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Vincenzo Loffreda ha scritto:"(...) L'unico Stato che cercò di conservare il potere nell'ambito di una casta chiusa, Venezia, fu costretto a cambiar politica verso la metà del Seicento. Ai nobili poveri erano fornite istruzione gratuita ed aiuti affinchè non perdessero il loro status. La conservazione del patrimonio familiare divenne un affare di importanza preponderante, da perseguire mediante la sanzione legale dell'inalienabilità del patrimonio ereditario , l'astinenza sessuale imposta ai figli cadetti, maschi e femmine, l'oculata accumulazione di fondi per le doti."
Mi accorgo, tuttavia, che l'equazione nobiltà=ricchezza è un luogo-comune più tenace di quella dell'assenza delle mezze stagioni... GENS VALERIA ha scritto:Mi accorgo, tuttavia, che l'equazione nobiltà=ricchezza è un luogo-comune più tenace di quella dell'assenza delle mezze stagioni...

Mi accorgo, tuttavia, che l'equazione nobiltà=ricchezza è un luogo-comune più tenace di quella dell'assenza delle mezze stagioni...

contegufo ha scritto:
Non credo che alla classe eletta ovvero la nobiltà sia mancato di che vivere e casi sporadici anche se diffusi di qua e di là non fanno testo.
Prima di essere poveri ci dovrà essere stata una condizione di agiatezza se non di ricchezza e d'altra parte quello che si tocca con mano e cioè le tasse pagate e i beni immobili mostrati non possono che far pensare a situazioni di benssere abbondante e prolungato.
Far passare la nobiltà quasi come dei mentecatti
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è un insulto alla stessa classe che non ha bisogno di "ausili e protesi" tantomeno borghesi.
Circa l'aiuto che pare esserci stato nei confronti di "decaduti"
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bisogna anche vedere fino a che punto era scaturito dal profondo dell'animo e quanto interessato ovvero da carità pelosa.
Nessuna carità pelosa , capisco che il concetto non sia di immediata comprensione: "L'immobilismo politico, la piatta oligarchia che garantiva integrità e la ricchezza dello Stato" non andava turbato.
Il patriziato , rinchiuso a riccio difendeva il proprio mondo ed il proprio modo di concepire la "politica" che permise a Venezia di essere lo Stato più ricco e potente del mondo allora conosciuto
Ti aiuto perchè sei dei nostri ma soprattutto perchè le nostre strade non si incrociano ma se succedesse il contrario non sarei sicuro di tanta benevolenza controllata.
Quando celebriamo un avversario che non c'è più il coro è al completo ma prima?
Per la bandiera degli ideali il vento spira vivace ma chi tiene l'asta ha sempre un occhio aperto e uno chiuso!
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contegufo ha scritto:Prima di essere poveri ci dovrà essere stata una condizione di agiatezza se non di ricchezza e d'altra parte quello che si tocca con mano e cioè le tasse pagate e i beni immobili mostrati non possono che far pensare a situazioni di benssere abbondante e prolungato.



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