beni, la sede principale dell'Ordine Gerosolimitano del S, Sepolcro fu la Spagna, ove tuttora si conservano i Monasteri dell'Ordine.
Allorché il Pontefice Innocenzo VIII (1484-1492) soppresse l'Ordine e impose ai suoi membri la fusione con i Cavalieri dell'Ordine di S. Giovanni, i Cavalieri iberici rimasero indipendenti, ed a prova di ciò il Pontefice Alessandro VI nel 1494 nominava Priore della Chiesa del S. Sepolcro di Calatayaud, il Cardinale Carafa Oliviero.
Vane le proteste dei Cavaleri di S. Giovanni contro questa mantenuta autonomia, perché Re Ferdinando il Cattolico, ottenne da Leone X, il 28 ottobre 1513 una sintomatica bolla con la quale l'autonomia e l'indipendenza dell'Ordine in Spagna veniva riconosciuta.
Oggi i Cavalieri spagnoli riconoscono l'autorià del Supremo Gerarca come Gran Maestro e ricevono investitura dal Patriarca Latino di Gerusalemme ma conservano uno speciale regolamento approvato dal Patriarca in forza del quale solo essi continuano l'antica religiosa forma di questa gloriosa milizia. S. M. Cattolica il Re di Spagna è il Gran Balì e Protettore dell'Ordine.
ndr. L'autore si sofferma sui criteri di ammissione Spagnoli e sui privilegi dei Cavalieri Spagnoli e non Spagnoli ammessi ai Capitoli Nobili di Spagna. Descrive l'abito, la collana e il manto con strascico da coro ancor oggi in uso, con berretto con piuma bianca.
La decorazione è timbrata da Real Corona in memoria di avere i Cavalieri spagnuoli esercitata Sovranità in Aragona, in forza del citato testamento di Alfonso I.
Padre Bonifacio di Ragusa, Custode di Terra santa nel 1553 per autorità Pontificia, pubblicò una bolla con la quale rese noto ai Cavalieri Gerosolimitani del S. Sepolcro (Privilegia Equitum Hiersolymitanorum, Romae 1553 in f.) i privilegi di cui godevano e fra essi, quello di portare il titolo di Conti palatini, di creare notai, di concedere stemmi gentilizi, di vestire di seta, di essere esenti dalle gabelle, etc.
Urbano VIII nel 1642 e Benedetto XIV nel 1746 confermarono tali privilegi. Molti di questi perché non più adattati ai tempi moderni caddero in disuso. Ma Pio IX nel 1847 riconfermò all'Ordine tutte le prerogative ed i privilegi che i suoi predecessori avevano approvati nominandone Gran Maestro con tutti i diritti spettanti alla carica, il Patriarca Latino di Gerusalemme, con breve del 24 gennaio 1868 ne riformava gli Statuti dividendo l'Ordine in tre classi.
Pio X volle rialzarne maggiormente il prestigio, applicandone i privilegi (si noti non revocando i precedenti - sottolinea l'autore ndr.) ne arricchì le insegne, condedendo di sovrapporre la decorazione del trofeo militare e, singolar grazia, con breve 3 maggio 1907 oltreché Supremo Capo se ne intitolò Gran Maestro, cosa non concessa a nessuno degli altri Ordini Pontifici dei quali il Papa è Capo Supremo ma non anche Gran Maestro.
I Cavalieri del S. Sepolcro godono di tutte le prerogative dei Cavalieri aurati, la nobiltà per gli affiliati non nobili, la qualità di Conte Palatino. Militia nobilitat ut quisque est miles continuo est nobilis.
ndr. L'autore per mettere in evidenza la considerazione goduta dall'ordine nei primi del '900 ricorda come: "volendo La beata memoria di S. Santità Pio X conferire all'Imperatore di Etiopia Menelik un Ordine Equestre Pontificio nel giugno del 1907, gli conferì la Gran croce dell'Ordine Gerosolimitano del S. Sepolcro, conferendo nello stesso giorno, tre Gran croci dell'Ordine Piano a tre dignitari della Corte del Negus.
Nella Chiesa di S. Martino di Gand fin dal 1470, leggesi il seguente epitaffio funebre in memoria di Guarin de Berte, Cavaliere del Santo Sepolcro: "Mer Guarin de Berte Rudder des Helighsgrab Platin Der Sale Van Latrane, etc.".
