Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

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Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 8 gennaio 2011, 14:10

Gentilissimi tutti,
alcuni quesiti recentemente posti in altri punti di questo forum vertono su due tematiche nettamente disgiunte, ma strettamente collegate.

Dalle quali appare lecito trarre altrettanti temi su cui interrogarsi.

Il secondo: stemmi antichi di secoli, e rimasti ininterrottamente legati al proprio titolare (del quale stanno tuttora perpetuando la funzione di rappresentatività estetica), sono talora assoggettati a "rivisitazioni" in tempi a noi vicinissimi.

L'interrogativo che ne consegue, rafforzato dal quesito sui loghi di cui al topic gemello di questo, è: l'araldica "tradizionale" sta quindi sul viale del tramonto?

Bene :D valete
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda contegufo » sabato 8 gennaio 2011, 21:07

Salve

L'Araldica ha un ruolo insostituibile nell'interpretazione storica di blasoni o nella creazione di nuovi a cui si vuol dare un collegamento con la tradizione più classica, questo non vuol dire che parimenti nuove forme mediate fra il vecchio e il nuovo ma con un denominatore comune quanto a coerenza e logicità non possano appunto affiancarsi all'emblema storico.
Insomma l'uno e l'altro purchè in armonia!

Salutissimi

PS. Il percorso evolutivo ci deve essere ma sarà irto di ostacoli con fasi di progresso come di regresso (vedi le cassette postali sabaude) ed alla fine sarà un pareggio O-O.
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 9 gennaio 2011, 0:06

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:Gentilissimi tutti,
[...]
L'interrogativo che ne consegue, rafforzato dal quesito sui loghi di cui al topic gemello di questo, è: l'araldica "tradizionale" sta quindi sul viale del tramonto?
[...]


La mia idea sul tema ? tradizionalismo di ferro !! ;) ... onestamente vedo di buon viso modifiche ad uno stemma solo nel caso brisure o unioni matrimoniali.
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda O' Barone IV » domenica 9 gennaio 2011, 0:18

[clapping.gif] [thumbup.gif] [clapping.gif]
w il tradizionalismo
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda contegufo » domenica 9 gennaio 2011, 0:29

Salve a tutti

Certamente custodi del tradizionalismo dovrebbero essercene di più non dimentichiamoci però che "il telefono è già stato inventato"!
Dipende tutto dalla testa ovvero se uno ce l'ha quadra oppure tonda, oppure se vogliamo ancora usare il telegrafo senza fili od anche la carrozza dimenticando l'auto in garage.

Cordialmente
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda O' Barone IV » domenica 9 gennaio 2011, 1:01

se preferisce può ancora continuare a usare le ali del gufo per spostarsi [cool.gif]
suvvia! non facciamo polemica! ;) sono solo opinioni, modi di pensare,...

distinti saluti al contegufo!
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda AndreaSperelli » domenica 9 gennaio 2011, 1:20

Un forte contributo a questo tema, con esempio pratico, può essere trovato qui: http://www.iagiforum.info/viewtopic.php?f=1&t=12230&p=145660#p145660 ;)
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda contegufo » domenica 9 gennaio 2011, 22:07

Ho il dubbio che "Il Vecchio frate" avesse anche un tormento (mi scuso con l'amico per l'ardire) che forse è rimasto nella penna ovvero inespresso.

Ma Noi (compreso chi scrive) chi siamo?

Nostalgici o tradizionalisti, vecchi bacucchi incartapecoriti oppure dinosauri confinati in un ghetto dalle alte mura sognando un eterno presente dove oggi è uguale ad ieri e uguale a domani?
Oppure moderni scienziati che freddamente studiano il passato riscaldandosi al tenue calore della tradizione non dimenticando i confortevoli accessori dell'era moderna?
E i nostri avatar parlano per noi senza bisogno di aggiungere altro?

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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda T.G.Cravarezza » lunedì 10 gennaio 2011, 15:38

Il nostro Frate ci ha stimolati con un quesito non da poco. Effettivamente l'araldica tradizionale è, purtroppo, sul viale del tramonto. Questo perchè l'occhio moderno non è più abituato ad interpretare, a comprendere il simbolismo di uno specifico elemento. E' abituato a vedere l'immagine diretta, con il suo immediato significato. I loghi, non limitati da regole, da forme specifiche, permettono di colpire nel segno che i creatori si prefiggono: è tutta una questione di marketing, ormai.

Questo nel senso generale. Riguardo agli stemmi antichi rivisitati, il discorso è il medesimo. Alle volte però non si tende a cambiare gli elementi, ma a renderli più vicini alla mentalità odierna.
Un caso facile che ci è capitato di recente è quello di Zola Pedrosa. Lo stemma originale non era bellissimo nemmeno come disegno
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ed il comune ha optato per una rivisitazione che è davvero un insulto per l'araldica e per l'arte in generale:
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Una rivisitazione dello stemma ci poteva anche stare, ma la si poteva effettuare senza stravolgerlo, semplicemente dipingendolo meglio. La riproduzione di Marco Foppoli, da tutti conosciuto, rende perfettamente l'idea di come uno stemma passato non perfetto possa risultare sicuramente più gradevole e anche moderno se ridipinto in modo serio:
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In definitiva, una rivisitazione artistica, se fatta bene, la posso accettare. Lo stravolgimento degli elementi interni e del disegno, come nel caso di Zola pedrosa, non lo accetto. Il problema è che purtroppo molti stanno optando per la seconda opzione distruggendo la poca araldica decente rimasta.
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda Antonio Pompili » lunedì 10 gennaio 2011, 16:14

