da Emanuele Pigni » giovedì 7 aprile 2005, 14:04
Gentilissimi colleghi,
a proposito del cardinale Caprara, mi sono chiesto spesso quanti in Italia sappiano che egli fu la prima persona in assoluto che Napoleone I decorò materialmente, con le proprie mani, della Legion d'onore. Il fatto è abbastanza noto in Francia, per ovvie ragioni: vari storici francesi hanno fatto rilevare, forse maliziosamente, che il primo ad entrare nell'ordine cavalleresco indirettamente nato dalla rivoluzione francese fu un Italiano e un principe della Chiesa.
Nel corso della cerimonia che si svolse agli Invalides il 15 luglio 1804 per la prima consegna di decorazioni della Legion d'onore, l'Imperatore - che veniva da Notre-Dame, dove aveva assistito alla messa celebrata dal cardinale Caprara e ad un Te Deum - lesse ad alta voce la formula del giuramento, poi si fece appuntare sul petto la prima decorazione dal principe Luigi, gran contestabile; dopo la cerimonia si tolse tale decorazione e la appuntò sul petto del cardinale Caprara, onorando in lui il rappresentante di Pio VII a Parigi e l'arcivescovo di Milano, capitale di quella Repubblica italiana di cui Napoleone era ancora presidente. (Si deve infatti notare che il cardinale Caprara era contemporaneamente arcivescovo di Milano e legato pontificio a latere a Parigi, dove risiedeva stabilmente.)
Trascrivo la voce relativa al cardinale Caprara, in quanto conte del Regno, dal mio Armoriale del Regno italico (in corso di stampa):
CAPRARA. - Inquartatura: primo quarto franco, di verde alla croce patente d'oro; secondo, di porpora col libro degli Evangelj d'argento accollante due staffili del medesimo a stringhe rosse; terzo, di porpora con un volo spiegato d'argento; quarto, di rosso con due fasce d'argento. Ornati esteriori: di conte arcivescovo. Livree: violetto, aranciato, e verde.
Giovanni Battista CAPRARA MONTECUCCOLI, conte del Regno a norma dell'art. 5 del settimo statuto costituzionale, con lettere patenti 12 aprile 1809; gran dignitario dell'Ordine della Corona di ferro, 20 febbraio 1806; comandante della Legion d'onore, 15 luglio 1804. Nacque a Bologna il 29 maggio 1733 dal conte Francesco Raimondo Montecuccoli e dalla contessa Maria Vittoria nata dei conti Caprara; laureato in filosofia al collegio Nazareno di Roma, 1751, e in utroque iure all'archiginnasio della Sapienza, 1755; referendario delle due Segnature; vicelegato di Romagna, 1758-61; ponente del tribunale della Sacra Consulta di Roma, 1761; sacerdote, 1765; arcivescovo di Iconio in partibus, consacrato l'8 dicembre 1766; nunzio apostolico a Colonia, 18 dicembre 1766, poi a Lucerna (per la Renania superiore), 6 settembre 1775, poi a Vienna, febbraio 1785 - giugno 1792; cardinale, 12 giugno 1792 (del titolo presbiterale di Sant'Onofrio dal 21 febbraio 1794); vescovo di Jesi, 11 luglio 1800; legato pontificio a latere a Parigi, 24 agosto 1801 - 30 marzo 1808; arcivescovo di Milano, 24 maggio 1802; consigliere di Stato, 9 maggio 1805; presidente della sezione del Culto del Consiglio di Stato, 9 maggio 1805; membro del collegio elettorale dei dotti, 5 giugno 1805; consultore ad honores nel Consiglio di Stato, 12 luglio 1805; senatore di diritto, 19 febbraio 1809; morì a Parigi il 21 giugno 1810.
Il conte del Regno era zio dell'altro conte del Regno dello stesso nome (si veda la voce precedente*).
FONTI E BIBL.: ASMi, Araldica, p. m., b. 96, e Araldica, registri, reg. 6, n. 16; Bascapè - Del Piazzo, p. 809.
* CAPRARA. - Inquartatura: primo quarto franco, di verde con un capriolo d'oro abbassato sotto cinque stelle d'argento a tre e due; secondo, di rosso con un cavallo passante d'argento crinito d'azzurro; terzo, di rosso con un cavallo come al secondo; quarto, palato d'argento e d'azzurro. Ornati esteriori: di conte. Livree: bianco, rosso, ed azzurro.
Carlo CAPRARA MONTECUCCOLI, conte del Regno a norma dell'art. 2 del settimo statuto costituzionale, con lettere patenti 12 aprile 1809; gran dignitario dell'Ordine della Corona di ferro, 20 febbraio 1806; comandante della Legion d'onore, 17 luglio 1804, poi grand'ufficiale, 1810. Nacque a Bologna il 12 settembre 1755 dal conte Nicolò e dalla contessa Virginia Ippolita nata Salviati; senatore di Bologna, 1780-97; gonfaloniere di giustizia di Bologna nel V bimestre del 1782, nel V del 1789 e nel I del 1790; deputato al I Congresso cispadano (Modena, 16-18 ottobre 1796); membro della Giunta di difesa generale cispadana, 18 ottobre 1796; rappresentante della Repubblica cispadana a Milano, 2 giugno 1797; commissario del potere esecutivo nel dipartimento del Reno, 20 agosto 1797 - 13 agosto 1798; alto giurato per il Reno; deportato a Palmanova e a Pest dal 1799 al 1801; membro della Consulta straordinaria legislativa della Repubblica cisalpina, 24 giugno 1800 - 26 gennaio 1802; deputato, in tale qualità, alla Consulta straordinaria della Repubblica cisalpina (Lione, 31 dicembre 1801 - 26 gennaio 1802); membro del collegio elettorale dei possidenti, 26 gennaio 1802; membro della Consulta di Stato della Repubblica italiana, 26 gennaio 1802; grande scudiere, 9 maggio 1805 - 1814; membro del Consiglio di Stato, 9 maggio 1805 - 19 febbraio 1809; senatore di diritto, 19 febbraio 1809; morì a Milano il 29 maggio 1816.
Il conte del Regno apparteneva ad una famiglia senatoria (dal 1616) di Bologna, originaria di un castello omonimo nel contado bolognese e insignita del titolo comitale. Arma: Spaccato: nel 1° di rosso, al leone d'oro uscente; nel 2° d'azzurro, a sei stelle d'otto raggi d'oro, 3, 2 e 1. Estintisi i conti Caprara al principio del secolo XVIII, il titolo e i beni della famiglia furono ereditati dall'avo paterno del conte del Regno, Francesco Raimondo Montecuccoli (della storica famiglia modenese, alla quale apparteneva anche il conte del Regno Montecuccoli: si veda la voce relativa), i cui discendenti assunsero i cognomi Caprara e Montecuccoli. Carlo Caprara era nipote ex fratre del cardinale Caprara, anch'egli conte del Regno (si veda la voce seguente).
FONTI E BIBL.: ASMi, Araldica, p. m., b. 96, e Araldica, registri, reg. 6, n. 7; Rietstap, I, p. 370; Crollalanza, I, p. 229; Révérend, I, p. 267; Ins. Bol., p. 60; Bascapè - Del Piazzo, p. 807.
Con i miei più cordiali saluti.
Emanuele Pigni