NUOVO STEMMA PAPALE

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NUOVO STEMMA PAPALE

Messaggioda gabriele d'annunzio » mercoledì 6 aprile 2005, 15:08

CARISSIMI AMICI


MI rifaccio vivo,dopo parecchio tempo su questo forum;negli ultimi giorni in concomitanza, con la tragica notizia della dipartita del Sommo Pontefice Romano Giovanni Paolo II ,mi si poneva insistente questa domanda:All'atto dell'elezione del Futuro Successore di Pietro,chi avra il compito di scegliere e ,succesivamente, di realizzare lo stemma del nuovo Romano Pontefice?
Quali saranno ,secondo voi ,le caratteristiche di questa arma??
Ed inoltre :che cosa ne pensate dell'ipotesi ,da alcuni paventata,che il nuovo Papa possa,entro certi limiti ,ed adattandosi all'era moderna,ristabilire delle norme di cerimoniale già neglette o abolite oppure riportare in auge la classe nobiliare ??

Ringrazio anticipatamente per le risposte
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Messaggioda Cottoneum » mercoledì 6 aprile 2005, 15:15

Un'interessante domanda, che condisco con un'affermazione che mi fu detta qualche tempo fa riguardo alle tradizioni nobiliari della Chiesa... "Ma non siamo tutti uguali davanti a Dio?"

Voi che ne pensate?
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 6 aprile 2005, 15:31

Egr. signore
come sempre le sue domande sono interessanti davvero!
Se non ero i prelati hanno uno stemma dall'inizio della loro attività (pensi a quello di abati, vescovi, ecc.). Non saprei dirle però se è una creazione personale (come nel caso di Mons. Guerino Grimaldi, dei G. del ramo di Roccapiemonte, che volle crearselo da solo, a quanto mi hanno raccontato i parenti) oppure, come mi sembra di ricordare, che esista un araldista ufficiale del Vaticano che li crea.
A questi poi si aggiungono le insegne del rango, su su fino alle chiavi di san Pietro, la triara ecc. che indicano quelle del Papa.

Altro problema la seconda questione.
La Chiesa, in questi ultimi tempi, anche se non ufficialmente, si era posta il problema dell'ipotesi di una nuova elezione del Santo Padre già negli ultimi giorni di vita di S.S. ed infatti molti Cardinali si erano recati a Roma in questa tragica possibilità (poi purtroppo avveratasi).
Nell'elezione del nuovo pontefice anche questa volta la domanda di fondo dei vari cardinali elettori (che si imporrà, io credo, nel prossimo Conclave) è quella sull'elezione di un papa conservatore o un papa progressista?
Attualmente le "correnti" sono tre (ricordando le opere di Rendina in materia):
- i conservatori (come Pio XII, i "pacelliani");
- i progressisti (come il grande Giovanni XXIII, i "giovannisti");
- i moderati (come Paolo VI, i "montiniani").
I primi sono per un potere accentrato del Papa, una rigida osservanza delle tradizioni e prerogative storiche della chiesa, dei suoi ruoli, ecc... i secondi sono invece per una totale apertura verso un ritorno all'evangelismo, all'impegno sociale ancora più attivo, ad un vivo episcopalismo... i terzi sono invece i moderati fra le due correnti precedenti, che cercano un compromesso moderatore...
In base a queste posizioni ed alla distribuzione dei Cardinali elettori in questi schieramenti si deciderà, probabilmente, l'elezione del nuovo Papa.
Ed in base a se costui sarà un conservatore, un progressista o un moderato, si decideranno le sorti e la storia dell Chiesa.
Anche in ambito araldico, diplomatico, cerimoniale...
Cordiali saluti
Grimaldi
 

Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 aprile 2005, 15:56

Per quanto riguarra lo stemma del prossimo e venturo papa, ovviamente come dice Giovanni sarà quello di cui già dispone da cardinale (per curiosità il solito ottimo http://www.fiu.edu/~mirandas/cardinals.htm) ...

.. per il ripristino della tradizione nobiliare .. mi sembra un po fuori tempo massimo..

...non è possibile ignorare il pontificato di Giovanni Paolo II.. infatti credo che il prossimo papa sarà molto nel solco del suo predecessore e probabilmente proprio uno del suo entourage.. proprio per garantire la massima continuità e far comprendere meglio il lungo pontificato di papa Wojtyla..
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Messaggioda Alessio Bruno Bedini » mercoledì 6 aprile 2005, 16:15

Per 'uno del suo entourage' intendo qualcuno che già oggi occupa posizioni di rilievo.. non credo infatti alle dilaganti tesi del papa americano o africano..
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Messaggioda MMT » mercoledì 6 aprile 2005, 17:00

Grimaldi ha scritto:Egr. signore
come sempre le sue domande sono interessanti davvero!
Se non ero i prelati hanno uno stemma dall'inizio della loro attività (pensi a quello di abati, vescovi, ecc.).

