Annibaldo della Valliera

Per discutere sulla storia di famiglia e sulla genealogia / Discussions on family history and genealogy

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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda GENS VALERIA » venerdì 28 gennaio 2011, 15:20

http://www.palladiomoderno.com/andrea-p ... azioni.asp

Venivano da [b]“ Gambarare ( frazione del comune di Mira, Ve - NdR-), dove avevano assai Valli e perciò erano detti Valery. “ [/b]

“Vennero a Venezia nel 1039 , dicono le Croniche , ed in questo fallano , perché io ho veduto che Piero e Corado Valero del 890 , sottoscrissero la dichiarazione delli confini di Chiozza , ed Otto Orsuol Dose del 1009 , con li suoi giudici , e Populo , dichiarì qual fazioni dovevano fare , e ciò ,che dovevano pagare gli abitanti di Città Nova , già detta Eraclia ; sottoscrisse il Dose , ed altri 43, due delli quali furono Petrus, et Joannes Valerio .”

“Joannes Valerio del 1122 sottoscrisse il giuramento fatto a quelli de Barri .

Domenico Valier era alla Giustizia Vecchia del 1255 . “

” Valerio Vescovo di Torcello , che visse del 990 , e poi Nicolò valoroso Capitano nelle imprese di Terra Santa contro gli Infedeli circa l’anno 1000 .”
Da “M. BARBARO, DISCENDENZE PATRIZIE, 7, VENEZIA, BIBLIOTECA DEL MUSEO CORRER DI VENEZIA .”
Chi è ... è , chi non è ... non può essere.

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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda dpascale » venerdì 28 gennaio 2011, 19:52

Franco Benucci ha scritto:Qui tressia/tresse vale 'traversa' e capis vale 'cape(sante)', cioè 'conchiglie giacobee'. Purtroppo il tradizionale termine tressa è un po' ambiguo: forse nell'80% dei casi significa 'fascia', ma nei restanti 'banda'.
Tenuto conto della forma ovale dello scudo, della presenza della tacca e di ogni residuo rilievo della pietra, la mia idea è che tutta la blasonatura notarile, così paratattica e poco perspicua con tutti i suoi cum, possa interpretarsi e tradursi come "...alla banda caricata di tre conchiglie [di cui forse si riconoscono sulla pietra i rigonfiamenti superstiti], accompagnata in capo da 6 quadrelli disposti 3, 2, 1 e in punta da 7 quadrelli disposti 1, 3, 3; [scudo ovale a tacca timbrato da elmo a tazza con lambrecchini,] in cimiero [un copricapo a cono] seminato di conchiglie e quadrelli, [accostato da due torte/bisanti e cimato da un pennacchio]". Qui tra quadre commenti e integrazioni mie per ciò che il notaio non menziona.


Ho solo una curiosità: perché dice che i quadrelli dovrebbero essere così disposti? Perché è la loro posizione più comune?
I rigonfiamenti dati dalle conchiglie, se ci sono veramente, mi parrebbero disposti in banda, nel qual caso la disposizione dei quadrelli sarebbe -penso- affatto differente. Ma in un caso come questo, bisognerebbe veramente toccar con mano... Quindi le mie supposizioni sono piuttosto campate in aria.

Cordialità,


Daniele
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » sabato 29 gennaio 2011, 0:41

dpascale ha scritto: perché dice che i quadrelli dovrebbero essere così disposti? Perché è la loro posizione più comune?
I rigonfiamenti dati dalle conchiglie, se ci sono veramente, mi parrebbero disposti in banda, nel qual caso la disposizione dei quadrelli sarebbe -penso- affatto differente. Ma in un caso come questo, bisognerebbe veramente toccar con mano...

"Affatto differente", immagino nel senso di "del tutto differente" e non di "per niente differente": quindi come se li immagina? Io ipotizzavo quella disposizione sulla base degli spazi disponibili ai due lati della banda, ma potrei sbagliarmi.
Quanto al toccar con mano, la lastra è lì a disposizione, e il parroco anche ringrazia chi fa un po' di pulizia per terra... però quasi quasi si vede meglio in foto, sia per la luce che per il rilievo ormai pari quasi a zero: sono foto fatte a luce radente per esaltare ogni minimo dettaglio e asperità della pietra...
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda dpascale » sabato 29 gennaio 2011, 11:00

Scusi, mi rendo conto di aver detto una sciocchezza non da poco... Leggendo 3,2,1 e 1,3,3 mi immaginavo queste posizioni come 'centrate', disposte simmetricamente, come se lei interpretasse la 'tressa' come una fascia; in realtà, è vero che i numeri di quadrelli su ciascuna fila restano gli stessi anche se ci fosse una banda, ma sarebbero spostati verso i lati dello scudo. Più o meno così:

□ □ □
__□ □
____□

□ □ □
□ □ □

Un caro saluto,


Daniele
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » sabato 29 gennaio 2011, 13:08

E' appunto quel che immaginavo e ho disegnato su carta da appunti...
Vedo che non occorre scannare e caricare il mio foglietto...
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » martedì 1 febbraio 2011, 17:16

