Enigma trecentesco

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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Salvanèl » giovedì 9 dicembre 2010, 11:08

adj ha scritto:Ultima proposta della giornata (o prima, data l'ora), seguendo l'idea di concentrarsi sulla forma della figura che tassella la partizione:
Scaccato con lati alterni concavi-convessi.
O, se si ritenesse improprio il termine "scaccato":
Tassellato di quadrangoli curvilinei equilateri ed equiangoli con lati alterni concavi-convessi.


potrebbe essere un assicellato con lati alterni concavi e convessi di 7 file, 2,2?
Lo stemma dovrebbe avere ascendenze araldiche germaniche ma l'elemento a botticella, albarello o clessidra è sconosciuto a
LEONHARD W., Das große Buch der Wappenkunst : Entwicklung – Elemente – Bildmotive – Gestaltung, München 1984
e a
WAPPENBILDERORDNUNG (Symbolorum armorialium ordo), herausgegeben vom Herold, Verein für Heraldik, Genealogie und Verwandte Wissenschaften zu Berlin, bearbeitet von J. Arndt und W. Seeger …, Neustadt an der Aisch 1996
La lastra anepigrafa è nel Duomo di Trento dove è situata un'altra tomba della stessa famiglia con uno stemma del secolo successivo 9 file, 2,1
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 9 dicembre 2010, 11:31

Franco Benucci ha scritto:
adj ha scritto:Scaccato ondato, alternato concavo e convesso, in fascia iniziando convesso, e in palo iniziando concavo.

Bello, anche se in realtà lungo la partizione verticale compaiono le estremità, pure convesse, di una prima fila in palo... dobbiamo assumere convenzionalmente di riferire concavo e convesso alla prima fila o riga completamente visibile.
Se poi cercassimo una definizione unica, l'immagine risultante per ogni scacco è quella di una piccola botte in falsa prospettiva (cioè come se si vedessero sia il profilo del coperchio che quello del fondo in prospettiva aperta, centrata sul fianco convesso) disposta alternativamente in verticale e in orizzontale: potremmo dire caratellato?


adj ha scritto:Ultima proposta della giornata (o prima, data l'ora), seguendo l'idea di concentrarsi sulla forma della figura che tassella la partizione:
Scaccato con lati alterni concavi-convessi.
O, se si ritenesse improprio il termine "scaccato":
Tassellato di quadrangoli curvilinei equilateri ed equiangoli con lati alterni concavi-convessi.


Salvanèl ha scritto:potrebbe essere un assicellato con lati alterni concavi e convessi di 7 file, 2,2?


Cari amici, perdonatemi.
Trovo lodevoli i vostri tentativi. Sinceramente.
E mi sembrano uno più ragionavole dell'altro.
Ma mi pare che le cose si complichino sempre più. Mi sembra altresì che vi stiate orientando per abbandonare l'idea dello scaccato. Quello che io avevo sopra proposto.
Alla fine cosa vediamo? noi vediamo dei plinti con lati ricurvi e centrati.
Pezzi di uno scaccato necessariamente venuti a modificarsi nelle loro proporzioni per il loro assemblamento? Mi sembra possa importare poco ai fini del blasone. Di fatto ogni pezzo di questa partizione ha due lati più lunghi rispetto agli altri due. Se ogni pezzo fosse separato lo potremo chiamare plinto indicandone con i termini appositi di centrato e ricurvo la particolarità dei lati.
Bene!
Se i lati dei pezzi di questa partizione fossero rettilinei non avremmo dubbi: lo chiameremo assicellato.
Non lo sono? chiamiamolo assicellato e aggiungiamo l'attributo di ondato.
Non ci sarà qui il problema già ricordato per lo scaccato ondato: locuzione che blasona lo scaccato con le (sole) linee orizzontali ondate.
Il fatto che i pezzi, trattandosi di un assicellato che definiremmo ondato, vanno naturalmente ad innestarsi l'uno nell'altro, renderà logica la trasposizione della caratteristica di ondato sia nel senso dell'asse di simmetria verticale che nel senso dell'asse di simmetria orizzontale.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda adj » giovedì 9 dicembre 2010, 12:45

Caro Don Antonio, questa volta non sono d'accordo.

Antonio Pompili ha scritto:Di fatto ogni pezzo di questa partizione ha due lati più lunghi rispetto agli altri due.