Anche i "semplici" preti possono avere uno stemma, timbrato dal galero nero ad una nappa soltanto.

Non saprei dirle però se è una creazione personale (come nel caso di Mons. Guerino Grimaldi, dei G. del ramo di Roccapiemonte, che volle crearselo da solo, a quanto mi hanno raccontato i parenti) oppure, come mi sembra di ricordare, che esista un araldista ufficiale del Vaticano che li crea.

Non più! Prima vi era una sorta di ufficio araldico della Santa Sede diretto da Mons. Heim ma Paolo VI lo abolì, anche se di fatto tutti i prelati -anche lo stesso Giovanni Paolo II- si rivolsero all'arcivescovo di Xanadu per la creazione del loro stemma. Purtroppo Mons. Heim è morto. Bisognerà sperare che il prossimo Pontefice si rivolga ad un araldista competente.

A questi poi si aggiungono le insegne del rango, su su fino alle chiavi di san Pietro, la triara ecc. che indicano quelle del Papa.

Altro problema la seconda questione.
La Chiesa, in questi ultimi tempi, anche se non ufficialmente, si era posta il problema dell'ipotesi di una nuova elezione del Santo Padre già negli ultimi giorni di vita di S.S. ed infatti molti Cardinali si erano recati a Roma in questa tragica possibilità (poi purtroppo avveratasi).
Nell'elezione del nuovo pontefice anche questa volta la domanda di fondo dei vari cardinali elettori (che si imporrà, io credo, nel prossimo Conclave) è quella sull'elezione di un papa conservatore o un papa progressista?
Attualmente le "correnti" sono tre (ricordando le opere di Rendina in materia):
- i conservatori (come Pio XII, i "pacelliani");
- i progressisti (come il grande Giovanni XXIII, i "giovannisti");
- i moderati (come Paolo VI, i "montiniani").

moderato fino ad un certo punto: Paolo VI è stato il papa che ha abolito tutta la corte pontificia, ha soppresso la Guardia Nobile, chiuso l'ufficio araldico... insomma per me non è stato affatto moderato. A Roma poi il Bresciano era... come dire... "particolarmente amato"...

I primi sono per un potere accentrato del Papa, una rigida osservanza delle tradizioni e prerogative storiche della chiesa, dei suoi ruoli, ecc... i secondi sono invece per una totale apertura verso un ritorno all'evangelismo, all'impegno sociale ancora più attivo, ad un vivo episcopalismo... i terzi sono invece i moderati fra le due correnti precedenti, che cercano un compromesso moderatore...
In base a queste posizioni ed alla distribuzione dei Cardinali elettori in questi schieramenti si deciderà, probabilmente, l'elezione del nuovo Papa.
Ed in base a se costui sarà un conservatore, un progressista o un moderato, si decideranno le sorti e la storia dell Chiesa.
Anche in ambito araldico, diplomatico, cerimoniale...
Cordiali saluti


Comunque concordo con Giovanni: dipende tutto dal prossimo Successore di Pietro. Molti dicono che se si tratterà di un americano c'è più probabilità che ripristini alcune "cose", in specie quello che manca alla giovane America. Ma chi lo sa!?
Aspettiamo con fiducia le parole "extra omnes" che sanciranno l'inizio del prossimo Conclave e la decisione degli Eminentissimi, annunciata poi dalla famosa fumata bianca e dall'habemus papam!

Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 6 aprile 2005, 17:11

Caro Michele
grazie davvero per le tue informazioni! Non si smette mai di imparare (e meno male!). Anche se è curioso che un ente come la Chiesa non abbia un ufficio araldico ed araldisti preposti a creare stemmi!

In attesa della fumata bianca
ti saluto con amicizia.


G.
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 6 aprile 2005, 17:25

Magari lo avesse, lo potrebbero usare gli italiani! Almeno sarebbe garantito da uno Stato le cui leggi, a volte, sono sentite dalla Repubblica e viceversa.


