Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Divise, medaglieri personali, nastrini, autorizzazioni.
Uniforms, personal decorations, ribbons use and authorization.

Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72

Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Auriga » martedì 28 dicembre 2010, 20:30

Gentili forumisti,
ho saputo dello smembramento della collezione di militaria e di uniformi storiche del Col. CRI Ruggero Belogi, a due anni dal decesso, in Civitanova M. (MC). Pare che sia stata oggetto d'incetta da parte di collezionisti a seguito di svendita.
Avete notizie?
Grazie.
Auriga.
PER ASPERA AD ASTRA
Avatar utente
Auriga
 
Messaggi: 25
Iscritto il: martedì 1 dicembre 2009, 11:17
Località: Marche

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda gnr56 » martedì 8 febbraio 2011, 20:06

Che peccato!

Ho conosciuto personelmente il col. Belogi, ormai in là con l'età, qualche anno orsono e possiedo il suo bei tre volumi sulla Storia del Corpo Militare della CRI.
gnr56
 
Messaggi: 1363
Iscritto il: giovedì 11 giugno 2009, 16:53

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Elmar Lang » martedì 8 febbraio 2011, 21:42

Salve,

non parlerei di "svendita": da quello che so, essa è stata -almeno in parte- oggetto di vendita all'asta.

Sul fatto dell'"incetta" da parte dei collezionisti, direi per fortuna, ed a questo proposito, vorrei ricordare una frase di Hermann von Heyden (uno dei più grandi collezionisti di decorazioni a cavallo tra il XIX ed il XX Secolo) e la cui immensa collezione fu venduta all'asta in più tornate, ormai leggendarie: "una collezione continuerà a vivere nelle collezioni di chi verrà dopo di noi".

Forse è una mia impressione, ma talvolta sembra di intravvedere una sorta di insofferenza verso una categoria di persone -i collezionisti- categoria cui mi onoro, nel mio piccolo, di appartenere.

A presto,

Elmar Lang
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda gnr56 » lunedì 28 febbraio 2011, 16:03

Non conosco la consistenza e l'indirizzo della collezione Belogi, ma penso che una larga parte della stessa fosse dedicata al Corpo Militare della CRI.

Non sarebbe stato più opportuno che se ne fosse mantenuta l'unitarietà donandola o acquisendola alla CRI per la costituzuione di una esposizione permanete fruibile da tutti e non solo da uno o più collezionisti nelle chiuse stanze delle loro case?
gnr56
 
Messaggi: 1363
Iscritto il: giovedì 11 giugno 2009, 16:53

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 28 febbraio 2011, 17:21

Spesso, la donazione o il prestito ad enti pubblici è cosa più complessa di quanto non sembri.

Ed altrettanto spesso, le donazioni fatte ad enti pubblici vengono poi relegate in magazzini, con conseguente perdita e/o deperimento. In ultima analisi, non ne fruirà poi più nessuno.

Il fatto che una collezione si suddivida poi in varie altre collezioni, non è poi un danno grave, perché nelle nuove mani, i vari pezzi saranno curati, studiati e rispettati.

E ricordo ancora il pensiero di Hermann von Heyden, cui ho accennato nel mio precedente intervento.

Elmar Lang
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Tilius » lunedì 28 febbraio 2011, 17:26

gnr56 ha scritto:Non sarebbe stato più opportuno che se ne fosse mantenuta l'unitarietà donandola o acquisendola alla CRI per la costituzuione di una esposizione permanete fruibile da tutti e non solo da uno o più collezionisti nelle chiuse stanze delle loro case?


Se il diretto interessato non ci pensa per tempo (predisponendo un legato testamentario per la sua collezione)...
Se gli eredi, in assenza del legato di cui sopra, non ritengono opportuno fare il "bel gesto" di donare la collezione ad una istituzione che la conservi...
Se nessuna istituzione si fa avanti per acquisire in blocco la collezione...

...si abbia la decenza/intelligenza/bontà di non attribuire ai collezionisti colpe che non hanno. ;)
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Elmar Lang » lunedì 28 febbraio 2011, 20:32

Salve,

il collega Tilius ha toccato un punto che ritengo importante: talvolta sembra che i collezionisti vengano considerati alla stregua d'una bieca genìa di rapaci pronti ad acquistare meraviglie, per poterne poi godere in privato, escludendo le masse dal godimento di tante cose belle.