Se noi assumiamo, come pare dall'immagine, che i "pezzi" orizzontali siano uguali a quelli verticali, tutti e quattro i lati sono di ugual lunghezza (è matematicamente dimostrabile). L'impressione che due siano più lunghi deriva da un'illusione ottica legata al concavo/convesso (e in parte a una realizzazione non precisissima nel manufatto)

Se i lati dei pezzi di questa partizione fossero rettilinei non avremmo dubbi: lo chiameremo assicellato.
Non lo sono? chiamiamolo assicellato e aggiungiamo l'attributo di ondato.

Per quanto detto sopra, non si tratta di assicellato, perché i "pezzi" base sono quadrati e non rettangoli.

Non ci sarà qui il problema già ricordato per lo scaccato ondato: locuzione che blasona lo scaccato con le (sole) linee orizzontali ondate.

A mio parere anche un eventuale assicellato potrebbe essere ondato solo in fascia, o solo in palo, o in entrambi i sensi.

Il fatto che i pezzi, trattandosi di un assicellato che definiremmo ondato, vanno naturalmente ad innestarsi l'uno nell'altro, renderà logica la trasposizione della caratteristica di ondato sia nel senso dell'asse di simmetria verticale che nel senso dell'asse di simmetria orizzontale.

L'innesto dei pezzi è dovuto proprio al fatto che sono deformazioni di quadrati.
In realtà sarebbe possibile anche una tassellatura con rettangoli "ondati", ma l'effetto sarebbe diverso: sarebbero presenti due (o addirittura quattro) diversi rettangoli, mentre nel manufatto in questione le figure - al di là di deformazioni e problemi realizzativi - paiono tutte teoricamente uguali.
In ogni caso, sia assicellato che scaccato presentano gli stessi identici problemi.
adj
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » giovedì 9 dicembre 2010, 15:06

Non è un ondato: se lo fosse si avrebbero dei quadrati con lati simmetricamente ricurvi e svirgolati ai 4 vertici, invece si hanno appunto delle botticelle, albarelli o clessidre arrotondate, disposte alternativamente in verticale e in orizzontale.
Quello che cambia è il tipo di ondatura, che è doppia (largo con largo, stretto con stretto) sia in palo che in fascia: se definiamo questo, poi basta applicare la definizione come attributo dello scaccato: per questo proponevo doppio-ondato. Oppure trovare un termine per definire direttamente la figura risultante: per questo porponevo caratellato.
Forse non piace né l'uno né l'altro: troviamo di meglio, ma troviamone uno di adeguato senza ripiegare su un termine approssimativo e/o sul "guarda la figura" (da un teologo poi, proprio no... ;)). Come dicevo dall'altra parte, ne va soprattutto della nostra umanità, cioè capacità di nominare le cose secondo pertinenza...
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » giovedì 9 dicembre 2010, 15:16

Salve

Rimuginando su quel disegno ho trovato una qualche somiglianza con le outline di una rete posata.
Tirando in un senso, esempio asse y, i quadrati originari (nord-sud) si spanciano mentre si inflettono quelli laterali (est-ovest).

Va bene SCACCATO A RETE ?

Saluti e buone elucubrazioni a tutti (che servono a tenere acceso il cervello).
Ultima modifica di contegufo il giovedì 9 dicembre 2010, 22:21, modificato 1 volta in totale.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Antonio Pompili » giovedì 9 dicembre 2010, 18:28

Neologismi se ne possono pure creare. Con la condizione essenziale che siano chiaramente leggibili e inequivocabilmente comprensibili.
Condizione non necessaria ma certo sommamente opportuna è che i neologismi siano in linea con la tradizione già consolidata del linguaggio araldico.
Questo lo dico come principio generale. Caro Franco, non saprei davvero cosa inventare :geek: per trovare un termine "adeguato" come tu auspichi.
Ma veniamo alla proposta fatta or ora da contegufo.
Quando nel blasone parliamo di rete intendiamo essenzialmente la rete da pesca.
Diverso è il caso del reticolato (ma sarebbe meglio parlare di attraversato a rete) dove filetti in banda ed in sbarra sono posti su un campo come se esso fosse attraversato da una rete, appunto.
Non so... lo scaccato a rete lo eviterei.
Comunque per quanto riguarda me personalmente, sull'argomento, le "elucubrazioni" possono terminare qui. ;)
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » giovedì 9 dicembre 2010, 22:16