Direi che avevamo immaginato giusto. In un manoscritto secentesco trovo questo:
Immagine
La consunzione della lastra, inesorabilmente proseguita dal 1527 al 1650 circa, mi pare sufficiente a render conto della lettura VALLA per VALIERA (quasi la stessa che darà poi Salomonio a fine 600: VALLE; è più probabile che nel tempo si sia 'consumata' la sillaba finale -così come ora si è 'consumato' quasi tutto- piuttosto che ce l'abbia aggiunta arbitrariamente il notaio) e del fraintendimento delle conchiglie per rose. Purtroppo della famiglia non dice niente...
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda dpascale » mercoledì 2 febbraio 2011, 0:18

Ma a questo punto i quadrelli sono disposti in banda, se non sbaglio, e non come sopra ipotizzato. Non che la cosa cambi molto... ;)

D.
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 2 febbraio 2011, 0:51

dpascale ha scritto:Ma a questo punto i quadrelli sono disposti in banda, se non sbaglio, e non come sopra ipotizzato. Non che la cosa cambi molto... ;)
D.

E' uno schizzo grande 3 cm., sono anche 6 per parte e non 6 e 7, ma non cambia molto, appunto, conta di più avere trovato una conferma sostanziale indipendente
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 febbraio 2011, 9:46

Dalla teste/conchiglie (capis* aut conchiliis) del notaro siamo passati alle rose?
Non é che il notaro ha visto 3 bubboni ultraconsunti, poco meno abrasi di come li vediamo noi oggi, non capendoci una fava al pari di noi oggi?

*a me quel capis fa tanto teste... je suis désolé. [sorry.gif]
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda adj » mercoledì 2 febbraio 2011, 10:46

Tilius ha scritto:Dalla teste/conchiglie (capis* aut conchiliis) del notaro siamo passati alle rose?

*a me quel capis fa tanto teste... je suis désolé. [sorry.gif]


Tutto sta a vedere se quell'aut aveva valore disgiuntivo ("non capisco se sono teste o conchiglie") o esplicativo ("sono capesante, ossia conchiglie").
A favore del valore disgiuntivo sta il fatto che "o" con valore esplicativo in latino sarebbe più correttamente reso con vel... ma c'è altresì da dire che il notaio non era Cicerone... come dimostra anche quel capis.
Contro il valore disgiuntivo sta il fatto che non si capisce bene come potessero venir confuse teste con conchiglie. Questo porterebbe allora a comprendere capis come capesante.
La domanda è: ci sono riscontri sul fatto che capis fosse usato per la coquille saint Jacques?
adj
 

Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 febbraio 2011, 11:58

adj ha scritto:
Tilius ha scritto:Dalla teste/conchiglie (capis* aut conchiliis) del notaro siamo passati alle rose?

*a me quel capis fa tanto teste... je suis désolé. [sorry.gif]


Tutto sta a vedere se quell'aut aveva valore disgiuntivo ("non capisco se sono teste o conchiglie")


Yeah! [thumb_yello.gif]
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » mercoledì 2 febbraio 2011, 19:36

Il notaio, come tutti i notai, latinizzava scrivendo il volgare che parlava in quello stesso istante, lui e soprattutto i suoi clienti. In padovano, direi in veneto in generale, le conchiglie sono tutt'ora cape, una lettura 'teste' non viene proprio in mente, e del resto, anche senza Cicerone, sarebbero quanto meno capitis se non proprio capitibus.
In ogni caso cose tondeggianti, che nel 1527 presentavano ancora il pecten originario, mentre verso il 1650 potevano essere prese per rose e nel 2009-11 a malapena si distingue che c'è un microrilievo sulla pietra. Esattamente come il VALIERA che poi sembra VALLE/VALLA e poi ancora sparisce del tutto. Cosi mi immagino la vicenda nella lunga durata...
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Tilius » mercoledì 2 febbraio 2011, 20:01

L'hai detto tu: quel notaro certo non era (un fedele discepolo di) Cicerone... [thumbup.gif]
Se quel termine può essere una latinizzazione dall'italiano (anzi dal veneto di allora...) allora anche le teste latine potrebbero essere un filino maccheroniche.
Mi sarebbe sembrato solo più sensato esprimere due concetti diversi intercalati dall' aut che non uno stesso concetto (ripetizione ridondante e inutile, che oltretutto fa a cazzotti con l' aut).
Ma il documento del notaro certo tu l'hai letto nella sua interezza e quindi tu avrai certo cognizione della di lui abitudine a scrivere il latino venetico/veneto latinizzato. [thumb_yello.gif]
Ergo non insisto.

Sviscerato oltre ogni dire lo stemma, é emersa qualche nota biografico-familiare del nostro (che mi sembra fosse lo scopo originario)?
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Re: Annibaldo della Valliera

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 3 febbraio 2011, 0:57

Tilius ha scritto:Sviscerato oltre ogni dire lo stemma, é emersa qualche nota biografico-familiare del nostro (che mi sembra fosse lo scopo originario)?

Purtroppo no: né della famiglia né del toponimo Valiera (a parte quelli collegati ai Valier, molti secoli dopo). Putroppo anche i Valier (valèri) si chiamano così perché in origine proprietari (o guardiani) di valli nel senso di paludi o laghi da pesca (non sportiva) e canne: e il Veneto anche di t.f. dell'epoca era pieno di valli siffatte, quindi è un po' cercare l'ago nel pagliaio. Il pezzo di ms. l'hai visto sopra: c'è solo il nome e lo stemmino, nulla più... ma bisogna accontentarsi di quel che passa il convento...
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