Intanto, proprio tornando al tema iniziale, pure il Belogi fu un collezionista. Affermare della sua collezione: "Pare che sia stata oggetto d'incetta da parte di collezionisti a seguito di svendita", da' un'immagine falsata di quanto avvenuto.

Da quanto ne so, gli eredi si sono fatti parte diligente nel cercare acquirenti per la detta collezione, fino a trovare una casa d'aste disponibile a dirigere la dispersione all'incanto.

Senza con questo voler "tirare acqua al mulino" delle Case d'Asta, vorrei soggiungere che la vendita all'incanto d'una collezione è con tutta probabilità il modo migliore per garantire agli eredi un buon ritorno economico: se poi vi fossero istituzioni pubbliche o enti che volessero acquistare, basta che partecipino alla vendita, aggiudicandosi quegli oggetti che fossero ritenuti degni d'attenzione.

Un collezionista è soprattutto un appassionato studioso, che fa' pure dei sacrifici (spesso notevoli) per ampliare la propria collezione. Giusto che lui, da vivo o attraverso testamento, decida di farne quel che meglio crede.

Per fare il caso personale, io sono collezionista di onorificenze da oltre trent'anni e posso affermare che "quando sarà il momento" (decisione di smettere o mia dipartita senza interesse a continuare da parte dei miei eredi), la mia collezione desidero venga messa all'asta.

Proprio perché voglio che ciò che ha alimentato il mio studio e la mia passione, possa ancora essere vissuto ed apprezzato da chi verrà dopo.

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Pantheon » martedì 1 marzo 2011, 13:17

L'ideale sarebbe che la collezione non venisse smembrata e quindi acquistata in blocco da un altro collezionista ma ciò, per varie ragioni, non è sempre possibile.
Lo Stato, qualora ci si trovi di fronte a beni di eccezionale valore interesse culturale, ex art. 10 c. 3 lett. CBC e potrebbe formulare una dichiarazione ex art. 13 CBC (Dichiarazione di interesse culturale) e procedere pertanto l'acquisto in via di prelazione artt- 60-61.62 CBC.
Questa ipotesi, per certi versi auspicabile in alcune circostanze, mi pare assai remota nel suo realizzarsi, stante i tempi che corrono.... [confused.gif]
Saluti.
Pantheon
 
Messaggi: 3277
Iscritto il: giovedì 8 aprile 2010, 13:29

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Qohelet » martedì 1 marzo 2011, 23:48

Colleziono oggetti che nulla hanno a che fare con la faleristica, ma posso portare comunque una testimonianza che credo esempilificativa. Fui incaricato tempo fa di gestire il lascito di una importante collezione ad un ente museale....peccato che esso ente, come altri consimili, si sia dimostrato del tutto disinteressato (più nei fatti che nelle parole, eccependo una montagna di dettagli ed esigendo, per ricevere la collezione, elargizioni che avrebbero reso il tutto estremamente oneroso: trasporto, spese di manutenzione ed esposizione a nostro carico...). Puntualizzo che la cessione sarebbe stata rimessa a titolo del tutto gratuito. La collezione, di fronte all' insensibilità dell' ente museale, è stata venduta privatamente. Personalmente, avendo una qualche esperienza di come funzionano i musei, ne sono contento! A presto


Andrea
Andrea
"Se questi erano i miei torti, preferisco le mie sventure ai trionfi dei miei avversari"
Qohelet
 
Messaggi: 532
Iscritto il: giovedì 28 giugno 2007, 12:10
Località: Milano, Pavia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Lord Acton » mercoledì 2 marzo 2011, 9:54

Qohelet ha scritto:Colleziono oggetti che nulla hanno a che fare con la faleristica, ma posso portare comunque una testimonianza che credo esempilificativa. Fui incaricato tempo fa di gestire il lascito di una importante collezione ad un ente museale....peccato che esso ente, come altri consimili, si sia dimostrato del tutto disinteressato (più nei fatti che nelle parole, eccependo una montagna di dettagli ed esigendo, per ricevere la collezione, elargizioni che avrebbero reso il tutto estremamente oneroso: trasporto, spese di manutenzione ed esposizione a nostro carico...). Puntualizzo che la cessione sarebbe stata rimessa a titolo del tutto gratuito. La collezione, di fronte all' insensibilità dell' ente museale, è stata venduta privatamente. Personalmente, avendo una qualche esperienza di come funzionano i musei, ne sono contento! A presto