Salve a tutti

E' certo che di fronte ad un disegno "sui generis" non previsto nei manuali di Araldica per blasonarlo (descriverlo) si richieda una certa elasticità di linguaggio sia pure mantenendo il più possibile la terminologia classica abituale.
Partiamo dalla figura che più gli si avvicina, scaccato.
Il temine scaccato significa fatto a scacchi dal latino tassellatus.
Nel nostro caso non si tratta però di quadrati ma di figure che si ricavano dall'intersezione di onde sinusoidali (7?) nei due sensi Nord-Sud, Est-Ovest oppure asse Y e asse X se si preferisce.
Che il Nostro fosse un cultore della matematica trigonometrica ed abbia voluto divertirsi?
Tuttavia nella 4° edizione (1729-1738) del Vocabolario degli accademici della Crusca alla voce scaccato si cita:

" E Borgh. Arm. fam. 62. La Ca da Mosto in Venezia ha il cane scaccato a rete azzurro, e d'oro."


Quindi se nella prima metà del 1700 il termine rete si adoperava per blasonare uno stemma, forse "troncato, scaccato a rete . . . . " non è tanto lontano da una corretta terminologia araldica.

Cordialmente
Ultima modifica di contegufo il giovedì 9 dicembre 2010, 22:51, modificato 2 volte in totale.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda adj » giovedì 9 dicembre 2010, 22:29

contegufo ha scritto:Quindi se nella prima metà del 1700 il termine rete si adoperava per blasonare uno stemma, forse "troncato, scaccato a rete . . . . " non è tanto lontano da una corretta terminologia araldica.


Tutto sta nel vedere come si adoperava...
Sul Rietstap sono presenti due stemmi per la famiglia Mosto:
1) D'argent à un renard rampant échiqueté d'azur et d'or
2) Écartelé d'or et d'azur (quest'ultimo direi che non ci interessa)
adj
 

Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 10 dicembre 2010, 0:43

contegufo ha scritto:Il temine scaccato significa fatto a scacchi dal latino tassellatus.

Non c'entra con la ricerca del termine adatto, però scaccato è da scacco e questo dal persiano shah 're' (cfr. lo Scià di Persia e il Pascià), poi per estensione è passato a tutti i pezzi dell'omonimo gioco, al gioco in sè, alla tavoletta su cui si gioca, ai tessuti fatti in quel modo, infine all'araldica. Il tessellatum è fatto in modo simile, ma come parola non c'entra: viene da tessella, diminutivo di tessera ('tessera di mosaico')

Tuttavia nella 4° edizione (1729-1738) del Vocabolario degli accademici della Crusca alla voce scaccato si cita:
" E Borgh. Arm. fam. 62. La Ca da Mosto in Venezia ha il cane scaccato a rete azzurro, e d'oro."

Direi che qui a rete è semplicemente ridondante per scaccato, cioè significa 'alternativamente'
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » venerdì 10 dicembre 2010, 11:45

C'è poco da fare: questo stemma al momento senza nome è un esempio di araldica trecentesca di estremo interesse.

Non ultimo, per la patina dal sapore metallico assunta dal marmo nel tempo.

Se al vecchio frate è concesso un :oops: sapido gioco di parole, 'sto stemm'ignoto dispone in massimo grado del fascino sottilmente perverso delle cose belle e "impossibili".

In esso sembra incarnarsi un concetto espresso anni fa da F. V. Joannes; anzi, più che un concetto, una "entità".

Per descrivere la quale non c'è di meglio che ricorrere alle parole dello studioso: qui c'è il buffo diavoletto scodinzolante della fantasia, che lavora da tanti secoli, che non ha una cattedra e che per questo si arrampica dove può, per insinuare dubbi.

Bene :D valete
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Franco Benucci » venerdì 10 dicembre 2010, 15:52

fra' Eusanio da Ocre ha scritto:C'è poco da fare: questo stemma al momento senza nome è un esempio di araldica trecentesca di estremo interesse.
Non ultimo, per la patina dal sapore metallico assunta dal marmo nel tempo.


