come riporti puntualmente, in "british-english", la "self-democracy " non è nient'altro che l' "autocrazia", antitesi della tanto amata "democrazia"....
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PS
Comunque, in caso di rifiuto non si offenderebbe nessuno...
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Moderatori: Novelli, Lambertini, Mario Volpe, Tilius, nicolad72
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maddi34 ha scritto:Carissimi che passate parte preziosa del Vs. tempo tra le righe di questo forum dedicato a trattare onorificenze,ho letto, come ritengo tutti Voi e molti altri, le disquisizioni sul risvolto di "rifiutare " una onorificenza della Repubblica Italiana .E' trapelato dallo scritto di alcuni , che non è il fatto dell'atto premiale che si bistratta ma soltanto perchè esso proviene da mano Repubblicana.Orbene,a mio avviso, nato nel Regno d'Italia e convinto monarchico in un certo giorno della mia vita non ho minimamente pensato di rifiutare un grand' Ufficialato al Merito della Repubblica. Esso premiava il mio operato per quaranta anni,ad esclusivo interesse della Nazione o Patria se si preferisce.Non mi sono fatto scrupolo di accettare poichè il sacrificio per la collettività fu al di sopra ed al di là del compenso economico. Non nego il piacere di essere stato ringraziato . Non sono un ossessionato cacciatore di onori o cariche onorifiche ma se giungono a premiare dei meriti dei quali magari non ci rendiamo neanche conto, ben vengano,magari shernendosi per una parvenza di buona creanza, al pari del momento di ricevere pizze di formaggio o uova fresche. Certo, qualcuno potrebbe preferire un premio in danaro. Ma questa è un'altra storia.Spesso Ordini anche farlocchi vantano tra i loro insigniti eminenti personaggi al di sopra di ogni sospetto che, per alterrnativa al rifiuto, ringraziano e ripongono nel cassetto. Sbagliando o facendo bene ad ignorare?

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Statuto dell'Ordine «Al merito della Repubblica italiana» ha scritto:L'Ordine «Al merito della Repubblica italiana», secondo gli scopi indicati dalla legge 3 marzo 1951, n. 178, che lo istituisce, è destinato a ricompensare benemerenze acquistate verso la Nazione nel campo delle scienze, delle lettere, delle arti, dell'economia e nel disimpegno di pubbliche cariche e di attività svolte ai fini sociali, filantropici ed umanitari, nonché per lunghi e segnalati servizi nelle carriere civili e militari.



nicolad72 ha scritto:Non dobbiamo dimenticare che si tratta sempre del pimo ordine repubblcano (per importanza) e bene o male questo ci impone (è un dovere morale, ma sempre dovere è) di portargli il dovuto rispetto. Se qualcuno non gradisce questo tipo di onore, può benissimo - e la legge consente questa operazione - rifiutare il segno, senza addirittura dover motivare la propria opzione. Questo comunque non fa vernir meno il rispetto che si deve a questa istituzione.
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