Andrea

Concordo... ho avuto due esperienze molto simili... particolarmente la prima, che non ho gestito io ma di cui conosco tutti i particolari, è esemplificativa, la racconto in poche battute... una persona raccoglie una imponente collezione, di rara completezza e bellezza, con pezzi unici e particolarissimi, avvicinandosi l'età anziana ne fà atto di donazione ad un importante museo, dove tale collezione avrebbe avuto la sua più degna e interessante collocazione, andando a completare in maniera fondamentale le raccolte di tale museo, il museo dopo lunghe tergiversazioni ottiene l'assenso del Ministero ad accettare tale donazione, assolutamente gratuita, unica clausola: la collezione sarebbe stata acquisita solo dopo il decesso del donatore... ebbene... il donatore è ormai deceduto da oltre un decennio... il museo non si è mai peritato di far valere i suoi diritti acquisiti... a una lettera della famiglia che ricordava tale volontà del defunto, regolarmente citata anche nel testamento, non hanno dato risposta... solo dopo alcuni anni un dirigente del museo, preoccupato sopratutto che il Ministeroi avesse dato tale assenso e quindi, in un certo qual modo, avrebbero dovuto acquisire comunque questa collezione, ne parlò con me dicendo che se la famiglia portava spontaneamente, e a sue spese, fin lì la collezione la avrebbero presa in custodia e, quando sarebbero finiti alcuni lavori, forse esposta e che loro non avevano la possibilità di andarla a ritirare... la collezione stà ancora dove stava e il museo, a distanza ancora di altri vari anni, non si è fatto mai presente...

In merito alla collezione Belogi, che ho avuto modo di vedere, con mio grande piacere, quando il proprietario era ancora vivo, ci sono stati contatti con ben due musei, che si sono detti disponibili ad acquisirla, ma a titolo gratuito... per cui, gli eredi hanno, giustamente, dato che c'era investita, in tale raccolta, una discreta cifra di denaro, preferito venderla all'asta... e posso assicurare che non hanno preso poco... altro che
auriga ha scritto:oggetto d'incetta da parte di collezionisti a seguito di svendita

direi che è stata oggetto di vendita da parte degli eredi con conseguente adeguato rientro economico a seguito di consistente esborso economico da parte di collezionisti che hanno fatto, così, avanzare la propria collezione.

Concludo dicendo, che noi collezionisti, nella maggior parte dei casi, non siamo affatto gelosi delle nostre collezioni, e siamo sempre ben disposti a prestarle per serie esposizioni, per il 150° dell'Unità d'Italia sono arrivate, a me e ad altri, una infinità di richieste a cui, nella maggior parte, abbiamo aderito.

Lord Acton
Amiamo il servizio straordinario... le imprese giudicate assurde o impossibili (A. Dumas)
Lord Acton
 
Messaggi: 2891
Iscritto il: giovedì 10 aprile 2003, 13:42
Località: Napoli

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 marzo 2011, 11:46

Visto che l'aria tira in senso nettamente opposto, mi si consenta di spezzare una lancia in favore della musealizzazione (via donazione e/o lascito).
Capisco come l'individualismo odierno porti a ritrarsi scandalizzati allorquando l'istituzione che si vuole beneficiare con la nostra generosità non solamente non ci fa "i ponti d'oro" che riterremmo doverosi, ma vieppiù ci oppone tutta una serie di triviali ostacoli burocratici.
Tutto vero e quindi tutto legittimo.

Ma la mia domanda é questa: basta così poco per fermarci? [ops.gif]

Inoltre, la via del museo (fallace finché si vuole: nulla garantisce che l'operazione andrà felicemente in porto garantendo una adeguata e pubblica fruizione: lo spettro dei polverosi depositi é sempre dietro l'angolo...) é l'unica (ripetiamolo insieme: l'unica) che abbia qualche chance di conservare l'importanza di una collezione come organismo dotato di una propria coerenza.
Una volta dispersa, una collezione cessa di essere tale e diventa una serie di pur notevoli oggetti da mercato collezionistico, ciascuno dei quali ha però solo un pallido riflesso dell'importanza che veniva loro dall'essere inseriti in un contesto organico.
E la stessa memoria del collezionista, una volta dissoltasi la sua collezione, si perde nelle nebbie del tempo diventando (quando va bene...) un nome noto solo agli specialisti più pignoli, e che invece rimane del tutto sconosciuto al resto del mondo.