Tutto vero, anche quello che segue e che non ho riquotato, salvo che non è marmo e non ha patina metallica: è Rosso ammonitico (presumibilmente) veronese preso dagli strati intermedi (quelli con colore, = percentuale di ferro, canonico) del banco di cava e nasce proprio così: negli strati alti tende al giallo e perfino al bianco, in quelli bassi tende al nero, ma si chiama sempre Rosso
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » venerdì 10 dicembre 2010, 23:16

Salve a tutti

Premesso che il disegno in oggetto non risulta nei manuali correnti di Araldica ma che fa il verso allo scaccato classico, credo che la blasonatura non possa prescindere da due elementi. 1° l'alternarsi di elementi uguali, 2°i lati degli stessi a due a due uguali ma contrapposti .
Questo si ottiene per intersezione ortogonale di più linee ad onda, ondulate, sinusoidali oppure ondate (da scegliere).
Da cui due possibili descrizioni all'esame dei dotti colleghi.

A) 3 file di linee ondate contrapposte in verticale, intersecanti 5 file ondate contrapposte in orizzontale

oppure

B) Scaccato, da quadrangoli ai lati opposti convessi e concavi, alternati dagli stessi ribaltati a 90°

Cordialmente
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda fra' Eusanio da Ocre » sabato 11 dicembre 2010, 0:27

Carissimo, prima di tutto: sinceri complimenti per l'impegno che profondi, e non solo in questo topic.
contegufo ha scritto:Salve a tutti
Premesso che il disegno in oggetto non risulta nei manuali correnti di Araldica

Questo è un primo dato di fatto.

ma che fa il verso allo scaccato classico, credo che la blasonatura non possa prescindere da due elementi. 1° l'alternarsi di elementi uguali, 2°i lati degli stessi a due a due uguali ma contrapposti .
Questo si ottiene per intersezione ortogonale di più linee ad onda, ondulate, sinusoidali oppure ondate (da scegliere).
Da cui due possibili descrizioni all'esame dei dotti colleghi.

L'unico dotto che davvero potrebbe essere risolutivo in questo momento è forzatamente assente.
Mi riferisco al titolare dello stemma, com'è ovvio.
Lui sì che ci illuminerebbe a dovere, al riguardo.


A) 3 file di linee ondate contrapposte in verticale, intersecanti 5 file ondate contrapposte in orizzontale
oppure
B) Scaccato, da quadrangoli ai lati opposti convessi e concavi, alternati dagli stessi ribaltati a 90°
Cordialmente

Gentile amico, non occorrono dotti per "esaminare" i suggerimenti.
Un "esame" puoi farlo 8-) direttamente tu.
Basta calarsi nei panni di chi, dovendo disegnare lo stemma, disponesse solo della descrizione che gli forniamo, e chiederci: ci riuscirebbe?
;)
...ma non barare nel risponderti, mi raccomando! :P

Bene :D vale
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda Salvanèl » sabato 11 dicembre 2010, 8:11

Franco Benucci ha scritto:
fra' Eusanio da Ocre ha scritto:C'è poco da fare: questo stemma al momento senza nome è un esempio di araldica trecentesca di estremo interesse.
Non ultimo, per la patina dal sapore metallico assunta dal marmo nel tempo.


Tutto vero, anche quello che segue e che non ho riquotato, salvo che non è marmo e non ha patina metallica: è Rosso ammonitico (presumibilmente) veronese preso dagli strati intermedi (quelli con colore, = percentuale di ferro, canonico) del banco di cava e nasce proprio così: negli strati alti tende al giallo e perfino al bianco, in quelli bassi tende al nero, ma si chiama sempre Rosso


Confermo che si tratta di rosso ammonitico di Trento. La lastra sepolcrale è situata all'interno della cattedrale di Trento ad altezza d'uomo e la patina si è formata nei secoli a causa del contatto dei fedeli.
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Re: Enigma trecentesco

Messaggioda contegufo » sabato 11 dicembre 2010, 8:31

Salve

Nel passato illustri studiosi si sono posti il problema di decifrare le lapidi tombali murate nelle chiese.
Non è per caso che a Trento sia successo qualcosa del genere e magari ci sia stata anche la pubblicazione di un volume?
A distanza si può far poco ma chi è sul posto una capatina all'Archivio Arcivescovile e a quello di Stato potrebbe portare a qualche informazione in più.
Altro suggerimento controllare la produzione editoriale locale che spesso aiuta non poco.

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