Importantissimo è il Processo verbale curiale dell'investitura di Cavaliere del S. Sepolcro data all'Ill.mo e Rev.mo D. Giovanni Busi, Prevosto della Chiesa di S. Sepolcro in Piacenza, processo pubblicato nel 1913 dal Cavaliere Gerosolimitano Comm. Cinquetti Felice di Verona, e che è il seguente:
GIOVANNI BATTISTA SCALABRINI
della Santità di N.S. prelato domestico
ed assistente al Soglio Pontificio
per la Grazia di Dio e della S. Sede Apostolica
Vescovo di Piacenza e Conte
alla stessa S. Sede immediatamente soggetto
Vista la lettera a Noi diretta dall'Ecc.mo Mons Lodivico Piavi, Patriarca di Gerusalemme in data 4 Giugno 1903, colla quale viene a Noi concessa per speciale Delegazione dalla Santa Sede Apostolica, la facoltà di procedere all'ordinazione dell'Ill.mo e Rev.mo Sig. Prev. D. Giovanni Busi a Cavaliere del S. Sepolcro.
Vista la Bolla di Benedetto XIV "In Supremo" colla quale si confermano ai Cavalieri del S. Sepolcro tutti i privilegi per lo innanzi conferiti ed inoltre si concede ai medesimi la facoltà di fregiarsi del titolo di Conti del S.S. Palazzo Lateranense.
Col tenore delle presenti facciamo fede ed attestiamo che il pefato Ill.mo e Rev.mo Prev. D. Giovanni Busi fu in questo giorno da Noi ordinato Cavaliere del S. Sepolcro, e che nelle nostre mani ha pure prestato i richiesti giuramenti.
Lo stesso Sig. Prevosto quindi d'ora innanzi potrà fregiarsi del titolo di Cavaliere del S. Sepolcro e di Conte Lateranense ed avrà quindi tutti i privilegi e gli onori che a tale onorifico titolo si appartengono.
Dalla Basilica del S. Sepolcro questo giorno solenne del Titolare 17 Aprile 1904.
X Gio. Battista, Vescovo D.A.
Sac. Lod. Mondini, Segret.
ndr Vengono elencati altri aneddoti stanti ad indicare la considerazione goduta dall'ordine da Sovrani e Cardinali.
ndr Vengono elencati i privilegi ritenuti attuali al 1925 (data della pubblicazione)
1. Hanno la precedenza su tutti gli Ordini di Cavalleria ad eccezione del Toson d'Oro
2. Godono di tutte le prerogative dei Cavalieri aurati: la nobiltà per i discendenti e la qualità di Conti Palatini
3. Godono altresì nelle Cappelle Papali di una speciale tribuna in ossequio alla comunicazione 31 ottobre 1908 di S. E. Mons. Maggiordomo diretta ai rappresentanti d'Italia dell'Ordine insigne.
I Cavalieri del S. Sepolcro sono armati sulla Tomba di Cristo, e ricevono non una semplice decorazione ma un abito militare, divenendo così nobili per questa specifica investitura equestre.
Il titolo di Conte Palatino nei Cavalieri Gerosolimitani è carica inscindibile a similitudine dei Cavalieri dell'Ordine della Concezione, che avevano il diritto al titolo di Gentiluomo di Corte del Re di Portogallo. Perciò i Cavalieri Gerosolimitani sono insigniti di un Ordine equestre e di un titolo Comitale dinanzi al mondo intero.
Goffredo di Buglione concesse ai Cavalieri del S. Sepolcro il privilegio di suggellare le loro carte con la cera bianca, a similitudine degli ospitalieri (Malta o S. Giovanni di Gerusalemme) e dei Teutonici, che suggellano con cera nera, quelli di S. Lazzaro (oggi S. Maurizio e Lazzaro) con cera verde, e Costantiniani di S. Giorgio (S. M. I. Angelico Ordine) con cera azzurra.
Infine i Cavalieri del S. Sepolcro (l'uso nella Spagna è generale) hanno diritto di accollare il loro stemma di famiglia alla Croce dell'Ordine, e di sovrapporre ad esso il manto bianco dell'Ordine, disteso a foggia di padiglione, uscente dalla Corona Comitale Palatina (9 perle delle quali la mediana e le due estreme più grosse; vedi Bollettino Ufficiale della Consulta Araldica, vol. VIII, n.38, gennaio 1924, pag. 15 del 21 febbraio 1915).
La decorazione consiste nella Croce potenziata color rossosangue, contornata di quattro crocette dello stesso smalto, sormontata dal trofeo militare. Il nastro da cui pende la croce è di seta nera (moiré).
La divisa dei Cavalieri è la seguente: uniforme di panno bianco, con petto, collo e paramni di velluto nero e ricami in oro, più o meno ricchi a seconda dei gradi, Cappello a due punte con piuma bianca e coccarda Gerosolimitana bianca e rossa. Spadino di Corte. Speroni d'oro, spalline da Colonnello. Mantello di panno bianco con la croce dell'Ordine sul lato sinistro.