É però compito del proprietario "pensarci per tempo".
Conoscevo personalmente un collezionista (la cui collezione aveva un valore non tanto artistico quanto piuttosto storico) che aveva sempre (quantomeno negli ultimi trenta anni...) dichiarato il suo desiderio di erigere una fondazione... salvo poi non intraprendere alcuna iniziativa in tal senso... gli eredi ringraziano (sui ruderi demoliti della villetta già di proprietà del collezionista hanno costruito un paio di condomini e un paio di milioni di euro sono entrati nelle tasche dei gaudenti nipoti)... la collezione è finita un po' dai rigattieri, un po' nei garage di pietosi amici che hanno salvato almeno i libri, un po' direttamente nel cassonetto della monnezza.
E la realtà museale locale avrebbe certamente incamerato volentieri, se solo l'interessato ci avesse pensato per tempo (ed essendo morto dopo lunga malattia, il tempo per pensarci lo avrebbe anche avuto...)
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 2 marzo 2011, 16:49

Salve,

vorrei chiarire un punto del mio pensiero, che forse non ho espresso correttamente:

secondo me, ben vengano la donazione o il legato a musei e/o pubbliche istituzioni, al fine di perpetuare l'opera di un collezionista rendendola fruibile agli studiosi o comunque al pubblico.

Nello stesso tempo, però, non si demonizzino i collezionisti (o i loro eredi, in assenza di precise istruzioni testamentarie) se invece destinano le loro collezioni al mercato e quindi alla dispersione, qualora non vi fosse qualcuno in grado di acquistare la collezione nel suo insieme o "in blocco".

Non dimentichiamo che costituire una collezione è un impegno gravoso in termini economici e credo che nessuno possa arrogarsi il diritto di stigmatizzare chi volesse -per le ragioni più varie- "far rientrare" l'impegno economico profuso, vendendo la propria collezione, o lasciando i propri eredi a farlo.

Nel caso di volontà di donazione ad un ente pubblico, è giusto che l'ente, attraverso i propri organi di controllo, vaglierà la proposta, valutandone la congruità: ovvio che donare al Museo Correr di Venezia una pur completissima collezione di tappi di bottiglia dalle origini ai giorni nostri "con vincolo di esposizione e catalogazione", potrebbe ottenere un pur gentile "no grazie". Diverso sarebbe se il donatore offrisse in dono la sua collezione di disegni del Tiepolo, compresi i cartoni di Würzburg (ed immagino la rabbia degli eredi...): credo che un museo degno di questo nome farebbe ponti d'oro pur di ottenere una tale donazione e sarebbe criminalmente sciocco a non ottemperare a vincoli da parte del donatore.

Mi è noto il caso d'una importantissima ed irripetibile collezione italiana d'argomento decisamente vicino ai nostri comuni interessi che -per volontà del collezionista- sarebbe stata donata alla sua città. Il donatore si satrebbe sobbarcato tutti gli oneri del restauro d'uno storico stabile (praticamente in disuso) del centro cittadino al fine di divenire "contenitore" (scusate l'orrido neologismo) della collezione, aperto al pubblico. Da parte della Pubblica Amministrazione di quella città, si è manifestato l'interesse, divenuto presto interesse a far restaurare lo stabile ed acquisire la collezione questa, da mettere in deposito e vedere poi -con calma- il da farsi. Risultato: il collezionista, giustamente seccato, lasciò perdere e venne poi contattato da un'ente statale estero che con ogni onore e forma di rispetto, ha acquisito la collezione in forma di prestito a lungo termine, la ha catalogata, esposta e valorizzata in ogni modo possibile.

Che dire? Semplice: l'Italia, agli ultimi posti nel mondo nel campo della tutela, conservazione e valorizzazione dei Beni Culturali, ha una capacità eccezionale nel perdere occasioni d'ogni genere. Ovvio che quindi un privato desideri disporre delle sue proprietà nel modo che gli parrà più utile ed opportuno.