Purtroppo è così, caro Tomaso!
Ma non mancano casi in cui anche ai nostri giorni, stemmi preesistenti vengono rinnovati nel rispetto delle consuetudini di quella che hai chiamato "araldica tradizionale".
Penso ad esempio al felicissimo caso dello stemma della Provincia di Milano:
Immagine
Un ottimo lavoro di squadra compiuto dalla Commissione speciale istituita dal Consiglio Provinciale nel marzo del 1996 portò alla creazione di uno stemma (approvato con Decreto Presidenziale il 22 aprile 1998) di grande valore storico-culturale e di pieno gusto araldico, pur nella sua originalità e nella modernità dell'immagine di insieme con cui esso si presenta.
Come documentato dall'interessante volume Un nuovo stemma per la Provincia di Milano pubblicato nel 1998 dalla stessa Provincia, in fase preparatoria sono stati proposti moltissimi progetti di stemmi di scarso stile araldico, o di loghi che stemmi non erano davvero. Poi, evidentemente, tutti scartati. Il risultato finale è stato quello di un emblema araldico a mio avviso tra i più belli realizzati in ambito civico in Italia negli ultimi anni.
ImmagineQUI FACIT VERITATEM VENIT AD LUCEM (Gv 3,21a)
TU SCIS QUIA AMO TE (Gv 21,17b)
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda AndreaSperelli » martedì 11 gennaio 2011, 1:22

Proprio oggi ho ricevuto una comunicazione su carta intestata del comune di Zola Predosa, l'orribile stemma era inesorabilmente presente...spero rimanga un esempio isolato! :?
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda contegufo » sabato 15 gennaio 2011, 22:20

Salve

Questo perchè l'occhio moderno non è più abituato ad interpretare, a comprendere il simbolismo di uno specifico elemento. E' abituato a vedere l'immagine diretta, con il suo immediato significato. I loghi, non limitati da regole, da forme specifiche, permettono di colpire nel segno che i creatori si prefiggono: è tutta una questione di marketing, ormai.


L'Araldica ha come scopo principale la creazione di stemmi attraverso il ricorso ad un vocabolario prestabilito con varianti limitate nel numero e nella specie.
Così come sovrintende alla logica e corretta formazione di uno scudo altresì come conseguenza ha la facoltà di interpretare stemmi ovvero di "blasonarli".

La Grafica ha un altro scopo, quello cioè di comunicare un messaggio, un indicazione, non attraverso il simbolismo ma con un concetto chiaro e manifesto fatto di elementi minimalistici ovvero essenziali limitati solo dalla fantasia.

La grafica niente ha a che vedere con l'araldica e quindi non ne rappresenta l'evoluzione in negativo dal momento sono due cose completamente differenti.

Uno scudo rappresenta "l'anima" del suo padrone, il suo alter ego oppure rappresenta l'immagine simbolica del come sarei voluto essere .

Uno stemma può essere veicolo pubblicitario allorchè promuova un articolo ad esso legato oppure qualifichi il prodotto sotto l'aspetto della qualità come continuum storico: ovvero il marchio "storico" mi garantisce la qualità dovuta alla sperimentazione pregressa rispetto all'ignoto della novità.

Credo che In fondo sia l'incognita del domani il motivo (inconscio) per cui si sceglie una cassetta per la posta di un tempo che fù........ anche senza lo stemma sabaudo.
E questo è assai preoccupante.

Saluti
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 15 gennaio 2011, 22:49

contegufo ha scritto:(...) La Grafica ha un altro scopo, quello cioè di comunicare un messaggio, un indicazione, non attraverso il simbolismo ma con un concetto chiaro e manifesto fatto di elementi minimalistici ovvero essenziali limitati solo dalla fantasia.
(...)
Uno scudo rappresenta "l'anima" del suo padrone, il suo alter ego oppure rappresenta l'immagine simbolica del come sarei voluto essere. (...)

[thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif] [thumb_yello.gif]

Optime :P vale
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda antonio_conti » lunedì 17 gennaio 2011, 1:18

Noto che soprattutto gli stemmi ecclesiastici creati in epoca moderna sono carichi di simbolismo. I prelati commissionano o compongono essi stessi stemmi più o meno carichi di simboli propri del culto, della liturgia. Non c'è stemma di vescovo, recente che non sia accompagnato da una spiegazione delle figure e dei colori in chiave simbolica. Si tratta di un'evoluzione, non recentissima, ma che non può oscurare una larga parte del fenomeno araldico che, invece, non ha alcuna valenza simbolica, ma piuttosto emblematica.
Giovanni Paolo II ebbe uno stemma dal forte connotato simbolico, per esempio, ma non la maggiorparte dei suoi predecessori: Gregorio XV, Clemente IX, Benedetto XIV, Pio IX solo per fare alcuni esempi.
La buona grafica, poi, dovrebbe avere chiari alcuni principi tipici dell'araldica.
Antonio ;)
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Re: Modernismi e futurismi nell'araldica (2)

Messaggioda Tilius » lunedì 17 gennaio 2011, 2:05

antonio_conti ha scritto:Giovanni Paolo II ebbe uno stemma dal forte connotato simbolico, per esempio, ma non la maggiorparte dei suoi predecessori: Gregorio XV, Clemente IX, Benedetto XIV, Pio IX solo per fare alcuni esempi.

Questo perchè "la maggiorparte dei suoi predecessori" ha utilizzato lo stemma della propria famiglia. [sweatdrop.gif]
Non per altro.
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