Michele.
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Messaggioda Grimaldi » mercoledì 6 aprile 2005, 17:38

Che grande idea!
Che rafforzerebbe il legame italiani-araldica-chiesa...
Un Ufficio Araldico Vaticano... e magari una Commissione Genealogica...
Grimaldi
 

Messaggioda MMT » mercoledì 6 aprile 2005, 17:47

Eh adesso cominciamo a pretendere un po' troppo! :wink:
Già è tanto se lo ripristineranno, come spero... :roll:

Michele.
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Messaggioda Marcello Cantone » mercoledì 6 aprile 2005, 18:47

Alessio Bruno Bedini ha scritto:...omissis...

.. per il ripristino della tradizione nobiliare .. mi sembra un po fuori tempo massimo..



Non dimentichiamo quello che diceva il Principe di Salina a Padre Pirrone... la Nobiltà è una istituzione umana destinata a scomparire come tutte le cose umane, mentre la chiesa viene da Dio ed è per l'etrnità.

Cordialmente Marcello
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Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » mercoledì 6 aprile 2005, 19:45

Michele Tuccimei di Sezze ha scritto:...(omissis)...Bisognerà sperare che il prossimo Pontefice si rivolga ad un araldista competente....(omissis)...


In teoria, non dovrebbe essercene bisogno: è assolutamente improbabile che il neoeletto ne sia privo! Lo stesso cardinal Woytjla papalizzò la propria arma, limitandosi a cambiare uno smalto...

Bene :D vale
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Messaggioda Michele Baroncini » giovedì 7 aprile 2005, 9:29

Alessio Bruno Bedini ha scritto:.. per il ripristino della tradizione nobiliare .. mi sembra un po fuori tempo massimo..


Marcello Cantone ha scritto:Non dimentichiamo quello che diceva il Principe di Salina a Padre Pirrone... la Nobiltà è una istituzione umana destinata a scomparire come tutte le cose umane, mentre la chiesa viene da Dio ed è per l'etrnità.


Mi trovano in perfetto accordo queste lucide affermazioni dei Colleghi Bedini e Cantone.

Tanto più che (mi perdonerete se passerò per il polemista della situazione :oops: ) non credo affatto che il ripristino della tradizione nobiliare sia cosa particolarmente significativa tra quanto ci si dovrebbe aspettare dal nuovo Romano Pontefice. 8)

cordialmente

Michele
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Messaggioda Emanuele Pigni » giovedì 7 aprile 2005, 12:38

Gentilissimi colleghi,

non m'intendo affatto di nobiltà pontificia. Se mi chiedessero a quando risalga l'ultimo provvedimento pontificio di concessione o riconoscimento di nobiltà, senza che io possa far ricerche, risponderei che probabilmente risale a prima del 1° gennaio 1948 o anche del 2 giugno 1946, cioè ad un'epoca in cui il romano pontefice (perdonino le minuscole, ma il mio stile grafico è manzoniano) non era l'unico sovrano residente in Roma. E dunque non poteva, senza che ne risentisse il prestigio terreno della Santa Sede, rinunciare all'esercizio dei tradizionali diritti dei sovrani. Dalla nascita della Repubblica italiana la situazione è cambiata: nessuno può dire che il sommo pontefice, se non concede o riconosce titoli di nobiltà, sembra meno sovrano del re d'Italia che invece concede e riconosce titoli analoghi. Paolo VI, come ben sanno, sciolse la guardia nobile pontificia; probabilmente perché riteneva ormai superato il concetto giuridico di nobiltà e nocivo al prestigio della Chiesa dare l'impressione di riconoscere ancora un ceto nobiliare distinto dalla massa degli "ignobili" (termine storico).

Personalmente avrei piacere che il prossimo vescovo di Roma, successore di Gesù Cristo, vicario del principe degli apostoli, sommo pontefice della Chiesa universale, ecc. ecc., emanasse provvedimenti in materia araldica propriamente detta (concessione e riconoscimento di stemmi, anche a laici), proseguendo però la politica dei suoi ultimi predecessori in materia di nobiltà.

Con i miei più cordiali saluti.

Emanuele Pigni
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Messaggioda marcoluca » giovedì 7 aprile 2005, 13:20

Che forse bisognerebbe rivedere il concetto di nobiltà ed attualizzarlo? Che senso ha concedere un titolo nobiliare in Spagna, Lussemburgo, Gran Bretagna ed ovunque sia presente una monarchia oggi?
L'abolizione poi di certe istituzioni nello Stato Pontificio, come l'Ufficio Araldico, non credo sia stato un vantaggio significativo, proprio perchè l'araldica fa parte della storia e delle tradizioni di un popolo, il nostro nella fattispecie.

cordialmente,

marcoluca
Nessuno dice la verità su di sé, perciò ciò che conta davvero è quello che le persone mostrano con le proprie azioni. (Sherry Argov)
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