A presto,

Elmar Lang
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 marzo 2011, 17:37

Ovvio che quindi un privato desideri disporre delle sue proprietà nel modo che gli parrà più utile ed opportuno.

Appunto. É sempre e solo una questione di volontà: quello che si vuole fare.
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Elmar Lang » mercoledì 2 marzo 2011, 17:48

Pienamente d'accordo. Ed è per questo che come già sottolineato, disturba un po' leggere talvolta delle note che fanno apparire i collezionisti come degli avvoltoi pronti ad approfittare di ignari eredi e costringerli alla "svendita" delle avite collezioni.

E poi, anche il "de cuius" era un collezionista e magari pure lui comprò dagli eredi di defunti collezionisti.

Quindi, come in musica, "da capo al fine".

A presto,

E.L.
Non fidatevi mai delle statistiche, se non siete stati voi a falsificarle. (P. Kalpholz)
Avatar utente
Elmar Lang
 
Messaggi: 3513
Iscritto il: mercoledì 6 ottobre 2004, 10:02
Località: Nord Italia

Re: Collezione Uniformologica Belogi: smembrata?

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 marzo 2011, 18:35

Il concetto di erede ignaro non esiste.
O é l'erede idiota, oppure é l'erede avido (entrambi pienamente nel loro diritto, ché l'idiozia congenita o la voglia di monetizzare sono del pari perfettamente legali). Questo ovviamente nel caso in cui il de cuius avesse manifestato intenti precisi a riguardo della sua collezione in modo da impedirne la dispersione. In mancanza dei suddetti intenti abbiamo l'erede tout-court, il quale tipicamente vende ai collezionisti, tutti mondi da qualsiasi colpa (l'uno e gli altri, ma gli altri - cioé coloro che acquistano - lo sono sempre).

Il concetto del pezzo che passa di mano in mano, di collezione in collezione, in una sorta di plurisecolare (o al limite pluridecennale... ecco che il romanticismo già si incrina...) staffetta, é certo romanticamente molto suggestivo, e incrementa indubbiamente le note di provenienza nei cataloghi di mostre e musei (in quelli d'asta, ahimé, c'é sempre un eccessivo pudore su queste cose... e spesso ci si accontenta della dicitura "proveniente da prestigiosa collezione" o simile, la quale lascia il tempo che trova...)... epperò arrivati a un certo punto sarebbe auspicabile focalizzare. Anche solo per non diventare una nota a piè di pagina nei testi specializzati (vedi il buon vecchio zio Ermanno...).

Poi, per carità, si può anche cambiare idea: prima si parte con l'intenzione (meritoria) di destinare la raccolta a una pubblica collezione, poi si può pianificare di destinarla agli eredi nella speranza che questi dimostrino l'entusiasmo che ci aspetteremmo, salvo poi mutare ancora d'avviso e decidere per una vendita all'incanto. Con possibilità di tornare e tornare ad libitum su una qualsiasi delle precedenti.
Tutto nel pieno e fondamentale rispetto della proprietà privata.

Una nota margine: dispiace un po' che il concetto di valore aggiunto di una raccolta organica rispetto ai singoli oggetti fosse chiaro nella Roma papalina (e per tutelare questo valore aggiunto avevano messo in pista lo strumento giuridico del fidecommisso...) e non nella successiva legislazione del Regno prima e della Repubblica poi.

In buona sostanza stiamo dicendo la stessa cosa: se la dispersione di una raccolta é cosa che vi turba, abbiate la cortesia di non prendervela coi collezionisti, ma con l'unico vero responsabile della (s)vendita: il già proprietario che non ha avuto l'accortezza o l'esplicita volontà di provvedere per tempo.
Per inettitudine o perché aveva già messo in conto che la sua passione collezionistica sarebbe diventata il fondo integrativo per gli eredi, o infine semplicemente perché non gliene poteva fregare di meno del dopo.
Thanks.
Маурицио Тигльери
Immagine
Avatar utente
Tilius
Amministratore
 
Messaggi: 13094
Iscritto il: mercoledì 25 aprile 2007, 19:35
Località: Gefürstete Grafschaft Tirol


Torna a Uniformologia



Chi c’è in linea

Visitano il forum: Nessuno e 7 ospiti